domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Obbligazionisti truffati: arbitrato all’Anac di Cantone
Pubblicato il 17-12-2015


Banca EtruriaSarà l’Anac (Autorità nazionale anti corruzione), presieduta da Raffaele Cantone a gestire gli arbitrati che dovranno concludere le procedure per ridare agli obbligazionisti delle quattro banche salvate dal Governo almeno una parte dei soldi perduti. “Nelle prossime ore – ha detto il premier Matteo Renzi al Tg5 – faremo tutto possibile perchè chi è stato truffato possa avere i soldi”. “Non è il momento delle polemiche: meno male che abbiamo fatto il decreto” sul salvataggio delle banche ha ripetuto il Presidente del Consiglio. “Le critiche al governo sono davvero incomprensibili perché abbiamo salvato un milione di persone e purtroppo le regole che ci sono” e che non hanno consentito di salvare gli obbligazionisti “sono state fatte in passato”. Fatte col concorso del Parlamento italiano e approvate, praticamente all’unanimità dagli europarlamentari, ma improvvisamente divenute oggi ‘indigeste’ perché punitive nei confronti di una parte dei risparmiatori letteralmente truffati dalle banche. Renzi ha rivendicato comunque una linea di “massimo rigore, chiarezza e trasparenza”.”Faremo tutto il possibile perché chi è stato davvero truffato possa riavere i soldi”, ha aggiunto anche perché non c’è dubbio che la responsabilità evidente è prima di tutto dei dirigenti di quelle banche che erano state sottoposte ai controlli di Bankitalia e che nonostante le multe avevano continuato fino alla fine dell’anno scorso a vendere titoli spazzatura alla clientela.
Renzi oggi ha poi fatto il punto anche su altre questioni aperte e in particolare sull’accordo con il M5s che ieri ha finalmente consentito di chiudere dopo 31 votazioni a vuoto, la pratica della Consulta. “È un accordo istituzionale con il quale abbiamo eletto tre personalità di alto profilo. Noi siamo sempre disponibili a dialogare, non si può bloccare il parlamento. È il momento di fare le cose, di dare un segnale ai cittadini”. Quanto alla rottura ormai conclamata del ‘Patto del Nazareno’ con Forza Italia, ha aggiunto che “bisogna capire se ci sono ancora i moderati. Più che discutere dei posti si mettessero d’accordo: se non scelgono la linea demagogica ed estremista di urlare contro tutti ma perdendo voti, siamo sempre pronti ad avere un dialogo, restando in alternativa”.
Intanto a tracciare le intenzioni dell’esecutivo impegnato nell’arginare le conseguenze del caso obbligazioni subordinate, è – scrive l’Ansa – il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Mentre, se confermati, i 100 milioni di dotazione del fondo per i risparmiatori coinvolti sono una cifra adeguata: parola del presidente dei 4 istituti salvati, Roberto Nicastro. Gli interventi di rafforzamento strutturale del settore bancario adottati dal Governo “si accompagnano a una rinnovata attenzione all’applicazione rigorosa degli obblighi di diligenza, trasparenza e correttezza, applicabili ai servizi di investimento e alle offerte al pubblico di sottoscrizione e di vendita”, dice Padoan parlando in Parlamento. Precisando che tali servizi “dovranno essere applicati in modo da non collocare gli strumenti più rischiosi presso clienti non in grado di comprendere l’effettivo rischio”. Nel ribadire che le autorità di vigilanza hanno ben operato, il ministro spiega che “gli interventi a favore dei risparmiatori sono ben diversi di quelli per la ricapitalizzazione delle banche”.
“I 100 milioni che sono stati ipotizzati come contributo del mondo bancario appaiono oggi un numero assolutamente congruo”, commenta intanto Roberto Nicastro, presidente dei 4 istituti salvati, a proposito del fondo per il rimborso ai clienti danneggiati, che definisce la situazione “molto seria”. Mille casi “critici” che rappresentano “circa una trentina di milioni come impatto complessivo: sono quelli – afferma – la massima priorità”. L’analisi – spiega – si è concentrata soprattutto su 2 elementi: “da una parte focalizzarci sui piccoli risparmiatori con meno di 100 mila euro di risparmi presso le 4 banche, dall’altra ci siamo soffermati su un criterio cruciale, che è quello della concentrazione, ovvero quanto di questi bond subordinati fossero un pezzo molto importante o limitato del patrimonio dei clienti”. E, “quello che abbiamo verificato è che ci sono 1.000 clienti che hanno oltre il 50%” del loro patrimonio investito nei bond subordinati. Un’80% ha una quota ‘rischiosa’ attorno al 15%”.
Le associazioni dei consumatori, intanto, sono sul sentiero di guerra: Adusbef e Federconsumatori chiedono apertamente le dimissioni di Padoan che difende l’operato delle autorità di vigilanza e annunciano un sit in sotto Bankitalia e Consob mentre il Movimento dei Consumatori definisce inadeguato il fondo per i rimborsi.

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