domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

LA VOLTA BUONA
Pubblicato il 16-12-2015


Consulta giudici

Abemus iudices. Dopo oltre 30 votazioni andate a vuoto, dal Parlamento unito in seduta comune è arrivata la fumata bianca sui giudici della Consulta. Franco Modugno, Augusto Barbera e Giulio Prosperetti sono stati eletti, rispettivamente con 609, 581 e 585 voti. Il quorum richiesto era di 571 voti, pari ai due terzi degli aventi diritto. Matteo Renzi ha così scaricato Forza Italia e dato il via libera ad un’intesa con il M5S che si è espresso a favore della una nuova terna. Escluso quindi il candidato proposto da FI Francesco Paolo Sisto sui cui i grillini avevano da sempre posto il loro veto. Una intesa che comprende anche i centristi. Insomma alla fine, dopo mesi di tira e molla, il Movimento 5 Stelle ha avuto la meglio. Con Renzi, consapevole della necessità di un cambio di strategia, che ha deciso di andare oltre la lista di nomi votata inutilmente per mesi e ha quindi accettato il nome proposto dall’M5S. Il grande sconfitto, ancora una volta, Forza Italia, che si è vista sostituita dai voti dei grillini. Un episodio che ricorda in qualche modo, anche se con sfumature diverse, quanto successo per l’elezione del presidente della Repubblica Sergio Matterella.

“Dico solo – è stato il commento di Silvio Berlusconi – che è molto grave che la Consulta non abbia al suo interno nemmeno un giudice che sia del centrodestra che oggi tra gli elettori è la componente più importate. E’ una cosa grave”. Parole a cui si sono aggiunte quelle del capogruppo degli Azzurri che hanno deciso di non partecipare al voto. “Forza Italia – ha confermato Renato Brunetta – non parteciperà alla elezione dei giudici costituzionali visto l’atteggiamento di netta chiusura da parte della maggioranza e del presidente Renzi”. “Renzi ha preferito su tre giudici costituzionali di eleggerne, di volerne due di maggioranza e il terzo di opposizione e affidare il ruolo dell’opposizione al Movimento 5 Stelle. Se ne assume tutte le responsabilità del caso e questo la dice lunga anche sul tipo di opposizione del Movimento 5 Stelle”. Secondo il deputato di Sinistra Italiana Alfredo D’Attorre “il M5S si appresta a prendere il posto di Forza Italia al banchetto della lottizzazione della Consulta e addirittura a votare a favore del più renziano dei candidati, il professor Barbera. A questo punto tanti cittadini potranno valutare la coerenza di un movimento che passa dagli strepiti e dalla mozione di sfiducia alla Boschi all’inciucio con Renzi per spartirsi i membri della Corte Costituzionale”.
Ironico il capogruppo della Lega alla Camera, Massimiliano Fedriga, che si è chiesto se i grillinji “non erano quelli che non scendevano a patti con il Pd? Ma non erano quelli che Barbera non lo avrebbero mai votato perché troppo legato a Renzi? Evidentemente no, visto che l’inciucio dei 5Stelle con il Pd è servito ed è un perfetto esempio di politica da prima repubblica dove per la poltrona si è pronti a svendere qualsiasi ideale”.

Che l’aria fosse diversa si vedeva già dalla mattina quando da fonti dem si dava per acquisito il via libera del premier Matteo Renzi ad un’intesa con il M5S e centristi che escludesse FI. Un’intesa confermata poi da un sms inviato ai parlamentari dem, in cui i vertici dei gruppi Pd hanno invitato ad “annullare ogni impegno” e ad essere in Aula alle 19 per “votazione decisiva”.

Ginevra Matiz

 

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