sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Sandro D’Agostino:
Proposta per il Congresso
di febbraio
Pubblicato il 07-12-2015


Tra qualche settimana dovrebbe tenersi il Congresso Nazionale del PSI. Com’è ampiamente noto, in questa fase, il Partito è scosso da tensioni e malumori sempre più preoccupanti. Tutti insieme dovremmo fare uno sforzo per assicurare alla nostra comunità maggiore coesione e responsabilità, tuttavia l’impressione è che, negli anni, si siano stratificati dissapori difficili da gestire nell’immediato.

L’organizzazione del Congresso prevede una serie di atti propedeutici alla formazione dell’assemblea dei delegati, ai quali sarà poi affidato il compito di eleggere il nuovo Segretario del Partito. Io vorrei lanciare, dalle colonne dell’Avanti!, ritornato ad essere importante luogo di confronto per tutti i socialisti, una semplicissima proposta: mettere da parte il sistema dei delegati e convocare un Congresso Nazionale aperto a tutti gli iscritti alla data del 31 dicembre 2015.

Mi rendo conto che l’attuazione di questa proposta richiederebbe uno sforzo organizzativo ciclopico e, probabilmente, una modifica dello Statuto, tuttavia avrebbe una serie di ripercussioni positive sul Partito. Innanzitutto, spazzerebbe via, di colpo, eventuali scontri all’orizzonte nella fase di designazione dei delegati, in secondo luogo responsabilizzerebbe e coinvolgerebbe tutti i compagni come mai prima d’ora. Un mega Congresso Nazionale darebbe enorme risalto all’evento anche sui media, lanciando un segnale di fiducia e vitalità del socialismo italiano. Infine, si tratterebbe di una prova di democrazia diretta all’interno di un partito politico, quella stessa democrazia diretta di cui si avverte sempre più il bisogno, visto il crescente clima di sfiducia e disaffezione dei cittadini nei confronti della politica e delle Istituzioni. Aggiungo che, a mio avviso, sarebbe utilissimo aprire un canale di dialogo con i compagni del nuovo PSI, al fine di tentare di celebrare un congresso unitario, in chiave di riunificazione di tutti i socialisti, anche allo scopo di tentare di raggiungere e superare la fatidica soglia di sbarramento al 3% alla Camera dei Deputati, prevista dall’odiosissimo Italicum di renziana fattura.

Fraterni saluti
Sandro D’Agostino

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Commenti all'articolo
  1. Carissimo Sandro
    Una settimana fa avevo lanciato la proposta per la Mozione congressuale “Unità Socialista”.
    Non essendo un esperto di procedure ma comprendendo i tempi tecnici per la sua realizzazione avevo indicato di spostare il Congresso a dopo le amministrative della Primavera 2016. La tua analoga sollecitazione per un Congresso dallo spirito unitario mi trova consenziente al 100% come tutti i tentativi orientati nella stessa direzione.
    Aggiungevo: L’ antica Roma per salvare i valori della Repubblica costituì il “Triunvirato”. Oggi Quello potrebbe essere politicamente rappresentato nella Mozione unica di “Unità socialista” con i tre rappresentanti delle attuali componenti del PSI coordinate da un Presidente identificato in una figura storica del vecchio PSI come ad esempio Intini o Martelli.
    Il mio appello era: rispetto alla fretta di una resa dei conti, per uscire lacerati dalle attuali divisioni, potremmo tentare un approdo unitario??
    Per salvare non solo il PSI ma il futuro del Socialismo italiano è utopistico tentare una soluzione unitaria superando con una modifica i codicilli di uno Statuto ??
    Carissimo Sandro: io sono convinto che se lo potessero, la maggioranza dei socialisti sia iscritti o meno si renderebbero disponibili per una soluzione unitaria.
    Un abbraccio fraterno da Nicola Olanda

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