giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Legge stabilità verso fiducia. Gli emendamenti del PSI
Pubblicato il 15-12-2015


Camera DeputatiRush finale in Commissione bilancio sugli ultimi emendamenti alla legge di Stabilità. Tra le principali novità le misure su cultura e sicurezza.
Emendamento di Pia Locatelli, per il voucher baby sitter anche alle lavoratrici autonome e correzione per i fondi ex Stamina. Sì a 4 emendamenti di Oreste Pastorelli per la deroga dal Patto di stabilità di province e città metropolitane per l’edilizia scolastica, per la conversione a trazione elettrica dei veicoli destinati al trasporto pubblico locale; per il ricollocamento del personale di Polizia provinciale. Emendamento del Governo per l’assunzione di personale sanitario, ma lo sciopero dei medici resta confermato.


Rush finale in Commissione bilancio alla Camera sugli ultimi emendamenti alla legge di Stabilità. Dopo la notturna di lunedì, i lavori proseguono ad oltranza con l’obiettivo di licenziare il provvedimento per inviarlo all’esame dell’Aula giovedì. Obiettivo approvare il tutto prima di Natale, il che avverrà quasi certamente con voto di fiducia sul testo della Commissione.

Tra le principali novità le misure su cultura e sicurezza, un pacchetto di circa 26 milioni di euro per coprire il bonus di 80 euro mensili per le forze dell’ordine, comprese le Capitanerie di porto; la carta elettronica con un importo di 500 euro da spendere per teatri, musei, aree archeologiche, mostre, eventi culturali e per l’acquisto di libri che verrà inviata a tutti i ragazzi che compiranno 18 anni nel 2016 e il contributo una tantum di 1.000 euro per l’acquisto di uno strumento agli studenti dei conservatori e dei licei musicali.
Via libera anche all’anticipo al 2016 dell’aumento della “no tax area” per i pensionati a 8mila euro, a un finanziamento di 50 milioni di euro per le borse di studio, allo stanziamento di un miliardo per l’avvio di un programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie e per gli interventi di edilizia scolastica. Viene inoltre istituito un fondo con una dotazione di 150 milioni per il contrasto con mezzi informatici del crimine di matrice terroristica nazionale e internazionale.

Scatterà dal primo luglio l’obbligo per commercianti e professionisti di accettare bancomat e carte di credito, anche per importi minimi, cancellando il tetto di 30 euro previsto fino ad oggi.

La Commissione bilancio ha poi approvato un emendamento a prima firma Pia Locatelli, che estende alle lavoratrici autonome e per le imprenditrici, in via sperimentale, il voucher per le baby sitter.

“Si tratta – ha detto Locatelli – di una vittoria importante, e ci auguriamo che alla fase di sperimentazione segua quella della stabilizzazione, per fa sì che tutte le donne lavoratrici, autonome e dipendenti, possano usufruirne”.

L’emendamento che prevede lo stanziamento di 2 milioni di euro per il 2016, è stato sottoscritto e presentato trasversalmente da partiti di maggioranza e opposizione e, in primo luogo, dalle deputate dell’Intergruppo donne.

Si anche all’emendamento, che assorbe quello presentato da Locatelli e corregge la stortura avvenuta in Senato, sui fondi impropriamente denominati ex Stamina che non verranno più assegnati senza alcun bando a una sperimentazione clinica di fase due basata sul trapianto di cellule staminali cerebrali umane in pazienti affetti da Sla, bensì raddoppiati e destinati alla ricerca e alla sperimentazione con cellule staminali di tutte le malattie rare con una call per mettere in competizione la competenze che esistono nel nostro Paese.

Approvati anche quattro emendamenti presentati da Oreste Pastorelli volti a consentire anche a province e città metropolitane di derogare dal Patto di stabilità interno per realizzare interventi di edilizia scolastica, originariamente solo previsti per i comuni; a introdurre la possibilità per il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di convertire a trazione elettrica i veicoli destinati al trasporto pubblico locale già in circolazione; a fornire copertura normativa per il ricollocamento del personale di Polizia provinciale presso le Regioni; a prevedere che, in caso le risorse stanziate per i dipendenti soprannumerari delle Province non fossero completamente utilizzate, i finanziamenti eccedenti restino alle Province.

Polemiche infine sul nuovo emendamento del Governo che rivede l’assunzione di personale sanitario per fare fronte alle norme Ue sull’orario di lavoro. Le Regioni possono partire con contratti a termine e poi, da giugno, a concorsi per contratti a tempo indeterminato. Misura non sufficiente a scongiurare lo sciopero previsto per domani di oltre 100mila meAborto-Medici obiettoridici pubblici e veterinari contro i tagli delle prestazioni erogate ai cittadini e in difesa del Servizio sanitario nazionale.

Simona Gori, Direttore Generale di Consulcesi Group, commenta: «Migliaia di ricorsi raccolti in pochi mesi e aumentano di giorno in giorno. I camici bianchi in molte strutture continuano a fare turni massacranti nonostante l’entrata in vigore della Legge 161: la violazione è doppia e ora vanno rimborsati. Proprio per questo parte la nostra nuova azione collettiva: l’ultima del 2015»
La protesta dei medici riguarda la violazione della direttiva europea 2003/88 sugli orari di lavoro e le vertenze, se ottenessero una vittoria in tribunale, potrebbero aprire un altro buco nei già disastrati conti della Sanità. Secondo gli avvocati di Consulcesi Group, “ogni medico può ottenere un rimborso fino a 80mila euro per le ore lavorate in più durante il periodo in cui lo Stato italiano ha ignorato quanto disposto da Bruxelles, ovvero fino alla recente entrata in vigore della Legge 161.

La Legge 161, nonostante la proroga di un anno concessa, è entrata in vigore senza che sia stato risolto il problema del blocco del turnover, motivo principale dei turni massacranti a cui è sottoposto il personale sanitario. Anche le possibili assunzioni previste da un emendamento alla Legge di Stabilità sono in dubbio. È palese che si continua a non rispettare quanto disposto dall’Ue, ovvero che i medici lavorino al massimo 48 ore settimanali e che per tutto il personale della sanità siano garantite le 11 ore di riposo obbligatorie. La violazione, dunque, vale per il pregresso, ma nella stragrande maggioranza dei casi è ancora in corso».

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