venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La Nato sfida la Russia con l’invito al Montenegro
Pubblicato il 02-12-2015


nato montenegroMercoledì 2 dicembre la Nato ha ufficialmente invitato il Montenegro ad entrare nell’Alleanza Atlantica. La decisione è stata presa all’unanimità dai ministri degli Esteri dei 28 Paesi membri della Nato, riuniti a Bruxelles. Il Montenegro, Stato indipendente dal 2006, quando un referendum molto combattuto sancì la separazione dalla Serbia, ha da anni intrapreso un percorso di riforme per avvicinarsi agli standard dell’Alleanza Atlantica, obiettivo dichiarato del premier Milo Djukanovic. Djukanovic, di fatto al potere da 24 anni, ha parlato di giornata storica per il suo Paese, la più importante dall’indipendenza.

L’invito formulato mercoledì arriva sei anni dopo l’ultimo allargamento della Nato. L’ultima volta erano entrati altri due Paesi dei Balcani Occidentali, la Croazia e l’Albania. Proprio l’estensione atlantica a quest’area geografica non piace alla Russia, da sempre politicamente e culturalmente vicina ai “fratelli ortodossi” serbi e montenegrini. Alla notizia dell’allargamento al Montenegro la reazione del Cremlino non si è fatta attendere. Il portavoce di Vladimir Putin, Dmitri Peskov, ha dichiarato che non mancheranno azioni di risposta da parte russa per motivi di sicurezza, mentre il capo del Comitato di difesa e sicurezza della Federazione Russa, Viktor Ozerov, ha annunciato la sospensione di tutti i progetti bilaterali esistenti tra Mosca e Podgorica. Per quanto l’adesione non sarà formalizzata prima del 2017 e solo dopo la ratifica dei parlamenti di tutti e 28 i Paesi membri, la prospettiva di un ulteriore allargamento ad Est dell’Alleanza Atlantica mette in agitazione la Russia, anche in virtù delle richieste di adesione che vengono da Bosnia Erzegovina, Macedonia e Georgia.

La scelta di entrare nella Nato, però, non ha ottenuto sostegno unanime tra i cittadini del Montenegro. Il Paese è ormai da più di un mese scosso da forti proteste popolari contro il governo Djukanovic: oltre alla corruzione e all’assenza di elezioni libere, anche l’adesione alla Nato è messa sotto accusa dall’opposizione. Una parte consistente della popolazione del Montenegro è di etnia serba e questa non ha dimenticato i bombardamenti della Nato nel 1999 sull’allora Repubblica Jugoslava, di cui lo stesso Montenegro faceva ancora parte. La società montenegrina è dunque profondamente divisa tra chi guarda al mondo occidentale e chi si sente maggiormente legato al mondo ortodosso. Che la questione sia rilevante lo dimostrano le accuse dello stesso Djukanovic, che ritiene ci sia la mano del Cremlino dietro le proteste popolari, per destabilizzare il processo di avvicinamento all’Alleanza Atlantica.

La questione sollevata da un piccolo Stato come il Montenegro è solo l’ultimo tassello di una sfida ben più ampia, quella relativa alle aree di influenza tra l’alleanza dei Paesi occidentali, guidati dagli Stati Uniti, e la Russia. Una questione che è esplosa con tutta evidenza nel caso dell’Ucraina, ma che propaga il suo eco in tutto il mondo ex-comunista e, dunque, anche nei sempre delicati equilibri vigenti nei Balcani.

Riccardo Celeghini

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