venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

North Stream 2. Il Gasdotto che divide l’Europa
Pubblicato il 18-12-2015


tusk ueIl Presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, raccoglie gli appelli dei paesi comunitari e richiama Berlino sulle forniture di gas russo. Tusk rimbecca la Germania per quanto riguarda il “Nord Stream-2”, che dovrebbe raddoppiare la quantità di gas russo consegnato direttamente in Germania, progetto del gasdotto che infrange le leggi Ue sulla diversificazione della fornitura energetica, delle fonti di energia e delle rotte di transito. Il presidente europeo sostiene infatti che in questo modo la Germania “aumenta la sua dipendenza dalla Russia e consoliderebbe l’80 per cento delle forniture su una sola tratta”.
“Sarebbe anche una posizione dominante – aggiunge Tusk – di Gazprom nel mercato tedesco, aumentando la sua quota per più del 60 per cento”.
nord stream 2
Il politico polacco ritiene che questo contravviene agli obiettivi della politica energetica dell’UE. “Dobbiamo difendere il diritto europeo”, ha detto.
La Commissione europea sta attualmente analizzando il progetto di gasdotto della compagnia energetica russa Gazprom.

In questo modo Tusk dà ragione alla linea portata avanti dai Paesi del Centro-est Europa che sono da mesi sul piede di guerra con la Germania, per bloccare il Nord Stream 2, il progetto che non solo raddoppierebbe il flusso di gas russo verso la Germania, aggirando l’Ucraina e gli stessi membri Ue un tempo parte del blocco socialista.

I nove Paesi che hanno dato inizio alla battaglia, tra cui anche l’Italia e la Polonia, sostengono che il progetto “è deleterio innanzitutto in termini geopolitici” e aumenterebbe la dipendenza europea dal gas russo, contraddicendo la politica di diversificazione promossa dalla stessa Unione. Inoltre il gruppo che ha promosso il vertice per discutere la questione che mette alla berlina la Merkel e il suo doppiopesismo quando si tratta di interessi economici del proprio Paese.

Il Cancelliere tedesco da parte sua si è difeso sostenendo che si tratta di “un progetto economico” in cui sono coinvolti gli investitori privati.

Nel documento finale del vertice c’è stata solo una dichiarazione generale che indica che qualsiasi nuova infrastruttura deve rispettare la legislazione e gli obiettivi dell’UE, ma senza specificare quali siano questi obiettivi, come avrebbero voluto invece i Paesi promotori del vertice e della discussione.

Maria Teresa Olivieri

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Commenti all'articolo
  1. In passato la Germania non ha rispettato i parametri di Mastrich e poi li ha voluti imporre a tutti. Ha dato dei contributi statali per circa 250 miliardi di euro alle sue Banche ed ora vuole imporre delle clausole di cui siamo tutt’ora vittime noi italiani. Investe massicciamente in Grecia e poi per recuperare i capitali delle sue banche e dei suoi investitori costringe la Grecia a indebitarsi per ripianare i crediti dei suoi investitori. Impone l’embargo economico alla Russia ed ora contravvenendo alle politiche comunitarie vuole realizzare con la Russia il raddoppio del North Stream quando in precedenza aveva fatto fallire il progetto South Stream in cui l’ENI era pronto ad investire risorse e tecnologie con benefici notevoli anche per la nostra economia.
    Si è permessa con la Wolkswagen di ingannare milioni di automobilisti e continua ad ergersi a paladina del rispetto delle regole comunitarie. Il dominio militare imposto all’Europa con la seconda guerra mondiale l’ha trasformato ora in dominio economico. Sarebbe ora che come Socialisti europei ci mobilitassimo per contrastare questa egemonia tedesca e per invertire le politiche che hanno condotto alla stagnazione economica attuale. La prima cosa che dovremmo fare sarebbe di interrompere come Italia le sanzioni verso la Russia fornendo la stessa risposta data dalla Merkel: sono dei Progetti economici in cui sono coinvolti i produttori e gli investitori privati. Sono sicuro che troveremmo degli alleati nel riacquisire la nostra autonomia.
    Je suis socialiste

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