domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

L’anno che verrà
Pubblicato il 31-12-2015


Renzi ha dichiarato che se ne andrà se dovesse perdere il referendum istituzionale. Ha giocato la stessa carta di Craxi nel 1984, in occasione del referendum sulla scala mobile. La riforma del Senato presenta delle pecche ma la cornice non è diversa da quella tracciata dai socialisti alla Conferenza di Rimini trent’anni fa. Il referendum sarà il grimaldello usato da tutte le opposizioni – tutte! – per accelerare la caduta del governo. E dopo? Intanto occupiamoci del prima. Il 2016 dovrà essere l’anno del riequilibrio. Su due fronti: verso l’Europa, verso il vasto oceano del bisogno.

Lo diciamo da tempo: l’Unione ha perso la vitalità originaria, imbullonata com’è nella diarchia rigore uguale Germania rotta a tratti dalla politica monetaria espansiva attuata da Draghi. Il silenzio del Pse è la testimonianza di quanto esso sia prigioniero del cerchio tedesco. Rinnovare lo spirito dei pionieri è l’obiettivo che l’Italia deve porsi. Ora. Bisogna mettersi alla testa di una iniziativa politica e diplomatica che intanto parta dal Mediterraneo. Bisogna rilanciare gli Eurobond e una politica fiscale condivisa. Bisogna tenere rapidamente un’assise del socialismo europeo per coinvolgere tutti i leader su una posizione comune: rileggere Maastricht!

C’è una trincea che la sinistra deve presidiare: la redistribuzione della ricchezza. Se l’area del bisogno si allarga, lì è necessario intervenire. Non si tratta soltanto di garantire diritti sociali ma di sottrarre al bisogno fasce sempre più larghe di cittadini. Urgono politiche per le famiglie più fragili, misure per gli studenti più meritevoli, un adeguamento dignitoso delle pensioni minime, un taglio nel costo del lavoro vantaggioso per chi lavora. Come? Anche Incidendo con più decisione in quel capitale di ricchezza che in questi anni si è accumulato al vertice della piramide. Non è da sinistra radicale porre la questione. È da sinistra giusta e basta.

Se il governo saprà costruire la sua agenda inserendovi queste priorità, sarà più semplice fronteggiare l’ondata grillina e respingerla. Il resto verrà con l’autunno. Ma sarà il ‘prima’ a determinarne gli esiti.
A chi ci legge, il mio augurio più forte. Apriremo il 2016 ricordando Nenni e la nascita della Repubblica. Senza di lui, senza di noi, l’Italia avrebbe dormito più a lungo sul materasso dei Savoia.

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. Buon Anno!

    P.S.: I referendum dovranno affossare le riforme costituzionali e l’italicum soltanto così si salverà il paese. Confrontare renzi e Craxi si offendono tutti i socialisti non soltanto i craxiani.

  2. Se una Società Liberale, non è in grado di soddisfare i bisogni più elementari della maggioranza dei suoi cittadini, non è Liberale e non è Liberale, se la ricchezza è detenuta da una piccola minoranza dei suoi cittadini.
    Dico Liberale, non Socialista, dunque noi dobbiamo urlare finché queste ingiustizie non si accorceranno il più umanamente possibile.
    L’anno che verrà ci vedrà impegnati su tanti fronti, come dici tu Segretario,ma il più importante è quello di riacquistare la nostra piena identità.

    B U O N A N N O ! Segretario

  3. Carissimo Riccardo
    Hai tracciato le linee per un programma socialista. Bello. Rispecchia i valori della nostra Storia. Se ci battessimo per porlo all’attenzione del Paese e contemporaneamente per renderlo operativo in Parlamento gli italiani si accorgerebbero che ci sono ancora i Socialisti e noi saremmo orgogliosi di potere esprimere con tali scelte la nostra identità. Poi mi chiedo: in compagnia di chi abbiamo la possibilità di realizzare quanto da te auspicato?? Pur rappresentando una grande Storia come Partito, siamo tutti coscienti dell’attuale nostra modesta valenza elettorale a cui corrisponde un’esigua rappresentanza parlamentare e ministeriale. La necessità di potere continuare ad esistere nella Storia del nostro Paese ci impone comunque di stare nelle Istituzioni, ma dovendo sottostare a questa sciagurata legge elettorale, anche da noi approvata, i suoi vincoli annullano le possibilità di affermare la nostra autonomia e di far emergere i nostri valori. Mauro Del Bue nel suo precedente Editoriale ci ha fornito i dati di una sua illuminante ricerca sulle vie o piazze intestate a Bettino Craxi. È sconfortante dovere constatare che l’80% delle 30 realizzate lo si deve al centro destra e quel 20% residuo dovuto al centro sinistra lo si è realizzato solo grazie alla rappresentanza di Amministratori socialisti. Da qui emerge chiaramente lo spirito antisocialista del PD, e quando apprendo che l’attuale Presidente del Consiglio, dottor Matteo Renzi, come Sindaco di Firenze ha espresso la sua contrarietà a una via intestata a Craxi, puoi comprendere come a noi socialisti può ribollire il sangue e stare in sua compagnia!!
    Io come tantissimi Socialisti crediamo e aspiriamo al Primato della Politica, che Nenni diceva che “non si fa né con i sentimenti né con i risentimenti”. Ma in quest’alleanza con il PD, al momento senza alternative, avverto il disagio provato dall’Esule quando lo esprime con i suoi versi:
    “Tu proverai sì come sa di sale lo pane altrui, e come è duro calle lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale”.
    Caro Riccardo: assieme a quelle iniziative descritte, che in rappresentanza dei Socialisti sei in procinto di portare avanti nell’attività parlamentare, ti chiedo di avviare al più presto con Caldoro e con chi ci sta, una nuova Costituente Socialista per la ricomposizione della nostra Diaspora. Per questo impegno non ci sono i vincoli della legge elettorale ma solo la nostra volontà nel perseguirla
    Con un abbraccio fraterno, ti auguro ogni bene
    Je suis socialiste

  4. La redistribuzione della ricchezza, che l’Autore vede come “una trincea che la sinistra deve presidiare”, è un concetto piuttosto vago e generico che si presta a diverse interpretazioni, e che, io credo, vistane la indubbia rilevanza e portata, andrebbe dunque meglio specificato, giusto per far comprendere in quale direzione una forza politica intende muoversi.

    Per quanto posso capirne, da non esperto di economia, la redistribuzione della ricchezza, che non può essere che quella privata, significa “toglierne” una “fetta” a qualcuno per dividerla tra altri, il che può ottenersi, sempre da quanto conosco e suppongo, attraverso alcuni meccanismi “fiscali” che cerco qui di riassumere

    Nell’un caso, si può pensare di accrescere ulteriormente il prelievo fiscale, largamente inteso, sui redditi più alti delle singole persone, ma a me pare che questa via possa trasformarsi in un fattore disincentivante per diverse attività, le quali possono sì avere un buon ritorno economico, ma richiedono impegno, iniziativa, laboriosità, ecc…, ossia ciò di cui il nostro Paese ha fortemente bisogno (a parte il fatto che, a detta dei più, il nostro livello di fiscalità è già troppo elevato).

    Una seconda ipotesi potrebbe essere quella di aumentare la pressione impositiva sulle imprese, ma mi sembrerebbe una strada che può far crescere il costo dei loro prodotti, e renderci così meno competitivi, e può altresì indurre le aziende a delocalizzare le rispettive produzioni, una eventualità di cui non abbiamo certo bisogno.

    Anche un ulteriore prelievo fiscale sugli immobili, già gravati di non pochi tributi e imposte, mi parrebbe un modo per penalizzare e deprimere ancora di più un settore già abbastanza sofferente.

    Pure l’intervenire, sempre in termini di “tassazione”, sui depositi bancari, ecc…, andrebbe a colpire i risparmi, vale a dire una “risorsa” che nei momenti di difficoltà ha tradizionalmente funzionato da importante aiuto per le famiglie “previdenti”, che meriterebbero di veder anzi premiati e valorizzati i loro sforzi e sacrifici per “metter da parte qualcosa”.. .

    Posso essermi sbagliato nel configurare la “redistribuzione della ricchezza”, e, inoltre, possono esservi molto probabilmente altre forme per realizzarla, che a me sfuggono, ma se tutte dovessero comunque passare attraverso le “tasse”, non mi sentirei di condividerne lo “spirito” perché vi intravedo il rischio di un generale “impoverimento”, mentre credo che si debba piuttosto puntare ad accrescere e sostenere la produttività, insieme ai posti di lavoro, e da qui trarre poi le risorse per aiutare “l’area del bisogno”..

    Mi associo agli AUGURI di un buon 2016

    Paolo B. 01.01.2016

  5. caro Riccardo, sai che apprezzo alcune cose di Renzi anche se non mi piace il Pd, ma il paragone con Craxi mi pare un pò ardito. non tanto sui modi, tutti e due politici di razza e pronti a giocarsi tutto, ma sui contenuti,il decreto sulla scala mobile promuoveva lo sviluppo e poneva fine al veto del Pci sui provvedimenti sul lavoro. l’attuale riforma costituzionale mi pare un pò abborracciata, con un senato che non si sa come verrà fuori, e neo centralista . io da socialista non pentito continuo a restare un incallito federalista.

  6. Il dire “E’ da sinistra giusta e basta”, così come l’asserire “E’ da socialista e basta”, mi sembrano affermazioni un po’ troppo apodittiche, che non so quanto possono addirsi alla cultura riformista, la quale cerca per solito di motivare le proprie posizioni, ma forse vi sono due modi di concepire il liberal socialismo.

    Paolo B. 02.01.2016

  7. L’automazione spinta dei processi industriali, dalla robotica alla stampa 3D, disegnano un’umanità affrancata dai lavori faticosi e ripetitivi. Ci sarà grande spazio per le attività creative che non è detto debbano essere svolte dall’adolescenza alla vecchiaia senza soluzione di continuità. Ci saranno periodi della vita in cui si deciderà di cambiare e di studiare cose nuove, periodi che saranno improduttivi. Ecco allora la necessità di una forte struttura sociale che garantisca continuità organizzativa e anche continuità di reddito.

  8. Sono d’accordo con Carlo. Il destino del nostro partito è scritto nel nome ( nomen omen ). Libertà e giustizia, diritti civili e diritti sociali sono i valori da cui dobbiamo sempre ripartire.

  9. Caro Riccardo,
    leggo non continuativamente l’Avanti, ma mi è nel cuore.
    Condivido del tutto quello che hai scritto, cerchiamo i mezzi migliori perchè qualcosa si muova nella direzione che tu suggerisci. Questa Italia, questa Europa, direi questo pianeta hanno bisogno
    di idee come queste, di questa visione giusta ed equilibrata della vita sociale.

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