domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Pensioni. A Natale
ci saranno solo 150mila “buste arancioni”
Pubblicato il 10-12-2015


Pensioni
BOERI, A NATALE SOLO 150MILA BUSTE ARANCIONI
“Ne manderemo solo una piccola parte, ne spediremo circa 150 mila, entro Natale, perché non ci è stata data l’autorizzazione dai ministeri per superare il vincolo di spesa, la spesa per spedizioni è contingentata”. Così si è recentemente espresso il presidente Inps Tito Boeri sull’operazione ‘Busta arancione’ per la simulazione della pensione futura. Boeri parlando a margine dell’assemblea nazionale dell’Amianto, ha spiegato come la spedizione della lettera riguardi “le categorie coperte”, nelle quali quindi non rientrano i lavoratori pubblici, e interessa quei soggetti “che non hanno il Pin”, ovvero il codice per l’accesso online per la simulazione della pensione. Boeri si è dunque augurato che “in legge di Stabilità possa essere sbloccata la spesa”, così “da inviare il grosso delle buste arancioni” subito dopo.
Sempre in tema di trattamenti di quiescenza il presidente dell’Inps ha aggiunto: “Le pensioni offrono una rappresentazione fuorviante dei redditi complessivi dei pensionati: contano altre pensioni e altri redditi personali e familiari”. Lo ha detto sempre il presidente dell’Inps, Tito Boeri, in occasione della presentazione del rapporto Ocse ‘Pensions at a Glance 2015’. Il numero uno dell’Inps lo ha affermato sulla base dei dati risultanti dal Casellario delle pensioni, l’Agenzia delle entrate, le dichiarazioni Red e da un campione di 5.000 soggetti nati nel 1980 estratti casualmente tra quelli della platea dei soggetti del progetto ‘La mia pensione’.
“I redditi dei pensionati – ha chiarito – hanno retto meglio alla crisi di quelli dei lavoratori. Infatti la povertà è aumentata tra i non pensionati”. Riferendosi poi ai trattamenti di quiescenza di domani, Boeri ha fatto notare che “si lavorerà più a lungo anche in rapporto alla speranza di vita. Gli assegni pensionistici saranno del 25% più bassi di quelli di oggi, tenendo conto degli anni di percezione”. Ma Boeri ha anche rilevato i “futuri problemi di adeguatezza che avranno luogo con una crescita all’1% e con le interruzioni di carriera. Ci saranno problemi per chi perderà il lavoro sotto i 70 anni”. A quest’ultimi, ha ribadito il presidente dell’Inps, “si dovrà dare una risposta perché si creerà un problema molto serio di povertà”.

Boeri
FUNZIONI INPS A RISCHIO CON TAGLIO SPESA INFORMATICA
“Se si tagliassero del 50% le spese informatiche correnti della pubblica amministrazione, così come previsto dal maxi emendamento al ddl di Stabilità, l’Inps non potrebbe svolgere le proprie funzioni”. Lo ha recentemente detto il presidente Inps, Tito Boeri nel corso di una audizione alla Camera spiegando che su 350 milioni di spesa corrente 198 sono ‘incomprimibili’. “È una decisione grave – ha affermato – sono spese necessarie al funzionamento del sistema Inps e a fornire i servizi dell’Istituto”.
Boeri ha spiegato che le spese correnti per l’informatica riguardano le licenze ma anche il cambiamento fisiologico dell’hardware. “In questo modo – ha puntualizzato – rischiamo di non poter accendere le macchine. Mi auguro che su questa decisione si torni indietro. Dal taglio sono esonerati il ministero dell’Economia e le agenzie fiscali nell’ottica della lotta all’evasione, lotta che fa anche l’Inps”. Boeri ha ricordato che le banche dati richiedono una manutenzione costante e si è inoltre dichiarato contrario al principio del trasferimento banche dati fuori dall’Istituto. “Il principio per cui si deve trasferire tutto al di fuori – ha precisato rispondendo a un’osservazione di un membro della Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria – è pericoloso”.

Riscatto dei contributi
QUALI SONO I PERIODI DA RICHIEDERE
Anticipare la data di pensionamento e incrementare l’importo della pensione. Sono questi i due effetti, peraltro congiunti, che insieme alla deducibilità fiscale dell’onere, costituiscono i parametri utili per valutare e decidere se e quando richiedere il riscatto contributivo dei periodi previdenzialmente non coperti. Si va dal corso di laurea, al lavoro all’estero al servizio civile, ma rientrano anche alcune assenze facoltative per maternità se poste al di fuori del rapporto di lavoro, o di congedo per assistere un disabile. Esistono poi alcune specifiche tipologie di contribuzione per le quali avviene l’accredito figurativo valido però ai soli fini del diritto alla maturazione della pensione: in questi casi il riscatto potrà essere invocato per far valere gli stessi anche per la misura numeraria dell’assegno pensionistico. Possono esercitare tale facoltà i lavoratori dipendenti, anche se iscritti a fondi speciali, gli autonomi, gli iscritti alla gestione separata sia Co.co.co sia professionisti.

I Collaboratori coordinati e continuativi possono in particolare riscattare i relativi periodi se antecedenti al 1° gennaio 1996, fino a un massimo di cinque annualità, se per detti lassi di tempo non abbiano copertura contributiva. Importante, dal 1° gennaio 2008, il solo riscatto degli anni di laurea, è consentito ai giovani laureati, anche senza lavoro e non iscritti a forme previdenziali: la deducibilità dal reddito del contributo può spettare in alternativa ai familiari che li hanno fiscalmente a carico. Gli oneri previdenziali da riscatto si possono corrispondere in unica soluzione, entro 60 giorni dalla richiesta, o a rate, con un massimo di 60, tranne per la laurea, per la quale possono arrivare a 120. Niente rateizzazione a chi è già titolare di pensione o se i contributi riscattati debbano essere immediatamente utilizzati per l’erogazione di un trattamento di quiescenza. Riscattare subito gli anni di laurea – si suggerisce – conviene almeno per due motivi. Il primo legato al calcolo che viene elaborato, tenendo conto oltre che dell’età dell’iscritto e del numero di anni oggetto della istanza, anche dello stipendio percepito al momento della presentazione. Quindi quasi sempre si tratta di un importo basso che, nel caso in cui il giovane non sia ancora occupato, viene sostituito dal minimale imponibile per artigiani e commercianti. Il secondo deriva dal fatto che nell’ipotesi di pagamento rateale, il contributo (che rimane fisso) si svaluta a causa dell’aumento del costo del denaro. Va detto che è possibile riscattare solamente gli anni del corso legale di laurea, e che, ancorché sia possibile scegliere se riscattare tutto il corso o singoli periodi, chi non ha concluso gli studi non potrà avvalersi di questa facoltà.

Anche i periodi di servizio civile volontario avviati dal 1° gennaio 2009 sono riscattabili, in tutto o in parte, a domanda dell’assicurato (che, si ricorda, va inoltrata esclusivamente in modalità telematica). Questo a condizione che sussista almeno un contributo obbligatorio nella gestione pensionistica in cui il riscatto viene richiesto e che non siano già coperti da contribuzione. Idem per le assenze facoltativa per maternità, se intervenute fuori del rapporto di lavoro, e per i periodi di congedo richiesti per prestare assistenza o curare familiari inabili che possono essere oggetto di riscatto se il richiedente può vantare 260 contributi settimanali versati. Mentre i periodi di impiego nelle attività di lavori socialmente utili, per i quali viene erogato il relativo trattamento economico, fino al 31 luglio 1995 sono coperti da contribuzione figurativa utile ai fini del conseguimento del diritto a pensione e ai fini della determinazione della misura della medesima prestazione. Ma, siccome a partire dal 1° agosto 1995, i periodi di lavoro socialmente utili per i quali continua a essere corrisposto il relativo assegno, sono efficaci ai soli fini dell’acquisizione dei requisiti assicurativi per il diritto alla quiescenza. Gli stessi, pertanto, possono essere riscattati direttamente o dai familiari superstiti ai fini pensionistici per la misura della pensione. Infine, l’’attività lavorativa all’estero che può essere riscattata soltanto se il lavoratore abbia svolto una pratica lavorativa in un Paese non convenzionato con l’Italia, anche nei casi in cui questi lassi di tempo siano stati assicurati presso lo stato straniero e nell’ipotesi si sia percepita una pensione per essi. L’interessato deve essere cittadino italiano al momento di presentazione della domanda di riscatto e deve avere i documenti idonei a comprovare l’effettivo espletamento dell’impiego avvenuto.

Carlo Pareto

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