sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Massimo Carugno:
una sfida moderna
Pubblicato il 05-12-2015


 

 

Devo dire che qualche progresso c’è stato.

Nel dibattito interno che si è generato nel nostro partito ameno si stanno diradando le nebbie.

Dal “Fronte Nazionale” interno che vedeva tutti insieme, uniti dall’antiNencinismo , in una sorta di minestrone ideologico nel quale non si distinguevano i sapori, compagni come Craxi e Biscardini da una parte e Bartolomei dall’altra, almeno adesso si stanno differenziando le posizioni.

Marco Di Lello se ne è andato nella “grande balena” e Franco Bartolomei se ne sta andando verso la “piccola sirena”.

Non devo certo io provare a spiegare quanto poco socialismo ci sia nel PD e in S.I..

Auguro ad entrambi, per la stima personale che conservo, le loro migliori fortune.

Ben vengano i compagni di Area Socialista, essendo io convinto che in un partito sano deve esistere una opposizione con la quale confrontarsi, tenere alto il tono del dibattito, e, nella dialettica, costruire il progetto politico.

Solo in questi termini concepisco la funzione di correnti contrapposte all’interno di un partito.

E pertanto, difficilmente, mi riesce di comprendere la polemica sul tesseramento che ha acceso i toni della dialettica sino a portarla a livelli che francamente mi disturbano.

L’uso dell’insulto è una cosa che odio, eppure ne ho dovuto sentire e leggere, da anni, di tutti i colori da parte di tutta una pletora di incazzati, per lo più vicini a Bartolomei, che esercitavano lo sport nazionale dell’ ”insulto al Segretario”.

Spiace, e fa rumore, che ci sia caduto Benzoni, il quale, a dispetto di chi voleva farne un martire dell’oppressione nenciniana, con la onestà che lo contraddistingue, ha ammesso l’errore e chiesto scusa sul suo profilo FB.

Il ricorso agli avvocati è una cosa che parimenti odio.

E l’arrampicata sugli specchi con la quale si vuol far passare il ricorso all’avvocato come un atto di buonismo e pacificazione mi fa solo sorridere.

Dall’avvocato ci si va per incaricarlo di adempimenti giudiziari, intra o extra giurisdizione, ma sempre giudiziari sono.

Quanto al tesseramento non capisco la polemica.

Giuridicamente potrei dire che, dell’elenco degli iscritti, ne è proprietario il partito rappresentato dal Segretario, ed è gestito dagli incaricati del servizio cioè i Segretari Regionali.

E sotto questo aspetto dico subito che non gradisco affatto che l’elenco degli iscritti dell’Abruzzo vada a finire in mano di chicchessia tranne del Segretario e del Tesoriere.

Ma è il senso politico che mi sfugge.

Ci preoccupiamo di cosa dire e proporre al congresso ?

O ci dobbiamo preoccupare di fare la conta al congresso ?

Se il problema è la diffusione delle tesi congressuali, ci sono i riferimenti per ogni regione, se ne conoscono i Segretari Regionali, i Provinciali e quelli delle sezioni più importanti e questo basta ed avanza per diffondere il “verbo” e fare proseliti.

Se il problema è organizzare un “call center” o un “multilevel” per accaparrarsi delegati congressuali allora sin da ora dico che non è accettabile che gli iscritti siano bombardati da “stolcker” politici.

A parte la considerazione che gli iscritti di ogni regione stanno ad ascoltare i loro dirigenti territoriali (seppure) e non gente venuta da lontano.

Una buona premessa precongressuale è che si discuta dei temi e non delle modalità, o almeno non solo delle modalità.

Che comunque sul piatto della discussione ci sono.

Si contesta al Segretario una sudditanza politica col PD che avrebbe portato ad accettare l’adozione di misure abnormi come la riforma delle norme sul lavoro, quella costituzionale o quelle elettorali.

Il tutto per conservare a Nencini lo strapuntino di governo.

Parto dalla fine e cioè dalla importanza di stare al governo.

Questo ruolo governativo che, si badi bene, non è di Riccardo Nencini ma del partito, rappresentato ovviamente dal suo Segretario, è fondamentale.

Lo è perché essendo noi un partito che non ha una grossa audience nei media (dove non entra chi dice cose giuste ma chi è potente) possiamo crescere attraverso l’interesse che una grossa fetta di addetti alla politica, ma che poi fanno consenso, i Presidenti, i Sindaci e gli Assessori delle piccole Provincie e dei piccoli Comuni, che comunque fanno molto consenso, hanno necessità di trovare spazi governativi, nella certezza che all’interno di atri partiti non li troveranno mai.

Lo è perché, checché se ne voglia dire, interventi quali l’omicidio stradale, o il Codice degli Appalti, toccano categorie ben precise, con interessi ben dettagliati, alle quali e con e quali si puo’ pensare di diffondere un “brand politico” e poi cercare consensi.

Lo è perché, in virtù di tale ruolo, le apparizioni televisive del Segretario sono sempre più frequenti e il suo nome e quello del partito sempre piu’ simpaticamente diffuso.

Lo dico nella convinzione che, battaglie sulla legge elettorale, per esempio, o quella sulla riforma del Senato, ancorchè sul piano del principio ci siano congeniali, sotto il profilo della nostra storia e del nostro dna politico – ideologico, oltre che ad essere battaglie perse per la nostra debole consistenza parlamentare ed oltre che a sottoporci al rischio di una uscita dal governo, sono battaglie su temi che non ci avrebbero portato alcun consenso per un motivo molto semplice: alla gente, presa dai suoi problemi individuali, di fascia sociale o di categoria lavorativa, di queste cose, come dicono alla romana, “non gliene puo’ frega’ di meno”.

Certo, non dico che un partito piccolo come il nostro su tali temi non debba dir nulla, specie col nostro bagaglio culturale, ma son certo che se vogliamo che il nostro simbolo si diffonda, che la nostra popolarità cresca, e che esca qualche consenso in piu’, dobbiamo parlare alla gente che non ce la fa piu’ a campare con i loro problemi cercando, se possibile, di dare delle risposte.

C’è tutta una nuova povertà alla quale un partito come il nostro “deve essere solidale”.

Sono quelli che hanno pensioni povere, quelli che non ce la fanno a fine mese, quelli che hanno malati gravi in famiglia, quelli che hanno avuto problemi con le banche o con equitalia.

Si annidano nei posti meno prevedibili: tra professionisti di campagna, piccoli commercianti, artigiani di montagna, famiglie di impiegati e certo sono una buona fetta degli astenuti dal voto.

Quello è l’elettorato al quale dobbiamo rivolgerci.

E’ vero che è incazzato e scontento, ma non è di nessuno.

E poi i giovani.

I giovani vanno avvicinati sui “loro temi” che sono quello della scuola, quello della università, quello dell’accesso al lavoro.

E qui il mondo si fa vasto e immenso, ma, anche il ricorso ai grandi temi della libertà, della pace della solidarietà che sono NOSTRI, è un mezzo che puo’ introdurre nel mondo dei giovani l’idea del socialismo.

Una Comunione e Liberazione laica non è pensabile ispirata ai valori della solidarietà e del laicismo socialista ?

Questo partito deve dare una fetta della propria organizzazione allo studio, al dibattito ed alla progettazione politica su questi temi.

Qualcosa s’ è fatto prepariamoci a fare di piu’.

Questa è una sfida, secondo me moderna, alla quale aggiungo sommessamente, sarebbe necessaria una “modernizzazione” della nostra simbologia: modernizzazione, si badi bene, e non snaturamento.

Ecco perché #iostoconNencini.

Massimo Carugno
Resp.Naz.Politiche Regionali

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Commenti all'articolo
  1. Riguardo allo “stare al governo” attraverso il ruolo che riveste in proposito il Segretario del partito, non è certamente priva di logica la tesi che “i Presidenti, i Sindaci e gli Assessori delle piccole Provincie e dei piccoli Comuni, che comunque fanno molto consenso, hanno necessità di trovare spazi governativi, nella certezza che all’interno di atri partiti non li troveranno mai” , così com’è ineccepibile il dire che “in un partito sano deve esistere una opposizione con la quale confrontarsi, tenere alto il tono del dibattito, e, nella dialettica, costruire il progetto politico”.

    Non si riesce tuttavia a comprendere, almeno da parte mia, quali siano gli elementi “politici” che connotano, e differenziano, le rispettive tesi congressuali, il che pure non “fa una grinza” posto che si tratta in ogni caso di questioni interne all’attuale PSI, , senonché leggiamo talvolta su queste pagine che si vorrebbe recuperare la “diaspora” socialista, o quantomeno provarvi, e in tal caso mi sembrerebbe che le tesi in questione andrebbero per così dire “socializzate” in modo da farle conoscere anche agli altri “pezzi” della diaspora (sempreché vi sia un reale e diffuso interesse al suo recupero)..

    Paolo B. 07.12.2015

  2. Carissimo Massimo
    In un mio intervento sull’Avanti avevo proposto una nuova Mozione : “Unità Socialista”.
    Ipotizzavo che come nell’ antica Roma per salvare i valori della Repubblica si costituì il “Triunvirato”, oggi potremmo rappresentarlo nella Mozione unica di “Unità socialista” dai tre rappresentanti delle attuali componenti del PSI coordinate da un Presidente identificato in una figura storica del vecchio PSI come ad esempio Intini o Martelli.
    Facevo precedere questa proposta dalla necessità più ampia di ricomporre la Diaspora Socialista accogliendo in tal senso l’invito di Caldoro, da concretizzare con l’organizzazione una nuova Costituente Socialista. Assieme ad altre cose concludevo: per salvare non solo il PSI ma il futuro del Socialismo italiano è utopistico tentare questa soluzione ?? Al momento, per come osservo lo svolgersi del confronto al nostro interno, la mia aspirazione mi sembra utopistica. Sebbene tu ti sia già schierato in prossimità del Congresso, noto nelle tue argomentazioni un approccio che tenta almeno di dare delle motivazioni alle posizioni della componente che oggi guida il Partito. Non conosco esattamente le dinamiche che hanno innescato i dissidi sul tesseramento. Senz’altro ci saranno stati degli eccessi da entrambe le parti che non sono stati gestiti con l’equilibrio e le responsabilità necessarie. Spero che da ora possa prevalere l’impegno di tutti per un Congresso in cui non manchi lo spirito unitario, auspicando che le Mozioni congressuali si caratterizzino come correnti di pensiero che facciano emergere nuovi contenuti e proposte di rilancio del PSI in linea con la nostra identità, e non limitate a prevalenti aspirazioni di “ potere “ da parte di singoli compagni.
    Da compagno che insieme a tanti altri soffre per queste divisioni ti chiedo d’impegnarti su questo indirizzo unitario. Fraternamente da Nicola Olanda

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