domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Ma sì, disubbidiamo
Pubblicato il 29-12-2015


Continuo a non capire perché sia stato consentito alla Francia di superare e di molto il vincolo del tre per cento tra deficit e Pil, sancito dal parametro approvato a Maastricht. Così come non capisco le ragioni in base alle quali si sia permesso alla Spagna per alcuni anni di attestarsi addirittura al 5. Non comprendo le ragioni in base alle quali il Portogallo possa salvare una sua banca con soldi pubblici e l’Italia invece non possa salvare gli obbligazionisti subordinati delle quattro banche attraverso il Fondo interbancario, ritenuto una sorta di ente di stato e non un centro di raccolta di risorse bancarie private. Non comprendo, come ha recentemente richiamato anche il Presidente dell’Abi Patuelli, come si possa pretendere l’applicazione di una legge retroattivamente, il cosiddetto Bail in, peraltro non ancora approvato dalla nostra Camera dei deputati, ma solo dal Senato.

Gia molti anni orsono un leader politico italiano, costretto a scrivere le sue osservazioni lontano dalla sua patria, ebbe modo di rilevare che i vincoli di Maastricht potevano e dovevano essere cambiati, che l’Italia avrebbe potuto pretenderne un’adeguata ricontrattazione, anche perché senza l’Italia non era pensabile alcuna integrazione europea. I piloti dell’incerta barca italiana in questo disgraziato ventennio non hanno mai agito per tutelare gli interessi nazionali, ma solo per ottemperare agli imperativi di Bruxelles, accettando scriteriati patti di stabilità che hanno fatto piombare il nostro paese nella deflazione e nella disoccupazione di massa, e per di più contribuendo ad aumentare il debito pubblico che si voleva invece raffreddare. Il vecchio sistema politico non lo avrebbe mai consentito.

Ma a questo siamo. E meno male che Renzi ha finalmente deciso di alzare la testa. Non si tratta di gridare alle streghe. Ma di assumere comportamenti autonomi e se è il caso anche contro le stesse direttive europee. Il Bail in, laddove si riserva di poter attingere addirittura dai conti correnti superiori ai centomila euro, è chiaramente incostituzionale. Torniamo al caso delle quattro banche. Che senso ha stanziare solo 100 milioni per discernere quanti e quali tra gli obbligazionisti sono stati truffati? Non vorrei essere nei panni dell’Anticorruzione. Servirebbe uno psicanalista per dovere distinguere coloro che hanno considerato i rischi a cui andavano incontro e coloro che non ne sapevano nulla. Chi mai ammetterà di avere perso i suoi soldi consapevolmente? Non era meglio allora attingere dal Fondo interbancario anche quei rimanenti settecento milioni che avrebbero potuto risarcire tutti? Contro Bruxelles, d’accordo, ma a favore degli italiani.

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Commenti all'articolo
  1. Non mi è chiaro il passaggio sull’entrata in vigore del Bail In.
    Parli di un’applicazione retroattiva quando su di esso non si è espressa ancora la Camera dei Deputati.
    Per caso le regole della Comunità europea vengono emanate ancor prima dell’approvazione dei singoli Parlamenti nazionali?? E’ già prevista la loro esautorazione??
    Se cosi non fosse il nostro Parlamento dovrebbe avere ancora la possibilità di far valere le ragioni dell’Italia e degli italiani. Queste ragioni sono contenute in tutte le giuste considerazioni e interrogativi che hai evidenziato. Ci sarà la volontà del Governo di coglierli e del Parlamento di sostenerli??
    Sarebbe oltre che la rivendicazione della nostra autonomia nazionale, anche una risposta nel rappresentare parte delle istanze avanzate dalle migliaia di piccoli risparmiatori italiani truffati dalle quattro sorelle.
    A proposito: noi socialisti l’abbiamo intuito chi era quell’uomo politico ad esprimersi su Mastricht lontano dalla sua Patria: ma ai nostri LETTORI non dimentichiamo mai di dirlo chiaramente che era Bettino Craxi, alla cui memoria sarebbe opportuno che i nostri Parlamentari dedicassero la parola per commemorarlo come Statista il prossimo gennaio in ricorrenza della sua morte. Se non riusciamo a lottare per fargli dedicare una via facciamo almeno in modo di dedicargli un’orazione.
    Je suis socialiste

  2. Leggendo le molte pubblicazioni che circolano ci si pone la domanda quale classe dirigente ha questo paese. E’ facile affermare che sono degli incompetenti, ma questo non risolve il problema “perché siamo voluti entrare nell’euro” quando era palese che la Germania non ci voleva e che la Germania aveva posto degli ostacoli per noi insuperabili. Erano insuperabili per svariati motivi: la nostra classe dirigente era ed è troppo legata all’establishement statunitense che non vuole gli Stati Uniti d’Europa, ovvio la sua supremazia mondiale si ridimensionerebbe. I tedeschi attraverso l’euro vogliono essere il motore produttivo dell’Europa a spese dei paesi del sud perché quelli del nord già lavorano per la Germania. E ora che si fa? Disobbedisco? Risposta alla Pierino discolo della classe. Si dovrebbe rispondere con un piano economico che permette di creare posti di lavoro e abbassare realmente il debito pubblico. Il governo, invece, fa una legge di stabilità elettorale per comprare voti anziché risanare il paese. Ottanta euro alle famiglie, cinquecento euro ai diciottenni, forse per iniziarli all’amore. Si continua a sfasciare la scuola e l’università, si toglie la tasi così si compra il consenso dei più abbienti, tutto questo ci porterà ad una recessione secolare. I riformisti che fanno? Anziché affossare questo governo si avallano tutte le iniziative di questo governo “terza C” per non dire di “buffoni”.

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