giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Isis. Renzi: nessun intervento senza una strategia
Pubblicato il 01-12-2015


Militari italiani guerraSalvini e La Russa possono riporre l’elmetto. Almeno per ora l’Italia non farà una spedizione militare tra le dune del deserto al di là del Mediterraneo perché pur non essendo pregiudizialmente contrari a menare le mani ove ce ne fosse necessità, lo si può fare solo se si capisce dove si va a parare. Più o meno questo il senso delle parole del presidente del consiglio Matteo Renzi in un intervento alla presentazione del consueto libro annuale di Bruno Vespa.

“Non è un tema all’ordine del giorno, almeno per il momento” ha detto Renzi rispondendo a una domanda sulla possibilità di un intervento militare internazionale in Libia. “L’Italia non ha una posizione pregiudizialmente ostile a interventi anche di natura militare o più forti di natura diplomatica, ma chiede solo che non si faccia ciò che è accaduto in Libia: un intervento senza strategia di cui si pagano le conseguenze”. “L’Italia – ha detto – ha un numero di donne e uomini impegnati in contingenti che è tra i più elevanti al mondo. Questo sia chiaro. Non è che un intervento in più o in meno denota il nostro tasso di partecipazione alla coalizione internazionale. I giornali cambiano ogni 24 ore, la politica estera no. La politica estera non va lasciata alle emozioni, serve continuità e consapevolezza. La nostra non è prudenza ma saggezza e io ne sono fiero”.

Quanto all’ipotesi che ventilata in questi giorni da numerosi organi di stampa che l’Isis possa spostare il suo quartier generale in Libia sotto i colpi inferti dai bombardamenti in Siria da Usa, Russia e Francia, Renzi ha ridimensionato l’allarme spiegando che “la presenza di Daesh a Sirte non è una presenza che arriva nelle ultime ore, ma l’intelligence la stima radicata già da mesi. Non c’è nulla di nuovo, non appare niente di nuovo e alcune ricostruzioni sono tutte da verificare, cosa che con gli alleati della coalizione stiamo facendo, ma non vedo elementi di novità”.

Sul campo intanto sembra prossima un’escalation nell’impegno statunitense che non esclude più di mettere i ‘boots on the ground’, ovvero di inviare truppe sul terreno: gli Usa – ha annunciato il capo del Pentagono, Ash Carter, in un’audizione davanti alla commissione difesa della Camera dei rappresentanti – “sono pronti a espandere” le operazioni in Siria con l’invio di forze speciali. Carter ha aggiunto che gli Usa invieranno un corpo di spedizione specializzato in Iraq per sostenere la lotta all’Isis. “Siamo in guerra con l’Isis”, ha spiegato e “noi tutti dobbiamo fare di tutto” prima che accadano altri attentati come quelli del 13 novembre a Parigi.

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