giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Lo schiaccianoci inaugura la stagione del teatro dell’Opera di Roma
Pubblicato il 21-12-2015


Lo schiaccianoci, balletto (1)Con un’apertura di scena davvero natalizia, una tavola imbandita lussuosamente con commensali aristocratici e fuori tanti bambini che attraverso i vetri guardano meravigliati ciò che dentro succede, inizia il primo quadro di Lo schiaccianoci, in replica al Teatro dell’Opera di Roma fino a venerdì 8 gennaio 2016.
Alla prima del 20, posti tutti esauriti per una rivisitazione con contaminazioni moderne di danza acrobatica, la musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij ha trionfato con brani conosciuti da tutti e pubblicisticamente abusati.
Sfolgorio di costumi, balletto ineccepibile con una Rebecca Bianchi eccezionale nel ruolo di Marie. Al termine, dopo un’ovazione di applausi calorosi, l’artista è stata proclamata dal sovrintendente Carlo Fuortes: “Prima ballerina del balletto dell’Opera di Roma”.

Rebecca Bianchi, nel ruolo di Marie

Rebecca Bianchi, nel ruolo di Marie

Tutti gli altri ballerini, compresi i ragazzi che hanno animato le scene, sono inappuntabili. Alessio Reza, nel ruolo di François fratello di Maria, non ha bisogno di elogi. Il grande pubblico conosce questo talentuoso della danza e lo applaude da tempo. Michele Satriano, altro perno importante della vicenda, nei panni del nipote di Zio Drosselmeyer, anima e rende piacevole lo spettacolo. È una favola da vivere sognando ad occhi aperti come avviene per la ballerina che fantasiosamente crea immagini bellissime, intense, piene di poesia che arrivano direttamente al cuore degli astanti.
Il 18 dicembre del 1892 al Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, neppure un anno prima che il suo compositore morisse, debuttava Lo schiaccianoci di L. Ivanov e M. Petipa di Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840-1893) da l’Histoire d’un casse-noisette di Alexandre Dumas (1845), versione edulcorata di Casse-Noisette et le Roi des rats di E.T.A. Hoffmann (1816).
Spettacolo tradizionale delle feste di fine anno, ha conosciuto dal suo debutto a oggi diverse versioni. Libretto e struttura si prestano a una libertà di interpretazione che ha ispirato per questa messa in scena anche il regista e coreografo italiano Giuliano Peparini.
Partendo dal racconto di E.T.A. Hoffman, il coreografo si sofferma su quello di Dumas, per arrivare ad un adattamento molto personale che, nel rispetto della tradizione, si presenta plurale nello stile e poliglotta nella drammaturgia.
L’allestimento è una rilettura in chiave contemporanea, dal forte taglio teatrale, del balletto classico, dove l’interpretazione della partitura musicale è affidata al direttore David Coleman, le scene a Lucia D’Angelo e Cristina Querzola, i costumi a Frédéric Olivier, la video grafica a Gilles Papain e le luci a Jean- Michel Désiré.

Lo schiaccianoci è un soldatino di piombo gigante che aprendo la mascella con una piccola leva rompe il guscio della noce od altro e viene regalato a Maria durante questa festa del 24 dicembre dallo Zio Drosselmeyer. Da qui parte tutta la fiaba a carattere popolaresco con stati d’animo e incubi che pervadono la giovane protagonista fino alla fine, due atti con intervallo, nei quali è costruito lo spettacolo. Lo schiaccianoci per cattiveria viene strappato alla fanciulla e si rompe. Successivamente aggiustato è il vero protagonista di tutto il balletto.

Lo schiaccianoci, il soldatino da cui deriva la fiaba

Lo schiaccianoci, il soldatino da cui deriva la fiaba

Il maestro Coleman alzata la bacchetta sull’orchestra conducendo la partitura con eleganza di gesto e padronanza musicale, avendo più volte nella sua carriera diretto questo lavoro.
Le coreografie, i mezzi moderni a disposizione, e gli effetti speciali che la tecnica offre hanno reso la scenografia dinamica, quasi filmica in tutte le sue variazioni temporali. Un sistema di pannelli dividono la scena di volta in volta preparando visivamente i quadri: sono efficaci e non interrompono l’evolversi della vicenda.
“Per tanti motivi – dichiara il soprintendente – questo schiaccianoci non sarà una produzione come le altre. È la prima del Corpo di Ballo con la Direzione di Eleonora Abbagnato. È una nuova creazione, un nuovo allestimento: una scommessa per il Teatro dell’Opera. La Direttrice ha voluto fortemente il coreografo e regista Giuliano Peparini ed io ho creduto in questa scelta. Stiamo lavorando bene e ci sono tutti i presupposti per vincere questa scommessa”.

Guerrino Mattei

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