mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Industria: fatturato e ordini in crescita
Pubblicato il 23-12-2015


Confindustria-crisi-ripresaForte balzo congiunturale, a ottobre, per il fatturato e gli ordini dell’industria: secondo l’Istat, per il primo c’è stato un incremento del 2% rispetto a settembre con variazioni positive sia sul mercato interno (+1,4%) sia su quello estero (+3,1%). Per gli ordinativi l’incremento è stato invece del 4,6% con aumenti del 3,6% per gli interni e del 6% per quelli esteri. Su base tendenziale, l’aumento è stato rispettivamente dell’1,6% e del 2,2%.

Un altro dato significativo sullo stato di salute della nostra economia arriva dai consumi: sono in calo le vendite al dettaglio a ottobre rispetto a settembre (-0,3%) ma rispetto a ottobre 2014 la variazione è molto più significativa e nell’ordine dell’1,8%. Nella media del trimestre agosto-ottobre, il valore delle vendite registra una crescita dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Nei primi dieci mesi, il valore invece è in aumento dell’1%: aumenti ci sono sia per i generi alimentari (+1,4%) sia per quelli non alimentari (+0,6%). Per Confcommercio, tali dati mostrano un quadro economico “in debole ripresa” mentre i consumatori segnalano una “ripresa instabile”.

Tornando all’industria, per il fatturato l’incremento tendenziale più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+22,0%), mentre la maggiore diminuzione riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-22,8%). Per gli ordinativi totali, si registra un incremento congiunturale del 4,6%, con aumenti del 3,6% degli ordinativi interni e del 6,0% di quelli esteri.

Secondo l’Istat però “nonostante la maggiore tenuta dell’occupazione femminile negli anni della crisi, la quota di donne occupate in Italia rimane, comunque, di gran lunga inferiore a quella dell’Ue28: nel 2014 il tasso di occupazione femminile si attesta al 46,8% contro il 59,5% della media Ue28, e la distanza dell’indicatore con l’Europa è aumentata arrivando a 12,7 punti percentuali (10,0 punti nel 2004)”. “L’andamento dell’occupazione femminile negli ultimi dieci anni – spiega – ha risentito della crisi che ha fermato il trend positivo di aumento degli anni precedenti”. Infatti l’occupazione femminile era cresciuta in Italia sin dal 1995 e la battuta d’arresto è arrivata solo nel 2008. Le donne hanno tenuto meglio sull’occupazione ma la loro qualità del lavoro è peggiorata, perché è aumentato il part time involontario, la sovra-istruzione rispetto all’impiego svolto e le posizioni lavorative non qualificate (soprattutto le straniere impiegate nei servizi alle famiglie).

Numeri che però secondo la Cisl non solo ancora sufficienti per rilanciare l’occupazione. “I dati Istat su ordini e fatturato – ha affermato il segretario confederale della Cisl, Giuseppe Farina – confermano che la ripresa c’è e che le industrie italiane hanno ricominciato a produrre con maggiore continuità, ma nonostante questo dobbiamo prendere atto che l’impatto sulla occupazione ancora non c’è”. “I trend di crescita che prevede lo stesso Governo non appaiono sufficienti ad invertire la tendenza”, ha osservato Farina. “All’appello per una crescita più robusta – conclude – manca un più forte contributo dell’economia meridionale e politiche industriali che diano risultati e senso alla positiva politica degli incentivi agli investimenti ed al credito d’imposta per il Sud, contenuti nella Legge di Stabilità”.

Redazione Avanti!

 

 

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