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Opinioni e commenti
 

Nencini: “Sì a sfida Caldoro
per movimento riformista”
Pubblicato il 03-12-2015


Nencini-Congresso Psi“Quando ci saranno in Italia le condizioni per fare un grande movimento politico socialista e riformista io ci sarò comunque, anche da semplice iscritto e sostenitore”. Lo ha affermato il presidente del Nuovo Psi, ex presidente della Regione Campania Stefano Caldoro. “Un partito, per  intenderci, come lo è stato il Psi con la guida di Turati, Nenni e Craxi. Lo dico spesso ai miei amici e compagni e ho avuto modo di parlarne una volta con lo stesso presidente Berlusconi. Ma – ha continuato Caldoro – non dovrà essere la nostalgia, ma la voglia di costruire modernità il filo rosso di questo impegno. Purtroppo questo percorso non è dietro l’angolo: la sinistra italiana oscilla tra radicalismi e  tentazioni centriste senza trovare un approdo riformista stabile e credibile al di là degli sforzi, al Sud ben lontani dagli obiettivi, rottamatori del segretario del Pd. Tra ex comunisti ex democristiani – ha concluso – l’unica discriminante rimane il tasso di  riformismo, ma per quello non c’è bisogno di ex ma di socialisti  riformisti”.

Parole a cui ha risposto il segretario del Psi Riccardo Nencini. “Raccolgo volentieri la sfida lanciata da Stefano Caldoro – ha detto -. Un movimento politico riformista che si ispiri al socialismo italiano ed europeo è nel nostro orizzonte. Vanno intanto unite le forze proprio per dare piena cittadinanza a un mondo che ha reso l’Italia più libera e più civile. Sono d’accordo con lui: Costruire la modernità deve essere il filo rosso di questo impegno”.

“Le parole dell’ex presidente della Campania, Stefano Caldoro – ha aggiunto in una nota l’esponente del Psi Bobo Craxi – non lasciano spazio a dubbi: vi è una determinata sensibilità a concorrere alla ricostruzione di un’area socialista e riformista nel nostro Paese, che contribuisca all’allargamento dell’offerta politica e democratica e che rinsaldi un rapporto positivo tra la grande tradizione socialista e gli italiani”Un’area politica sostanzialmente nuova – ha proseguito Craxi – adatta ai nostri tempi, che sappia affrontare le sfide moderne della politica, nel difficile momento interno – in particolare al sud – e internazionale. A tal riguardo, è possibile farlo dando vita a una larga area aperta a tutte le esperienze socialiste, che possano riunirsi in un’unica grande e moderna organizzazione. Per questo, sono maturi i tempi per una ricomposizione e una nuova fase fondativa – ha concluso Craxi nella nota – che riqualifichi e rilanci, su basi totalmente nuove, la presenza socialista in tutto il Paese”. A rispondere a Nencini è stato Antonio Fasolino, coordinatore nazionale del Nuovo Psi: “Riccardo Nencini raccoglie la sfida di Stefano Caldoro? Benissimo”. “Insieme possiamo scegliere i migliori e riconoscerci, dove possibile, su progetti riformisti, oltre i vecchi schemi”.

Edoardo Gianelli

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Commenti all'articolo
  1. Articolo interessante!
    Non capisco, però, spero che qualcuno me lo chiarisca, perché chiamarsi Socialisti riformisti anziché soltanto SOCIALISTI. Ormai la confusione fatta dai comunisti è finita; si sono rivelati solo dei reazionari opportunisti. Il Socialismo come Giustizia Sociale e Libertà ha in se le riforme per migliorare la vita dei cittadini.

  2. Le Diaspore tra i socialisti sono state innumerevoli.
    Le principali sono state in varie fasi quelle tra massimalisti e riformisti, poi quelle tra il gruppo di Saragat e quello di Nenni per arrivare a quella del dopo Tangentopoli tra i socialisti che in chiave anticomunista si sono schierati come Nuovo PSI nel centrodestra di Berlusconi e coloro, come noi, che fedeli ad una collocazione storica nella Sinistra si sono schierati nel Centro Sinistra.
    Finalmente il principale rappresentante attuale del Nuovo PSI come Caldoro, esprime la volontà di iniziare ad abbattere gli steccati tra i socialisti.
    Bene ha fatto quindi Nencini a raccogliere l’invito e a ad accettare la sfida per competere alla riuscita di questo Progetto sulla base di una visione moderna del Riformismo adeguata alla società globalizzata del ventunesimo secolo.
    Finalmente si comincia a ragionare in una visione di superamento della diaspora socialista !!!
    Alcuni anni fa il tentativo di una Costituente socialista era fallita, ma gli impedimenti erano evidenti: Berlusconi era ancora forte e vegeto ed il PD non riusciva ad avere il coraggio di aderire al PSE e dichiarare in tal modo il suo abbandono dalle aree ex comunista ed ex democristiana.
    Il PD, più che un nuovo Partito in cui si mescolavano differenti culture, ha finito per assumere la fisionomia dell’unione di oligarchie ex comuniste ed ex democristiane. Oggi che Renzi ha aderito al PSE esprimendo però dopo nemmeno un anno la proposta di togliere la parola socialista dal PSE, abbiamo un PD che invece di convertirsi al Socialismo, come poteva far supporre la conversione definitiva degli ex comunisti, il PD è diventato un Partito prevalentemente democristiano guidato da Renzi, di chiara ed evidente cultura democristiana, che ha costretto esponenti della sinistra interna ad abbandonare il PD e a rendere ininfluenti gli ex comunisti che per principio e tradizione non desiderano abbandonare la Ditta.
    Con questo non voglio disprezzare la Cultura democristiana che, oltre a rappresentare assieme a quella socialista una delle due principali culture politiche europee, ha contribuito assieme a noi nei Governi del Centrosinistra della Prima Repubblica a realizzare alcune Riforme e a dar concretezza al Miracolo economico italiano. Semplicemente dobbiamo affermare che essendo due Culture diverse sono di conseguenza competitive fra loro e pertanto nella vita democratica è positivo che esprimano proposte indirizzate a due elettorati ad esse affini.
    Gli italiani hanno ormai maturato la propensione verso un sistema bipolare, ma non bipartitico, che significa che con il sistema bipolare gli italiani vogliono continuare ad essere rappresentati proporzionalmente in base alle loro culture, valori e visione della Società. Purtroppo l’Autonomia del PSI dal PD assieme alla nostra presenza identitaria nelle Istituzioni che noi Socialisti rivendichiamo, deve purtroppo fare i conti con la realtà della nuova sciagurata Legge elettorale che inopportunamente i parlamentari socialisti hanno addirittura votato con la fiducia al Governo Renzi.
    In base a queste considerazioni, oggi la necessità di una ricomposizione della Diaspora socialista diventa indispensabile per la sopravvivenza di una forza socialista in Italia.
    L’invito di Caldoro a lavorare per l’unità dei Socialisti trova delle condizioni più favorevoli rispetto al naufragio della precedente Costituente.
    Questo nuovo tentativo per avere successo richiede però l’impegno di uomini e donne che siano effettivamente intenzionati a rimuovere dal nuovo percorso vecchie ruggini ed ambizioni personali.
    La Roma antica per salvare i valori della Repubblica costituì il “Triunvirato”. Oggi il salvataggio dei valori del Socialismo può essere raggiunto solo con “l’Unità socialista”.
    Il primo passo potrebbe essere la formazione di un Gruppo di Lavoro aperto alle Aree laica, socialista e di sinistra liberale e riformista, i cui componenti provenienti da quelle Aree siano degli economisti, sociologi, filosofi e politici. Il coordinamento potrebbe essere affidato ad un Presidente identificato in una figura storica del vecchio PSI come ad esempio Intini o Martelli;
    Al Gruppo di Lavoro verrebbe affidato il compito di :
    • formulare le Regole per la nuova Costituente socialista
    • la redazione di uno Statuto per la futura formazione politica liberal socialista
    • l’elaborazione della Bozza di un Programma rivolto ad un nuovo Modello di sviluppo in grado di affrontare il superamento della Società Postindustriale con dei contenuti che siano in grado di venire incontro ai meriti ed ai vecchi e nuovi bisogni dell’attuale Società globalizzata della Conoscenza.
    Per salvare non solo il PSI ma il futuro del Socialismo italiano è utopistico tentare questa soluzione ??
    Ripartiamo dallo spirito progettuale e costruttivo delle origini, rivendichiamo e lottiamo nella Società per affermare i nostri valori e la nostra Identità.
    Se saremo sinceri, uniti e conseguenti nelle nostre proposte, se sapremo esprimere un gruppo dirigente e un Leader carismatico a cui affidare il futuro che abbiamo delineato, sono sicuro che gli italiani torneranno a dare la loro fiducia ai Socialisti.
    E’ un percorso impegnativo, difficile e non breve per vederne la meta, ma è l’unico che può permetterci non di sopravvivere ma di resuscitare. Di fronte ad una simile impresa sarebbero prima di tutto i Giovani ad essere interessati e a seguirci per l’edificazione di questa Società liberal socialista. Noi che ormai in maggioranza abbiamo troppe primavere, diamoci concretamente da fare per avviare i lavori invece di continuare a farci del male!!!
    Alla soglia dei miei 82 anni il mio può essere solo un contributo propositivo.
    Carissimo Edoardo, a te e a tutti coloro che hanno energie e tempo per avviarsi in questo percorso unitario, Vi esorto a non indugiare oltre. Tienici aggiornati sull’Avanti sullo sviluppo dei rapporti con Caldoro e sulle iniziative che vengono promosse su questi obiettivi.
    Ti auguro ogni bene per il prossimo anno e ti abbraccio fraternamente.
    Je suis socialiste

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