venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Migranti. Ipotesi Polizia europea e modifica Schengen
Pubblicato il 15-12-2015


migranti-sbarco-535x300L’Europa continua a cercare una soluzione per la sicurezza dei propri confini. La Commissione europea ha adottato un atteso pacchetto di misure per la gestione dei confini esterni dell’Unione e la protezione dell’area di libera circolazione Schengen. Si propone in particolare, come già anticipato nei giorni scorsi, di sostituire l’attuale Frontex con una nuova Agenzia per i confini europei e le guardie di frontiera che avrà maggiori poteri e in particolare la possibilità di utilizzare una “riserva rapida” di guardie da far intervenire ai confini esterni quando il paese direttamente interessato non è in grado o non vuole farlo. Tale intervento potrà avvenire nel giro di 3 giorni e dovrà essere accettato dal Paese, perché altrimenti incorrerà in un’infrazione delle norme Ue. Il punto controverso del piano – al vaglio di Consiglio e Parlamento – è proprio l’intervento alle frontiere esterne di Paesi anche contro la loro volontà. Decisione da prendere nel caso in cui la vulnerabilità del confine metta a rischio Schengen. Il ministro degli Esteri del Lussemburgo, Jean Asselborn, alla stazione radio tedesca Deutschlandfunk, ha affermato: “Abbiamo grandi problemi, ad esempio in Serbia e Macedonia, e finora non è stato possibile per Frontex dare una mano a quegli Stati, ma diventerà possibile” in futuro. In questo modo Asselborn spiega la necessità per l’Europa di rafforzare il personale di Frontex, l’agenzia europea per il controllo delle frontiere, anche in Stati non membri dell’Unione europea, come ad esempio la Serbia o la Macedonia. “Non saranno i cinesi o i russi a mandarci gente per controllare i confini, devono essere europei”, ha detto Asselborn, spiegando che Frontex dovrebbe anche aumentare la propria efficienza nel mettere in pratica le espulsioni dei migranti irregolari.
Il pacchetto è stato presentato al Parlamento europeo in sessione plenaria a Strasburgo. “Non ci sarà Schengen se le frontiere esterne non saranno ben protette”, così il commissario europeo per l’immigrazione Dimitris Avramopoulos ha dichiarato illustrando le proposte. La Commissione Ue, inoltre, propone una modifica mirata al codice Schengen per rendere obbligatori i controlli sistematici sui cittadini Ue in entrata e in uscita alle frontiere esterne. La modifica è stata chiesta dal Consiglio dei ministri dell’Interno nel quadro della lotta contro il terrorismo e la minaccia dei foreign fighters di ritorno dalla Siria.
Domani i deputati europei inizieranno anche a discutere i punti principali dell’agenda del Consiglio europeo del 17 e 18 dicembre: la lotta al terrorismo, la risposta dell’UE alle sfide odierne e future poste dalla migrazione e le richieste di riforma del Regno Unito prima del referendum sulla sua permanenza nell’UE.

Maria Teresa Olivieri

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