sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Omicidio stradale: Sì del Senato. “Ora l’ultimo miglio”
Pubblicato il 10-12-2015


Omicidio stradale-Nencini“Siamo all’ultimo miglio. Il voto di oggi è un ulteriore passo avanti verso l’approvazione della legge che introduce il reato di omicidio stradale. Stiamo facendo un ottimo lavoro, ci abbiamo creduto”. Lo ha affermato il segretario del Psi e vice ministro delle infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini, commentando l’ok del Senato con 149 sì alla fiducia sul maxi emendamento del Governo che introduce il nuovo reato.

Nencini, a quattro anni dalla morte di Lorenzo Guarnieri e in occasione di quello che sarebbe stato il giorno del suo compleanno, il 10 dicembre, ha inviato un messaggio alla Onlus che porta il suo nome, che oggi organizza una serata di beneficenza a Firenze. “Ci hanno insegnato che la libertà delle persone e la giustizia sono due valori da difendere sempre” ha scritto nella lettera Nencini. “La legge che oggi si avvicina al traguardo è equa e fa crescere la nostra libertà. Le strade italiane vomitano ogni anno troppi morti dovuti a incidenti provocati da chi guida ubriaco o sotto l’effetto di droghe. Non sempre la giustizia ha garantito l’equità della pena. Con questa legge vogliamo strade libere da chi mette a rischio la vita delle persone. La vita di tanti Lorenzo” ha concluso Nencini.

Il maxi emendamento sull’omicidio stradale, approvato dal Senato con voto di fiducia con 149 i sì, 91 no e nessun astenuto, dovrà ora tornare alla Camera in quarta lettura. “Si tratta di una misura fortemente attesa da un’opinione pubblica scossa da morti e da fughe irresponsabili, dovute a comportamenti privi di un qualsiasi atteggiamento di prudenza – ha commentato il senatore del Psi Enrico Buemi -. Quelle varate oggi sono misure complesse nella loro applicazione, per le molteplici situazioni di difficoltà di accertamento delle responsabilità e anche di individuazione delle fattispecie particolari”. “Si tratta – ha spiegato – di pene alte e pesanti, ma siamo di fronte a fatti estremamente gravi, che impongono responsabilità e misura ad ognuno di noi nella gestione di auto e moto, che sono sì strumenti che migliorano sicuramente la qualità della vita dei cittadini, ma che possono anche diventare armi mortali”. “I nostri errori – ha aggiunto – possono provocare la morte di persone. E allora dobbiamo affrontare il problema sia rispetto alla legge, sia nel nostro comportamento quotidiano con quel massimo di responsabilità che la perdita di una vita umana può indurre” ha concluso.

Fra le novità, rispetto a quanto è stato detto in passato, l’obbligo di arresto in flagranza per i pirati della strada che uccidono al volante varrà solo per i casi più gravi, ossia quando il guidatore sarà trovato in stato di ebrezza con un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro o sotto l’effetto di droghe. In questi casi è previsto l’arresto da 8 a 12 anni: la modifica è arrivata durante le votazioni in aula sulla proposta di legge sull’omidicio stradale, con l’approvazione di un nuovo emendamento all’articolo 5 messo a punto dalle commissioni giustizia e trasporti. Nella versione precedente l’obbligo di arresto in flagranza scattava sempre per il reato l’omicidio stradale ed era facoltativo per le lesioni personali stradali. Ora sarà a discrezione delle autorità anche per i casi meno gravi che provocano vittime in caso di incidenti stradali.

Redazione Avanti!

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