sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Cossutta. Comunista
della “Vecchia Guardia”
Pubblicato il 15-12-2015


cossutta_v0“Se domani ci sarà una pietra sulle mie ceneri, per favore scriveteci: Armando Cossutta, Comunista”, è questa la frase pronunciata e che meglio caratterizza l’anziano leader del Pci morto lunedì sera a Roma, all’età di 89 anni. Del Pci Cossutta è stato una delle colonne negli anni in cui il rapporto con Mosca era più forte. Nato a Milano il 2 settembre del 1926, Cossutta ha speso tutta la sua vita per il comunismo: dall’iscrizione al partito nel 1943 fino agli ultimi anni come quando nel 2008 aveva dichiarato di avere votato per il Partito Democratico di Walter Veltroni e di averlo fatto “da comunista”. Partigiano nelle brigate Garibaldi durante la Resistenza, nel dopoguerra divenne segretario del Pci milanese e lombardo, per entrare poi in Parlamento nel 1972, dove restò fino al 2006. Cossutta è stato il più filosovietico dei comunisti italiani, fondatore di Rifondazione comunista dopo la trasformazione del Pci e poi del partito dei comunisti italiani. A Botteghe Oscure veniva ricordato per il suo atteggiamento di contrasto alla linea occidentale di Berlinguer, tanto che anche dopo la caduta del muro non accettò mai il risultato della consultazione tra gli iscritti che sancì l’evoluzione del Pci nel Pds e la sostituzione del simbolo della falce e martello con la quercia. E nel 1991, assieme ad altri fuoriusciti, fondò il Partito della Rifondazione Comunista (Prc). Sempre in contrasto con il mondo che continuava a cambiare e la sua continua ricerca di un “comunismo” puro, nel 2004 pubblicò la sua autobiografia “Una storia Comunista”… una storia che possiamo dire oggi ormai conclusa.

Maria Teresa Olivieri

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