sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Ilva: processo da rifare. Si torna all’udienza preliminare
Pubblicato il 09-12-2015


LIlva-di-TarantoTutto da rifare. Il processo Ilva torna all’udienza preliminare. La Corte d’assise di Taranto ha annullato il decreto che dispone il giudizio in quanto nel verbale d’udienza preliminare del 23 luglio scorso mancava l’indicazione del difensore d’ufficio per 10 imputati i cui legali erano assenti quel giorno. Indicazione che compare nella sentenza del gup.
La procura aveva parlato di un caso di nullità relativa, mentre i legali degli imputati si erano subito espressi per la nullità assoluta in grado di far tornare il processo all’udienza preliminare. E così e’ stato. Si torna, dunque, all’udienza del gup che ha preceduto quella culminata nel rinvio a giudizio di 44 persone fisiche (tra vertici Ilva, politici, imprenditori e funzionari ministeriali e regionali) e tre società. La Corte d’Assise (presieduta da Michele Petrangelo, a latere Fulvia Misserini più i sei giudici popolari) ha annullato il decreto che dispone il giudizio trasmettendo tutti gli atti all’ufficio del gup, che dovrà procedere alla fissazione di una nuova udienza preliminare. Le accuse vanno dall’avvelenamento delle acque o di sostanze alimentari all’associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale al getto pericoloso di cose, dall’omissione di cautele sui luoghi di lavoro che avrebbero causato, tra gli altri, due ‘morti bianche’, alla concussione, oltre a falsa testimonianza e favoreggiamento.

Sollevando subito l’anomalia riscontrata nel confronto tra verbale d’udienza e provvedimento di rinvio a giudizio, la Procura ha voluto evitare che il problema fosse posto dalla difesa degli imputati più avanti nel tempo, probabilmente in Cassazione. In tal caso, si sarebbe corso il rischio di annullare anni di procedimento giudiziario. Adesso, invece, pur essendoci un rinvio, si tratterebbe comunque di uno slittamento più contenuto proprio perché il processo era alle battute iniziali. “Non ho parole e sono profondamente addolorato e sconcertato dall’annullamento del processo – ha dichiarato Angelo Bonelli dei Verdi- ora le posizioni di alcuni imputati del processo ‘Ambiente Svenduto’ con molta probabilità andranno in prescrizione”. Per il Codacons, “ora il Gup dovrà sanare in poche settimane il vizio che ha portato al rinvio degli atti da parte della Corte d’Assise di Taranto e procedere al corretto rinvio a giudizio prima che si avvicini il termine per la prescrizione”. Per Carlo Rienzi, presidente del Codacons, “tale rinvio comporta anche un aspetto positivo. Il Codacons ha deciso, infatti, di riaprire i termini dell’azione risarcitoria in favore degli abitanti di Taranto danneggiati sul fronte ambientale e su quello della salute. Tutti i residenti della città, indipendentemente da eventuali patologie insorte – secondo l’associazione dei consumatori – possono ancora chiedere i danni da Ilva, costituendosi parte civile nel processo attraverso il Codacons entro il prossimo 31 dicembre – ha detto anxcora Rienzi – azione resa oggi ancor più forte dalla relazione Asl sulle polveri sottili che contiene elementi importanti sul fronte dei rischi corsi dagli abitanti, e che alza il valore dei risarcimenti almeno a 100mila euro a cittadino in caso di malattie riconducibili all’inquinamento dell’aria”.

Da quando è chiusa la fase delle indagini con la richiesta dei rinvii a giudizio da parte della Procura al gup, il processo per il reato di disastro ambientale dell’Ilva non ha avuto vita facile Nella seconda metà del 2014 il processo è stato fermo per diversi mesi in quanto il gup aveva rimesso gli atti alla Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi, su istanza degli avvocati di alcuni indagati, se il processo dovesse farsi o meno a Taranto. La difesa di questi indagati riteneva, infatti, che a Taranto non ci fossero condizioni “serene” per un giudizio “equilibrato”. La Cassazione, però, ad ottobre 2014 decise di mantenere lì il processo. Si arriva così ai rinvii a giudizio e all’avvio del processo in Corte d’Assise per la quale viene anche predisposto un posto apposito: la Scuola dell’Aeronautica militare. Una sede ampia per ospitare l’elevato numero di imputati, avvocati e parti civili. La prima udienza in Corte d’Assise parte però col piede sbagliato: salta perché c’è un’omessa notifica ad uno degli imputati. La seconda udienza, l’1 dicembre, non si tiene affatto perché a causa del concomitante sciopero delle Camere Penali e si arriva quindi a quella di oggi che finisce con rinvio di tutto il processo al gup. Di fatto, un azzeramento.

Ginevra Matiz

 

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