martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Nicola Olanda:
Proposta per nuova
mozione Congressuale
Pubblicato il 04-12-2015


Finalmente qualche vecchio socialista di buona volontà come Caldoro, esprime la volontà di iniziare ad abbattere gli steccati tra i socialisti che in chiave anticomunista si erano schierati nel centrodestra con Berlusconi e coloro, come noi, che fedeli ad una collocazione storica nella Sinistra si erano schierati nel Centro Sinistra.

Bene ha fatto Nencini a raccogliere l’invito e a ad accettare la sfida per competere alla riuscita di questo Progetto sulla base di una visione moderna del Riformismo adeguata alla società globalizzata del ventunesimo secolo.
Finalmente si comincia a ragionare in una visione di superamento della diaspora socialista!!!
Alcuni anni fa il tentativo di una Costituente socialista era fallita, ma gli impedimenti erano evidenti: Berlusconi era ancora forte e vegeto ed il PD non riusciva ad avere il coraggio di aderire al PSE e dichiarare in tal modo il suo abbandono dalle aree ex comunista ed ex democristiana.
Il PD, più che un nuovo Partito in cui si mescolavano differenti culture, ha finito per assumere la fisionomia dell’unione di oligarchie ex comuniste ed ex democristiane. Oggi che Renzi ha aderito al PSE esprimendo dopo nemmeno un anno la proposta di togliere la parola socialista dal PSE, abbiamo un PD che invece di convertirsi al Socialismo, come poteva far supporre la conversione definitiva degli ex comunisti, il PD è diventato un Partito prevalentemente democristiano guidato da Renzi, di chiara ed evidente cultura democristiana, che ha costretto esponenti della sinistra interna ad abbandonare il PD e a rendere ininfluenti gli ex comunisti che per principio e tradizione non desiderano abbandonare la Ditta.

Quell’Autonomia dei Socialisti assieme alla nostra presenza nelle Istituzioni che tutti noi rivendichiamo, è opportuno che aldilà dei desideri, la caliamo nella realtà confrontandoci con la nuova sciagurata legge elettorale e con la propensione che gli italiani hanno ormai espresso verso un sistema bipolare, ma non bipartitico, che significa che con il sistema bipolare gli italiani vogliono continuare ad essere rappresentati proporzionalmente in base alle loro culture, valori e visione della Società.
Oggi quindi le condizioni per una nuova Costituente socialista mi sembrano che siano più favorevoli e potrebbero avere successo se percorse con impegno e guidate da uomini e donne intenzionate a rimuovere dal nuovo percorso vecchie ruggini ed ambizioni personali (comunque limitate nel panorama politico perché espressione del nostro zero virgola). Il primo passo potrebbe essere la formazione di un Gruppo di Lavoro aperto all’Area laica, socialista e di sinistra liberale e riformista a cui venga affidato il compito di :

•  formulare le Regole per la nuova Costituente socialista
•  redarre uno Statuto
•  elaborare la Bozza di un Programma rivolto ad un nuovo Modello di sviluppo in grado di affrontare il superamento della Società Postindustriale con dei contenuti che siano in grado di venire incontro ai meriti ed ai vecchi e nuovi bisogni dell’attuale Società globalizzata della Conoscenza.

La Mozione che propongo per il prossimo Congresso del nostro Partito è pertanto: “Unità Socialista”.
Le due attuali componenti che si definiscono Rinascimento ed Area Socialista assieme alla Componente attualmente maggioritaria, se animate effettivamente da spirito unitario, potrebbero riconoscersi nella costruzione di questa unica Mozione di “Unità Socialista” i cui contenuti dovrebbero derivare dalla Sintesi prodotta dal Gruppo di Lavoro della Costituente Socialista. Considerando i tempi necessari al Gruppo di lavoro, il Congresso da Febbraio sarebbe da spostare a dopo le Amministrative. Rispetto alla fretta di una resa dei conti, per uscire lacerati dalle attuali divisioni, potremmo tentare un approdo unitario??
La Roma antica per salvare i valori della Repubblica costituì il “Triunvirato”. (Oggi potrebbe essere politicamente rappresentato nella Mozione unica di “Unità socialista”, dai tre rappresentanti delle componenti del PSI coordinate da un Presidente identificato in una figura storica del vecchio PSI come ad esempio Intini o Martelli)
Per salvare non solo il PSI ma il futuro del Socialismo italiano è utopistico tentare questa soluzione ??

Sarò un ingenuo ma mi sentirei più a mio agio se mi definiste un utopista. Ma i primi socialisti che volevano edificare una Società in cui le disuguaglianze, la solidarietà, la libertà espressa dai diritti civili fossero gli obiettivi su cui lottare non erano degli utopisti ??? Ripartiamo dallo spirito progettuale e costruttivo delle origini, rivendichiamo e lottiamo nella Società per affermare i nostri valori e la nostra Identità.
Se saremo sinceri, uniti e conseguenti nelle nostre proposte, se sapremo esprimere un gruppo dirigente e un Leader carismatico a cui affidare il futuro che abbiamo delineato, sono sicuro che gli italiani torneranno a dare la loro fiducia ai Socialisti.
E’ un percorso impegnativo, difficile e non breve per vederne la meta, ma è l’unico che può permetterci non di sopravvivere ma di resuscitare. Di fronte ad una simile impresa sarebbero prima di tutto i Giovani ad essere interessati e a seguirci per l’edificazione di questa Società liberal socialista. Noi che ormai in maggioranza abbiamo troppe primavere, diamoci concretamente da fare per avviare i lavori invece di continuare a farci del male!!!
C’è qualche lettore dell’Avanti! che vi vuole aderire??? Je suis socialiste

Nicola Olanda

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Commenti all'articolo
  1. Al giorno d’oggi, con la fine dei partiti identitari, il poter esprimere “un Leader carismatico a cui affidare il futuro” è probabilmente l’unico modo, per una forza politica, di trovare il giusto livello di convivenza interna, superando o contenendo vecchie ruggini ed ambizioni personali, e poter nel contempo “sfondare” sul piano elettorale.

    Ma la caratura di un Leader non può essere decisa dagli iscritti, o quantomeno non soltanto da loro, ma va soprattutto riconosciuta da parte del potenziale elettore, cioè da chi potrà eventualmente votarlo.

    Anch’io sono d’accordo che si debba guardare in modo particolare ai “Giovani”, i quali sembrano peraltro maggiormente interessati alla figura del “Leader”, mentre chi ha sulle spalle “molte primavere” è forse più orientato a tener conto anche dei programmi, o meglio della impostazione o linea che si vuole imprimere ad un nuovo “corso politico”, e questo vale in primo luogo per i “vecchi” socialisti, che hanno sperimentato tutto il percorso della diaspora e sono quindi piuttosto collaudati.

    Penso poi che da parte di questi ultimi non vi sia, salvo le normali e fisiologiche eccezioni, alcuna volontà di “continuare a farci del male”, anche perché sarebbe inutilmente autolesionistico, ma una differente visione delle cose – vuoi in termini di alleanze, ma anche sul come intendere il socialismo liberale – iniziata negli anni del dopo Tangentopoli e non so fino a quanto componibile.

    Lo dico per non venir meno alla franchezza, ma ciò non significa affatto che non si debba tentare una riunificazione, la quale dovrebbe essere comunque ben preparata e “scandagliata” per non rivelarsi poi una operazione di pura facciata, destinata quindi al fallimento, così da allontanare ancora di più il potenziale elettore.

    E la “preparazione” potrebbe avere intanto una delle sue fasi nella prossima tornata amministrativa, come in altre occasioni mi è già capitato di dire, perché sul piano locale .l’intesa tra i pezzi della “diaspora” mi pare più facile, e potrebbe anche essere il modo per capire quanto i “Giovani” siano interessati a condividere e sviluppare la “Unità Socialista”, due parole che se non ricordo male avevano già accompagnato il Garofano nel simbolo del vecchio PSI.

    Paolo B. 05.12.2015

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