domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Meno disoccupati, ma il Pil delude il Governo
Pubblicato il 01-12-2015


disoccupazione1Un trionfalismo che lascia l’amaro in bocca. Per mesi l’Esecutivo ha investito nella crescita, sostenendola anche con un rialzo delle stime e un Pil valutato allo 0,9%. Dopo i primi allarmi lanciati già durante il week end, oggi sono arrivati i dati definitivi dell’Istat che hanno confermato una crescita congiunturale del prodotto interno lordo di +0,2% dopo +0,3% del secondo trimestre.

La stima preliminare diffusa il 13 novembre 2015 scorso aveva rilevato la stessa variazione congiunturale e una crescita tendenziale dello 0,9%, ma la variazione acquisita per il 2015 è pari a +0,6%, dato peggiore delle attese se paragonato all’obiettivo dello 0,9% indicato dal governo. Ieri Matteo Renzi da Parigi aveva tirato dritto sulle sue previsioni ottimistiche, ma alla luce di tali numeri nel pomeriggio lo stesso Presidente del Consiglio è costretto ad ammettere che probabilmente il Pil quest’anno crescerà di 0,8%, un decimo di punto in meno rispetto alla stima inserita nel Documento di economia e finanza. Ma anche questo dato potrebbe peccare di ottimismo, in quanto L’Istituto di statistica italiano ha rivisto le stime grazie all’incremento dello 0,6% mostrato tra aprile e giugno e la variazione acquisita del Pil per il 2015 è pari a +0,6%. Per ora gli investimenti fissi lordi hanno segnato una flessione dello 0,4% e le esportazioni sono diminuite dello 0,8%.

Ma il Governo vede la crescita e festeggia gli altri dati diffusi dall’Istat che oggi ha pubblicato anche i dati sul mercato del lavoro, che evidenziano un miglioramento anche se a causa dell’aumento degli sfiduciati. Il tasso di disoccupazione ad ottobre 2015 si attesta all’11,5%: è il minimo da quasi tre anni, cioè dal dicembre 2012. La stima dei disoccupati, nello stesso mese, diminuisce dello 0,5% (-13 mila): il calo riguarda le donne e la popolazione di età superiore a 34 anni. Tuttavia c’è da guardare i calcoli dietro ai numeri: ad aumentare sono soprattutto gli inattivi, cresciuti ancora nell’ultimo mese dello 0,2% (+32 mila persone inattive), quindi la diminuzione della disoccupazione potrebbe dipendere dal fatto che molti, scoraggiati, abbiano smesso di cercare un lavoro.

Negli ultimi tre anni, si è registrata anche una crescita costante degli occupati di 50 anni o più: +13,9%, (circa +900mila) tra gennaio 2013 e ottobre 2015. Sul boom dell’occupazione over 50 pesa l’invecchiamento della popolazione, ma ancora di più gli interventi che hanno allungato l’età per andare in pensione. Gli interventi per i “giovani” si fanno sentire sul dato degli adulti: la fascia più colpita, rivela l’Istat, è quella che va da 34 a 49 anni: nell’ultimo triennio si è registrato un calo dell’occupazione del 4,4%, ovvero di 450mila unità. Nonostante la “garanzia giovani”, sale anche la disoccupazione giovanile (15-24 anni), pari al 39,8% in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto a settembre. Anche nella fascia di età 25-34 anni si registra una crescita del tasso di disoccupazione (+0,2 punti percentuali) al 17 per cento.

Maria Teresa Olivieri

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