venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Pastorelli: sull’extravergine
Governo rischia autogol
Pubblicato il 15-12-2015


Olio Olive

Domani inizierà il vaglio della Camera dello schema di decreto legislativo con le nuove regole sull’olio di oliva. Un decreto che preoccupa non poco i produttori italiani di olio per una possibile depenalizzazione del reato di contraffazione dell’olio extravergine, attualmente punito con pene fino a 2 anni di carcere.

Ma dal ministero delle Politiche Agricole, unitamente a quello della Giustizia, arrivano le smentite: “Nessuna depenalizzazione, anzi rafforzeremo le tutele contro le frodi”. “La prevalenza della norma penale verrà assicurata, in ogni caso e senza dubbi” sottolineano i due ministeri che fanno capo a Andrea Orlando e a Maurizio Martina.

A lanciare l’allarme il presidente di Unaprol, David Granieri, in un convegno promosso dall’Agenzia delle dogane sulla certificazione di qualità per l’olio extra vergine di oliva: “Niente bypass legislativo per sostituire le pene per la contraffazione già approvate con leggi dal Parlamento, con sanzioni amministrative contenute in articolati normativi che sembrano scritti con mani diverse”. Granieri si è detto preoccupato per quanto si sta verificando con lo schema di decreto legislativo che prevede sanzioni per la violazione dei regolamenti Ue relativi alle norme di commercializzazione e alle caratteristiche degli oli d’oliva e di sansa; norme che potrebbero avere ripercussioni non solo sulla legge salva-olio, ma anche sull’altro disegno di legge sui reati agroalimentari”.

Dall’entrata in vigore della legge salva-olio, ha fatto notare Granieri, i controlli nel settore funzionano meglio perché vengono individuate e colpite condotte definite criminali per le quali si può procedere con quattro articoli del codice penale; ora però, emerge il tentativo di depenalizzare riparando l’illecito con la logica del pagamento di una sanzione. ”Un orientamento – ha aggiunto Granieri – che potrebbe compromettere nella filiera dei controlli, anche gli sforzi dei laboratori chimici delle dogane, che invece vanno preservati e intensificati perché rappresentano il sistema di frontiera più avanzato di anticorpi contro il falso made in Italy e le frodi nel settore oleario”.

Una depenalizzazione che per Oreste Pastorelli, deputato del Psi e componente della commissione Ambiente della Camera, sarebbe un “errore imperdonabile” soprattutto “nel periodo in cui l’Italia sta finalmente reagendo con forza alla contraffazione agroalimentare. Servono tutele per produttori e consumatori e la sola sanzione amministrativa non basta”. “Se attuato – ha proseguito Pastorelli – il decreto legislativo rappresenterebbe un clamoroso autogol per l’Italia e per uno dei suoi prodotti d’eccellenza. Dobbiamo, invece, continuare sulla strada della salvaguardia del made in Italy già intrapresa dal Parlamento e dall’Esecutivo”.

Redazione Avanti!

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