sabato, 29 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

Ilva: dopo il decreto
è ancora polemica a Taranto
Pubblicato il 07-12-2015


Ilva TarantoAncora tensioni sull’Ilva. La presentazione di un nuovo decreto legge da parte del Governo, col quale si avvia l’azienda alla vendita entro giugno prossimo e si eroga un prestito da 300 milioni per la liquidità dei prossimi mesi, ha rinfocolato le polemiche, peraltro mai sopite, a Taranto. In campo varie sigle del mondo ambientalista, ma anche Cinque Stelle che hanno presentato un esposto e sindacati come l’Unione sindacale di base. Critica sul nuovo decreto anche la Fiom Cgil. Il clima resta teso anche perchè influenzato anche da altre vicende. In altri termini, ci sono continui effetti a catena. E’ il caso, per esempio, dell’infortunio sul lavoro verificatosi lunedì in uno degli impianti marittimi del siderurgico, ma anche della polemica sorta a causa dell’allarme polveri sottili espresso dagli ambientalisti di Peacelink. Lunedì  nell’area portuale dello stabilimento, dove via nave vengono scaricate le materie prime e caricati i prodotti finiti, un tecnico 42enne dell’Ilva, è precipitato da una passerella – da un’altezza di cinque-sei metri – finendo sul selciato. L’uomo non corre pericolo di vita ma è ricoverato, per un trauma toracico ed altre ferite, in prognosi riservata all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto. Le passerelle del nastro dove il tecnico stava effettuando l’ispezione sono intanto finite sotto sequestro mentre i sindacati metalmeccanici hanno chiesto un incontro all’Ilva per chiarire la dinamica dell’infortunio.

Fim, Fiom e Uilm Taranto chiedono che “in prima istanza l’azienda effettui un controllo visivo immediato di tutte le passerelle similari nell’area di pertinenza, onde accertare eventuali condizioni ulteriori di pericolo”. Per l’Usb, invece, l’incidente di oggi è l'”ennesima conferma della mancanza di manutenzione e controlli degli impianti” Per l’Usb il siderurgico di Taranto “versa in condizioni critiche non solo dal punto di vista ambientale ma anche dal punto di vista logistico. E gli infortuni continui lo confermano, così come – dice ancora l’Usb – le dichiarazioni dell’Asl sulla criticità dell’aria”. Le dichiarazioni dell’Asl di Taranto si riferiscono alla denuncia fatta dagli ambientalisti sui livelli di polveri sottili nelle giornate particolarmente ventose, ma oggi, così come aveva già rassicurato sabato scorso la stessa Asl, affermando che “non ci sono reali urgenze di salute pubblica”, interviene anche il sindaco di Taranto, Ezio Stefano, per il quale “i valori degli inquinanti in questo periodo, come accertati dall’Arpa e divulgati da Legambiente, sono al di sotto della soglia di allerta e il decalogo dei suggerimenti alla cittadinanza elaborato da Arpa Puglia e dal Dipartimento di prevenzione della Asl di Taranto, è da osservare in caso di superamento dei limiti”.

Per il sindaco, i consigli dell’Asl a proposito dell’esposizione all’aria aperta nelle giornate ventose costituiscono un decalogo ” di tipo precauzionale. In proposito – dice ancora il sindaco – è sufficiente consultare il portale regionale della salute di Asl Taranto per verificare la bontà dei valori registrati, che proprio nel corso della scorsa settimana hanno fatto rilevare percentuali  molto al di sotto dei limiti previsti dalla legge”. Tuttavia, malgrado queste assicurazioni, la polemica non si placa soprattutto sui social e risente anche del fatto che all’Ilva il decreto legge dello scorso venerdì ha prorogato la conclusione dell’Autorizzazione integrata ambientale da agosto a dicembre  2016, e in più ha previsto che i nuovi acquirenti dell’Ilva possano modificare la stessa Aia in ragione del ciclo produttivo.

Il 10 dicembre, intanto, riprenderà in Corte d’Assise a Taranto il processo per il reato di disastro ambientale contestato all’Ilva (47 i rinviati a giudizio, di cui 44 persone fisiche, Nicola e Fabio Riva, della proprietà dell’azienda, e tre società) e l’associazione consumatori Codacons annuncia che chiederà “un maxi-risarcimento per gli ammalati tarantini e per tutti i cittadini che rischiano di contrarre patologie gravi”.

Redazione Avanti!

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