sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La “mattanza” degli indifesi: nella rete delle banche
Pubblicato il 14-12-2015


 

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La parte più crudele della mattanza è l’epilogo, quando i pescatori si mettono in tondo ai lati dell’immensa rete che raccoglie i pesci impazziti. Pesci che alzano montagne d’acqua insanguinate dalle ferite provocate da mani esperte che ruotano le fiocine con la stessa abilità con cui i Samurai giocano con le loro affilatissime ed implacabili katane. Fiocine che si abbattono ritmicamente sui tonni come suonassero tamburi di guerra. Fiocine che hanno il compito di togliere la vita. Siamo agli ultimi sussulti di quei risparmiatori che hanno sciaguratamente scelto di investire in azioni e obbligazioni di piccole banche sotto casa, dall’aria “familiare”, quelle stesse, per capirci, in cui il Presidente è il vicino di casa e i consiglieri sono gli amici del Bar. Nessun salvadanaio poteva essere più sicuro! Invece, l’anno nuovo sembra che ci riservi l’ultima mattanza finanziaria. Nel vedere il consiglio d’amministrazione vestito a festa e con la macchina nuova, in effetti, avremmo dovuto sospettare qualcosa. Mi riferisco alle Banche di Credito Cooperativo, non a tutte ovviamente, ma almeno per quanto riguarda un paio di casi posso testimoniare che di “panni sporchi” ne han molti…e non li lavano certo “in famiglia”.
Sarà un disastro, una vera e propria calamità finanziaria, non per la gravità e l’onerosità della perdita economia, ma per la tipologia delle “vittime” scelte: le persone più deboli, che hanno investito nei loro risparmi il sudore del loro lavoro. Entriamo nello specifico di questa “mattanza” e cerchiamo di capire chi sono loro.
Per citare un caso emblematico, recentissimamente è stata resa pubblica una brutta notizia di cronaca accaduta il 28 Novembre scorso a Civitavecchia: un sessantacinquenne si è suicidato nella sua abitazione dopo aver appreso la notizia del crac finanziario che ha riguardato la sua banca, la Banca popolare dell’Etruria e del Lazio, la quale, proprio grazie al Bail-in, per evitare il fallimento, ha “espropriato” l’uomo di oltre centomila euro, i risparmi di un lavoro onesto.
Un mio conoscente, già Direttore Generale di una BCC con sede in Emilia (come ho scritto in un mio precedente articolo) afferma che le firme false nella sua banca erano un’abitudine, oltretutto difesa da un atteggiamento omertoso, e i finanziamenti ai parenti, se non addirittura ai componenti dello stesso Consiglio di Amministrazione, una routine; insomma, una situazione che non ha eguali nel tempo che ci ha preceduto.
Altro non aggiungo in attesa di ulteriori notizie che scivoleranno sulle tastiere dei computer delle principali testate giornalistiche, nello stesso modo in cui un tempo, viaggiavano da una macchina da scrivere all’altra tra i corrispondenti di guerra. Sì, perché anche oggi come allora si sta conducendo una guerra, a partire dalla quale a rimetterci sono sempre i popoli. Con la differenza, notevole, che se ieri la guerra la conducevano gli Stati nazionali tra loro, oggi sono direttamente gli interessi dei pochi (i banchieri, il ceto politico) ad attentare la vita dei tanti che quotidianamente vedono espropriate e saccheggiate i loro averi e i loro risparmi, a causa di un sistema sociale ed economico predatorio, avido e disumano.
Si tratta di una storiaccia annunciata. Certo, ne avremo da raccontare…

 

di Angelo Santoro

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Commenti all'articolo
  1. Egregio dottor Santoro
    Continuo a ringraziarla, oltre che per questa sua preziosa collaborazione sull’Avanti, anche per la sua vicinanza che ha voluto esprimere e testimoniare nell’iniziativa in Parlamento assieme al nostro senatore Buemi e al nostro Direttore.
    Con una forte stretta di mano.
    Nicola Olanda

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