domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

L’ULTIMA FIDUCIA
Pubblicato il 22-12-2015


Soldi stabilità
La legge di Stabilità con il voto di fiducia di oggi è arrivata al termine del suo percorso con il via libera del Senato. La manovra ha così incassato l’ok definitivo del Parlamento. I voti favorevoli sono stati 162, i no 125.  Il Senato ha approvato anche il ddl di bilancio con 154 voti favorevoli e 9 contrari. Nessun astenuto, come nel caso della legge di Stabilità. E’ così terminata la sessione di bilancio in Parlamento. Una legge che comprendere molte novità. Di queste alcune non sono state gradite alla Commissione Europea che, in questi mesi, ha fatto qualche puntualizzazione. Vediamo i punti principali della manovra.

Aumento del debito
La manovra aggiunge due decimali di punto per finanziare maggiore spesa in sicurezza, cultura e “rammendo delle periferie” per 3,1 miliardi, utilizzando subito lo spazio fiscale chiesto per l’emergenza esodati. Uno spazio soggetto a verifica europea in primavera e che dunque non servirà più per l’anticipo nel 2016 del taglio dell’Ires dal 27,5 al 24,5%. Questo intervento di riduzione della pressione fiscale sulle imprese è rimandato al 2017 mentre nel 2016 scatta la completa disattivazione di clausole di salvaguardia introdotte con la stabilità 2014 e 2015 per 16, 8 miliardi (Iva e accise carburanti). L’altro intervento fiscale importante (vale 4,5 miliardi di minori entrate) riguarda l’esenzione della Tasi sull’abitazione principale e dell’Imu sui terreni agricoli. Con un indebitamento netto al 2,4% del Pil il saldo netto da finanziare che è stato autorizzato dal Parlamento per il 2016 è di 35,4 miliardi.

Taglio dei padronati
Un’ulteriore riduzione del taglio ai patronati di 13 milioni che dai 48 milioni originari scende a 15 milioni. Che si aggiunge all’allentamento della stretta ai Caf già operato al Senato (da 100 a 40 milioni nel 2016. sono queste le principali modifiche al capitolo dei tagli che sono state introdotte alla “stabilità” nel suo percorso parlamentare. Insieme all’esclusione dalla riduzione della spesa per prodotti informatici nella Pa di alcuni enti (compresi quelli previdenziali). L’impianto del piano dei tagli resta sostanzialmente invariato, la riduzione complessiva della spesa è inferiore agli 8 miliardi con una spending vera e propria superiore ai 5 miliardi tra amministrazioni centrali e sanità, di cui oltre 3 miliardi a carico diretto dei ministeri sommando gli interventi sulle uscite correnti e quelli sulla spesa in conto capitale.

Edilizia scolastica e sicurezza
Un pacchetto complessivo da oltre 2,6 miliardi, compresi i 500 milioni di “avanzi” dei Comuni, subito utilizzabili per l’edilizia scolastica. È quello stanziato dal governo per sicurezza e cultura facendo salire il deficit 2016 dal 2,2% al 2,4%. Alla sicurezza, in particolare viene destinato circa un miliardo. Che serve anzitutto per finanziare il bonus da 80 euro mensili (960 euro annui) per il personale delle Forze di polizia, delle Forze armate (livelli dirigenziali esclusi) e per effetto di un ritocco approvato alla Camera anche quello delle Capitanerie di porto. Vengono poi attivato un Fondo ad hoc di 245 milioni presso il ministero della Difesa per sostenere interventi straordinari per la sicurezza e due fondi presso il Mef per la cyber security e l’ammodernamento delle dotazioni strumentali e delle attrezzature di Corpi di polizia e Forze armate rispettivamente da 150 e 50 milioni.

500 euro per i diciottenni
Card da 500 euro annui ai diciottenni per attività culturali, come cinema o teatri e per accedere a musei, monumenti e aree archeologiche. Bonus una tantum da mille euro nel 2016 per l’acquisto di strumenti musicali da parte degli studenti dei Conservatori. Aumento di oltre 54 milioni nel 2016 del Fondo d’integrazione a disposizione del ministero dell’Istruzione per le borse di studio. Un fondo da oltre 100 milioni per la destinazione del due per mille dell’Irpef ad associazioni culturali. Arrivano anche 15 milioni l’anno per il prossimo triennio per il finanziamento da destinare all’Istituto nazionale di fisica nucleare. Integrato nel pacchetto cultura è anche il finanziamento di 500 milioni del Fondo per la realizzazione di un programma straordinario di riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie dei Comuni.

Canone Rai in bolletta
Canone Rai in bolletta, ma da luglio dell’anno prossimo. La legge di stabilità conferma la misura che punta a ridurre l’evasione della “tassa” sul servizio radiotelevisivo e la riduzione dell’importo del canone che passa da 113,50 a 100 euro. Il pagamento avverrà dunque con addebito sulle fatture emesse dalle aziende di distribuzione di energia elettrica e sarà diviso in 10 rate mensili tra gennaio e ottobre. La norma in manovra prevede anche che per gli anni dal 2016 al 2018 le maggiori entrate saranno destinate prioritariamente ad aumentare a 8mila euro (dagli attuali 6.713,98) la soglia di reddito per l’esenzione del canone Rai per gli over 75.

Sblocco delle assunzioni nella sanità
Arriva il piano per tamponare l’emergenza orari di lavoro e turni di riposo di medici e infermieri sul modello imposto dall’Europa. In particolare il piano consente 6mila tra nuove assunzioni e stabilizzazioni di medici e infermieri. Resta confermato il budget del Ssn per il 2016. La legge di stabilità ridetermina in riduzione il fabbisogno sanitario nazionale standard fissandolo in 111 miliardi di euro. Per asl e ospedali dunque si tratta di una sottrazione di oltre 2 miliardi: il livello del finanziamento del Ssn fissato dalla precedente legge di stabilità era infatti a quota 113 miliardi e 97 milioni. Anche un giro di vite per l’acquisto di beni e servizi del Servizio sanitario nazionale: tutti gli enti dovranno rivolgersi «esclusivamente» alle centrali regionali e alla Consip.

Credito d’imposta
Limitatamente a Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo viene introdotto un credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali, anche tramite leasing, dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2019, differenziato in base alle dimensioni aziendali: 20 per cento per le piccole imprese, 15% per le medie, 10 per le grandi. iene fissato un limite massimo per ciascun investimento agevolabile: 1,5 milioni per le piccole, 5 per le medie e 15 per le grandi. Sempre per il Mezzogiorno si prevede l’estensione della decontribuzione alle assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2017, ma solo previa autorizzazione Ue e dopo ricognizione delle risorse necessarie.

No-tax area
C’è l’anticipo già nel 2016 della no-tax area estesa da 7.500 a 8.000 euro per gli over 75 e da 7.500 a 7.750 per chi non supera i 75 anni e c’è la garanzia che anche se la variazione dei prezzi utilizzata come riferimento per la rivalutazione degli importi previdenziali sarà negativa, gli assegni non potranno diminuire. Altra novità introdotta alla camera al pacchetto previdenza riguarda “opzione donna”: verrà monitorata la spesa per questa forma di anticipo pensionistico con penalizzazione e se ci saranno risparmi si potrà pensare a una sua estensione. Con il via libera alla stabilità arriva la sperimentazione del part-time volontario per i lavoratori che maturano i requisiti per la pensione di vecchiaia entro fine 2018. Potranno chiedere una riduzione dell’orario di lavoro tra il 40 e il 60% con integrazione della busta paga da parte dell’azienda e copertura dei contributi mancanti da parte della fiscalità generale.

Esonero contributivo
L’esonero contributivo per le assunzioni stabili proseguirà anche nel 2016, ma sarà più “light”. Oggi, e fino a tutto dicembre, per l’impresa che firma un contratto a tempo indeterminato scatta uno sconto fino a 8.060 euro l’anno per tre anni. Con le misure previste nel ddl Stabilità 2016 gli importi si riducono: lo sgravio per l’impresa consiste nell’esonero dal versamento del 40% dei complessivi contributi previdenziali (con esclusione di premi e contributi Inail) nel limite però 3.250 euro su base annua e per un periodo massimo di 24 mesi. Per il Mezzogiorno questo “sconto” potrebbe allungarsi anche ai contratti a tempo indeterminato firmati nel 2017 (risorse Pac ed Europa, permettendo).

Limite del contante
Dal prossimo 1° gennaio sarà possibile pagare in contanti fino a 2.999,99 euro. Si alza così il tetto per l’utilizzo del denaro cash, la cui soglia attuale è a 999,99 dopo la stretta imposta dal Governo Monti con la manovra salva-Italia del dicembre 2011. Nel passaggio in Senato della manovra è stato previsto, però, che il limite dei mille euro resti per chi esercita il servizio di rimessa di denaro con l’estero, più comunemente conosciuti come money transfer.

Redazione Avanti!

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