domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Presentato ddl su segnalazione erronea
Pubblicato il 04-12-2015


banche usuraDopo un importante lavoro di squadra, con l’Atto numero 2136 del Senato della Repubblica, il 17 Novembre è stato depositato il disegno di legge “disposizione sulla segnalazione erronea alla centrale rischi”. In un campo disseminato da soprusi e ingiustizie da parte nostro sistema bancario nei confronti dei cittadini socialmente più fragili, oggi possiamo affermare di aver gettato il “seme” della giustizia finanziaria. Si tratta di un testo su cui Interessi Comuni ha lavorato con impegno, ma soprattutto con passione: questo a seguito delle migliaia di testimonianze ascoltate e raccolte tra cittadini frustrati, mortificati e, per lo più, ridotti a scegliere se delinquere o uccidersi. Sì, perché dall’inferno della centrale rischi non c’è modo di uscirne se non con l’aiuto della giustizia.

Una possibilità, un’opportunità, che speriamo possa accendere la luce di una nuova speranza per tutte quelle donne e quegli uomini a cui è stato vietato l’ingresso in banca e perfino di usare i soldi di “plastica” (carte di credito), oggi indispensabili per poter avere accesso alla “vita”. Un’ingiustizia, quella della centrale rischi, a cui dobbiamo porre rimedio senza indugio: le segnalazioni erronee devono essere punite! Questo, infatti, in buona sostanza è lo spirito dell’articolo, affinché gli istituti di credito del nostro Paese non godano più di quell’immunità che consente loro di agire senza limiti. E’ ora di fare giustizia all’ingiustizia, di dare una nuova possibilità  a tutte quelle donne e uomini (soprattutto cinquantenni) che a causa della crisi finanziaria sono usciti dal mondo del lavoro e, stante le cose, non vi rientreranno più. Seguiremo dall’interno il percorso parlamentare della nostra legge, con il vivo auspicio che possa essere condivisa dal maggior numero di senatori e da quella politica non politicante che dimostrerà con i fatti l’interesse e la preoccupazione per un mondo in cui forse tornerà a crescere il PIL ma non certo l’occupazione. L’esclusione dal credito e dalla possibilità di possedere un bancomat, l’accanimento con cui vengono segnalate alla centrale rischi centinaia di migliaia di persone spingono verso l’illegalità un numero crescente di aziende, negozi, imprese e liberi professionisti. Abbiamo letto alcune statistiche che fanno inorridire: si riferiscono a milioni di persone che si sono legate, in un modo o nell’altro, ad organizzazioni malavitose. Ma i banchieri conoscono le conseguenze del loro operare? La scorsa settimana noi di Interessi Comuni abbiamo partecipato al convegno di AAVB e ascoltato con interesse le parole del Prof. Ferruccio Bresolin, già Ordinario di Politica Economica presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia; nel suo intervento Bresolin ricordava come l’un per cento degli americani possieda la maggior ricchezza del loro Paese; nel nostro Bel Paese le cose non stanno diversamente, se si considera che il dieci per cento degli italiani ha saldamente in pugno tutta l’economia della penisola. Dunque non possiamo più aspettare, né avere indugi. Questa legge deve essere approvata velocemente per stemperare un clima che diventa sempre più incandescente. Dobbiamo vietarci di dimenticare che la tutela della persona, oltre a porre una questione etica, è un diritto sancito dalla costituzione.

Angelo Santoro e Enrico Buemi

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