venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Putin contro tutti: minaccia la Turchia e loda Trump
Pubblicato il 17-12-2015


putin conferenza stampaQualcuno lo ha definito il “Putin show”, la conferenza stampa di fine anno del Presidente russo, Vladimir Putin, a cui hanno partecipato 1400 giornalisti. Dalla fredda Mosca il Presidente russo non ha mancato di toccare e anticipare i “temi caldi” tra geopolitica ed economia.

La freddura sulla Turchia
Il primo nervo scoperto più atteso da tutta la stampa è quello che riguarda le controversie tra Mosca e Ankara, Putin non nasconde di aver messo una bella croce sopra a Erdogan, dopo l’abbattimento dell’aereo SU24: “Non vedo prospettive di miglioramento delle relazioni, non riusciamo ad avviare un dialogo”. Secondo il presidente sarebbe bastata anche una telefonata di scuse e invece il presidente turco è corso “a chiedere aiuto alla Nato”. Putin non manca di rincarare la dose sull’accaduto e alla domanda di un giornalista: “Secondo lei c’è uno stato terzo dietro l’abbattimento del SU-24 russo da parte turca?”, Putin risponde senza remore:
“Capisco il vostro riferimento. Se qualcuno in Turchia ha deciso di leccare gli americani in un determinato posto, non lo so”. Putin sulla Turchia ha inoltre ricordato che “prima l’aviazione turca violava continuamente lo spazio aereo siriano, che provino a volare adesso”, ha detto infatti il presidente russo, elencando le misure di difesa missilistica dispiegate in Siria dopo la vicenda costata la vita a uno dei piloti, respingendo la versione turca di “un errore” dietro l’abbattimento dell’aereo russo.

La democrazia siriana
Per quanto riguarda la Siria invece Putin ha ribadito che “l’unica soluzione è di natura politica. Prima o poi ciò avverrà”, sottolineando che “solo il popolo siriano può decidere chi e con quale forma dovrà governarlo”.
“Appoggiamo la decisione degli USA – ha puntualizzato Putin – di scrivere una relazione al Consiglio di Sicurezza dell’ONU sulla soluzione del conflitto in Siria, per cui il segretario di stato Kerry è venuto in Russia. Questo ci dà l’idea del fatto che USA ed Europa sono seriamente preoccupati di ciò che succede nel Medioriente”.

L’Ucraina in mano agli stranieri
Se da un alto Putin ha tentato di rassicurare sulla pace nel Donbass sostenendo: “Siamo favorevoli alla risoluzione del conflitto nel sud-est ucraino ma non attraverso l’eliminazione fisica di tutti gli abitanti del Donbass”. Precisando inoltre che in Donbass “possono esserci dei cittadini russi coinvolti nell’esecuzione di alcuni compiti militari”. Dall’altro lato però non ha mancato nemmeno stavolta di dare una frecciatina agli Usa: “A Saakashvili (georgiano, filoamericano, governatore della regione ucraina di Odessa, ndr) hanno dato un visto lavorativo in USA e poi l’anno mandato in Ucraina. E come se gli avessero detto ‘Non soltanto vi governiamo. Ma vi mandiamo anche chi vi governa, perché voi non siete in grado di farlo da soli’. Su 45 milioni di persone non si riescono a trovare 10 o 15 persone in grado di governare? Questo è uno sputo in faccia al popolo ucraino”. Sul problema economico della questione ucraina e la fine degli accordi di Minsk previsti per la fine del mese, Putin ha tirato corto: “Siamo costretti a escludere l’Ucraina dallo spazio economico comune della CSI”.

L’occhiolino a Trump
Oltre alle questioni cruciali, è saltato all’occhio della stampa estera la simpatia del presidente russo per il neo candidato alle presidenziali Usa, Donald Trump: “Non è affare nostro discutere delle sue virtù e dei discorsi che usa per aumentare la sua popolarità, ma è il leader assoluto della corsa alla presidenza, un uomo brillante, di talento, senza dubbio”.

Maria Teresa Olivieri

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