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Opinioni e commenti
 

Nencini: “Ripartiamo dai giovani per un’Italia migliore”
Pubblicato il 09-12-2015


nencini del bue

 

Riccardo Nencini ci tiene a buttarla in politica. Vuole lanciare messaggi propositivi, convinto che il futuro della nostra comunità dipenda dalla nostra capacità di elaborare idee e progetti politici e non di accettare la logica di un chiassoso e improduttivo fracasso interno. E allora chiedo cosa bolla in pentola a più di un mese da una conferenza programmatica che aveva segnalato una notevole attenzione e partecipazione e anche una buona capacità di elaborare proposte concrete


Intervista del direttore dell’Avanti!, Mauro Del Bue, al segretario del Psi, Riccardo Nencini

Nencini congresso nov 2013Nencini: Stiamo cucinando due buoni piatti da proporre a Roma e altri due di sapore regionale. I due nazionali sono costituiti dalle proposte di legge sulla modifica dell’Italicum sul premio di maggioranza, da trasferire dalla lista alla coalizione, e l’altro dall’elezione diretta del vertice delle città metropolitane. I due regionali sono rappresentati dall’estensione del diritto di voto ai sedicenni e dalla regolamentazione dei gruppi di pressione o lobby, che in Italia hanno un potere enorme, ma senza alcuna regolamentazione, contrariamente a quanto avviene in altri paesi.

Del Bue: Partiranno anche le conferenze regionali?

Nencini: Sì, ma innanzitutto nella dimensione comunale. Conferenze programmatiche sono previste a Milano in primavera, ma anche a Roma, a Bologna, a Torino, a Trieste, a Napoli. Cioè nella grandi città in cui si vota.

Del Bue: In queste grandi città il Psi sta valutando la possibilità di presentare liste sue o in alleanza con altri soggetti di radice laico-riformista?

Nencini: Certo, ma adesso il tema è la modalità di svolgimento delle primarie. Noi abbiamo lanciato la proposta di svolgere primarie di coalizione e aperte alle quali partecipare anche con candidati nostri. A Napoli, ad esempio, lanceremo una candidatura socialista nella persona del medico Marfella, valente primario ospedaliero, assai impegnato nella cura delle malattie derivate dalla terra dei fuochi. In altre città parteciperemo o con liste nostre o con liste laico-civico-socialiste.

Del Bue: Dopo il fallimento dell’esperienza Marino pare che a Roma sia inevitabile il trionfo dei Cinque stelle…

Nencini: Occorre pensare a un candidato rappresentativo del centro-sinistra, che si ponga in forte discontinuità con l’amministrazione precedente che ha fallito. A Roma hanno fallito sia Marino sia il Pd. Bisogna ammetterlo…

Del Bue: E i socialisti hanno ripreso un rapporto coi radicali.

Nencini: Abbiamo ripreso un rapporto che potrebbe anche portarci a presentare una lista comune.

Del Bue: A Napoli l’ex governatore regionale Stefano Caldoro ha aperto a una prospettiva di unità socialista riformista. Questo proprio nella città che più di altre dovrebbe avere risentito dei guasti della scissione di Di Lello.

Nencini: E noi che abbiamo apprezzato le sue idee proponiamo subito a Caldoro la presentazione di una lista unica dei socialisti napoletani alle elezioni comunali. Per quanto riguarda Di Lello ho verificato personalmente che a Napoli non si è proprio avvertita la sua separazione. Anzi il partito mi pare accresciuto di nuovi innesti.

Del Bue: A Milano si stanno misurando diverse ipotesi legate ad alcuni candidati di diversa provenienza. In campo c’è Sala, dopo la positiva esperienza dell’Expo, ma anche il vice sindaco di Pisapia per una continuità con la sua esperienza amministrativa precedente. Poi ci sono anche altri candidati del Pd e di Sel.

Nencini: Personalmente preferirei giocare la carta Sala. Mi sembra la più forte, dopo l’Expo, quella che ha la capacità di rivolgersi alla società milanese non necessariamente ancorata alla politica del centro sinistra. Dunque è la candidatura che ha le maggiori possibilità di vittoria.

Del Bue: Parliamo dell’Italia dopo la strage di Parigi del 13 novembre. Il Psi non sente l’esigenza di una maggiore solidarietà coi socialisti francesi che oggi sono al governo?

Nencini: Certo. Noi non solo siamo solidali e appoggiamo le scelte di Hollande, ma siamo in sintonia anche coi socialdemocratici tedeschi che hanno sostenuto le decisioni del governo della signora Merkel e con quella parte di Labour che con Tony Bell si è subito sintonizzata coi socialisti francesi e tedeschi. Devo anche dire che l’intervista di Renzi al Corriere di oggi non esclude, ma anzi per taluni aspetti auspica, un maggiore coinvolgimento italiano nell’ambito di una coalizione internazionale che chiarisca bene i suoi obiettivi strategici.

Del Bue: Parliamo di noi, della nostra attività al governo e in parlamento. Quali sono i nostri trofei da esporre di fronte ai socialisti e agli italiani?

Nencini: Innanzitutto il piano casa, poi il codice degli appalti e la legge sull’omicidio stradale, delle quali sono stato protagonista al governo. In parlamento ricorderei le battaglie contro il gioco d’azzardo, la legge sulla divisione delle carriere dei magistrati, purtroppo non ancora approvata, e quella sulla responsabilità civile dei magistrati che è invece legge. Voglio anche rammentare il ruolo di Pia Locatelli sui diritti civili. E di Pastorelli sull’agricoltura e quella biologica, nonché sull’esenzione dell’Imu agricola

Del Bue: Con Interessi comuni e Primo consumo abbiamo lanciato idee sulle banche e una proposta di istituire una giornata nazionale contro il gioco d’azzardo patologico.

Nencini: Sono idee già raccolte in particolare da Enrico Buemi. Intanto nella legge di stabilità proponiamo un fondo di sostegno per gli obbligazionisti delle quattro banche oggi al tappeto. Ma inizieremo anche una battaglia conto il cosiddetto Bail in, cioè la possibilità delle banche di rivalersi sui correntisti che hanno un deposito superiore ai centomila euro, in caso di fallimento ma anche solo di crisi. Poi abbiamo già presentato due proposte di legge sui guadagni bancari in caso di fallimenti e sulla centrale rischi che si pone oggi come una condanna a morte dell’ipotetico investitore.

Del Bue: Pariamo anche di noi. Alcuni compagni che intendono presentare una mozione al congresso sostengono che non è possibile accedere al tesseramento. È vero?

Nencini: Si rivolgano al partito e non all’avvocato. Esaminino pure e senza alcuna obiezione da parte di nessuno un tesseramento approvato all’unanimità il primo aprile, che conta oggi esattamente su 23.957 iscritti, cioè un dieci per cento in più del 2013.

Del Bue: Ma sostengono anche che tu e l’attuale maggioranza del PSI puntiate nelle prossime elezioni politiche ad entrare ancora nelle liste del Pd.

Nencini: Siamo logici. Se noi facciamo la battaglia sull’Italicum per ripristinare le coalizioni è perché abbiamo in testa l’idea di presentare una lista alleata, ma separata dal Pd, che possa superare il tre per cento. Se no saremmo autolesionisti. Aggiungo che dobbiamo anche smettere di parlarci addosso. Rischiamo sempre di apparire degli inguaribili autolesionisti. La nostra autoreferenzialità ci danneggia. Abbiamo la tendenza a parlare solo di noi, pensando così di risolvere i nostri guai. Che invece così aumentano.

Del Bue: Chiuso il caso Benzoni con le scuse dell’interessato?

Nencini: Chiuso e sepolto. Vorrei solo aggiungere che personalmente non ho mai offeso nessuno e mi sono sempre confrontato volentieri con chi parla di politica e non la pensa come me.

Del Bue: Poi ci sono anche quelli che hanno deciso di riabilitare il vecchio simbolo delle falce e martello. Francamente pensavo di trovare di tutto nel Psi ma non i figli di Morandi.

Nencini: La falce e il martello la sotterrammo a Rimini nel 1987. Craxi ci ricordò che era un simbolo comunista introdotto da Bombacci. Nel 1922 era già stato ripudiato dal Psi di Turati e Matteotti.

Del Bue: Fiducia dunque nel futuro del PSI?

Nencini: Girando l’Italia ho avuto sensazioni positive. Soprattuto al Sud c’è verso di noi un’attenzione nuova, perfino inaspettata. In Campania, Basilicata, Abruzzo, Calabria, Sicilia, ma anche nelle Marche stanno arrivando a noi amministratori e vecchi iscritti provenienti da Forza italia, dal Partito democratico, da liste civiche. A Rende, l’altra sera, c’erano duecento compagni e ventitré giovani si sono iscritti davanti a me. Ci sono giovani anche a Roma, nel partito. E questi giovani saranno il nerbo del partito del futuro quello che dovremo lanciare col prossimo congresso di fine febbraio. Sarà un congresso interessante e positivo se sapremo superare differenze artificiose e anche qualche pigrizia interna e se sapremo rivolgerci agli italiani con un linguaggio nuovo e con una nuova classe dirigente.

Mauro Del Bue

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Commenti all'articolo
  1. Dall’ intervista, del direttore M. Del Bue al Segretario R. Nencini, traggo buoni auspici per il futuro della nostra comunita’, se saremo capaci di elaborare idee e progetti politici.Dalle risposte, prefiguro, un Segretario caricato e determinato a lanciare nel prossimo Congresso di fine febbraio, proposte,idee e progetti innovativi.

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