martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Quel pensionato suicida
Pubblicato il 10-12-2015


Più volte su questo giornale sono stati trattati i temi del rapporto tra il potere della banche e i cittadini. L’associazione Interessi comuni ha un suo spazio sull’Avanti e nel Psi, mentre in tutta Italia sono state promosse iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica, il parlamento e il governo sulla necessità di una svolta. Sono state presentate dai senatori socialisti due proposte di legge (sui guadagni bancari attorno ai fallimenti e sulla centrale rischi, ove se uno entra più non esce, con nefaste conseguenze per la sua attività di lavoro). Alla conferenza programmatica anche di questo ho voluto parlare nella mia relazione come di una questione, al pari del gioco d’azzardo, di forte impatto e caratterizzazione del nostro partito.

Adesso siamo di fronte a due nuovi provvedimenti assai discutibili e dalle conseguenze ancora più negative per il cittadino risparmiatore. Il primo riguarda il recepimento senza obiezione alcuna di una direttiva della Ue che imporrebbe alle banche in fallimento, o anche solo in crisi, di potersi rivalere sugli azionisti, sugli obbligazionisti e perfino sui correntisti con più di centomila euro, evitando o contenendo il soccorso pubblico. Legato a questo provvedimento, così pare, ma Bruxelles lo nega, il decreto governativo per l’aiuto alle quattro banche in seria difficoltà col quale si tutelano i correntisti, ma si affossano gli obbligazioni e gli azionisti. Il provvedimento risale alla fine di novembre.

E al 28 novembre risale il suicidio del pensionato che aveva perso tutto il suo risparmio versato alla Banca dell’Etruria e del Lazio. Nessuno gli aveva parlato di rischi. Le obbligazioni erano garantite. E qui sta il punto. Se una banca rischia è giusto che, poiché si vuole far pagare il conto anche a chi ha obbligazioni garantite e conti correnti, i risparmiatori vengano messi a conoscenza della situazione. Non conoscono i bilanci, non conoscono i movimenti bancari, nessuno parla loro della possibilità di perdere il capitale investito. Anzi, spesso, per non dire sempre, chi ha il rapporto col pubblico e parliamo di dirigenti e funzionari della banca, ma a volte di semplici impiegati, tiene sempre a rassicurare il cliente senza far presente l’esistenza di rischio alcuno. E il cliente, spesso una persona senza particolare cultura in materia, si fida.

La banca assume questo comportamento perché il cliente non si rivolga ad altre banche. Lo fa perché in quegli investimenti la banca ci guadagna e adesso potremmo aggiungere che, dopo il provvedimento che è passato al Senato e non ancora alla Camera, lo farà perché parte del peso degli errori bancari viene scaricato direttamente sul risparmiatore. Quel che emerge oggi dalla nuova situazione è la necessità, da un lato, di cambiare subito il provvedimento governativo e spero che i nostri parlamentari si facciano sentire a tale proposito affinché gli obbligazionisti che hanno ricevuto assicurazione sulla garanzia dell’investimento vengano rimborsati in toto o almeno in parte, e poi, da qui in avanti, occorre introdurre nuove modalità nel rapporto tra banche e investitori e correntisti affinché nessuno possa rivolgersi a chicchessia, senza fare presente i rischi di un investimento e la situazione in cui versa la banca.

Come scrive sul Corriere di oggi Nicola Saldutti a proposito dei 130mila risparmiatori delle quattro banche (Casse di Risparmio di Ferrara e Chieti, Cassa Marche e Popolare dell’Etruria) “i prospetti informativi non erano chiari? Chi vigilava poteva fare di più? Queste banche hanno collocato titoli al di là dei rischi che i clienti potevano assumersi? Sarebbe utile che questi punti venissero chiariti con una certa fretta. Non è necessario scomodare la Costituzione, che tutela il risparmio. Ma neppure ignorarla del tutto”. Ah, già la Costituzione. E ad essa che si rivolgono le associazioni dei consumatori. Con la speranza che su questo punto non sia stata nel frattempo cambiata.

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Commenti all'articolo
  1. Davanti ad un gesto estremo come il suicidio, ci dobbiamo fermare un attimo, riflettere e fare le condoglianze alla famiglia. Io personalmente non sono un ammiratore del governo Renzi, ma in questo caso credo che abbia fatto il possibile per salvare la situazione prima dell’entrata in vigore della direttiva europea che dal 1° gennaio prossimo regolerà i default bancari. Le obbligazioni subordinate lower tier 2, in caso di fallimento dell’istituto che le ha emesse contribuiscono come le azioni alla perdita del capitale questo dice la legge, non era mai successo in Italia ma così dicono i regolamenti.
    Ma il problema è un altro, vai a veder come sono state vendute queste obbligazioni, se i sottoscrittori sono stati informati dei rischi ce correvano, che cultura finanziaria avevano, io penso che la maggior parte di questi poveretti sono stati raggirati anche in buona fede dai bancari, perché le banche avevano interesse a vendere questi prodotti e i dirigenti premevano sugli impiegati perché lo facessero, e poi c’era il detto che le banche in Italia non falliscono mai , arriva qualcuna più grande che le compra e si salvano, questa volta non è andata , così e non sarà più così, attenzione non è finita qui perché ce ne sono due altre di grosse dimensioni molto pericolanti, e una decina di piccole banche del credito cooperativo, tutte già individuate. è una cosa ingiusta ma non sarà più così .
    Quando succedono queste cose poi la gente si domanda:” ma come mai lo stesso trattamento non è stato fatto per gli obbligazionisti subordinati di MPS.”? la risposta è semplice( too big to fail )detto tra noaltri troppo grossa per fallire.
    Per cui ( consentitemi di fare un po’ di sano populismo anch’io), il governo a mio avviso , deve sanare questa situazione, non con una azione umanitaria come dice Padoan ,ma con il rimborso totale a questi sfortunati risparmiatori, in che modo? dove si trovano 700 milioni? io un idea ce l’avrei, compriamo un f 35 in meno e una motovedetta da guerra in meno forse ce la faremo, senza aumentare il deficit dello stato.
    p.s la politica ha la memoria corta, Berlusconi, dice che il governo non ha vigilato, quando nel 2007 MPS comprò Banca Antonveneta svenandosi chi era al governo? chi doveva controllare allora?

  2. Quando era ancora in vita l’avvocato Agnelli, nei confronti della Fiat si socializzavano le perdite e si privatizzavano gli utili. Ora il beneficio del trattamento relativo alla socializzazione delle perdite viene riservato alle Banche mentre agli inermi risparmiatori e alle piccole imprese viene riservato di finire sul lastrico.
    Prima che venissero promulgate dalla UE le nuove regole (mi sembra definite con il Bail In) il cui funzionamento Mauro ci ha chiaramente spiegato, l’Italia ha contribuito con 60 Miliardi di euro a salvare numerose banche tedesche, olandesi, irlandesi e di altri Paesi europei. Adesso che l’Italia avrebbe bisogno di un aiuto di reversibilità non è più possibile attivare questa clausola di salvaguardia.
    Ora ci sono alcuni pericoli da evitare e alcune azioni da intraprendere verso i Responsabili e le responsabilità di questa situazione di sofferenza e di tutela futura dei risparmiatori e dell’economia del nostro Paese.
    Alcuni pericoli da evitare.
    1. E’ necessario che gli atti criminogeni di alcuni dirigenti di queste Banche interessate non si trasformino in un discredito generale del Sistema bancario italiano. Una fuga dettata dalla paura dal risparmio di accumulo o da quello destinato al sostegno degli investimenti alle nostre imprese, sarebbe disastroso per la nostra economia già sofferente per altre cause di Sistema. Peggio ancora andrebbero le cose se gli italiani pensassero di dirottare i loro risparmi verso banche estere ritenendole più sicure. Non dimentichiamo che sono state queste banche a determinare in senso speculativo l’innalzamento del nostro spread con i danni sui risparmiatori italiani e le nostre finanze pubbliche che noi tutti conosciamo e ancora paghiamo.
    2. È necessario che il sistema dell’informazione non si faccia mettere il silenziatore dagli interessi dei loro Editori legati al Sistema finanziario e alle varie clientele politiche. Casi del passato come Cirio e Parmalat che non dovevano più ripetersi, sono stati invece smentiti dal caso della Banca Antonveneta e del Monte Paschi per citare i più recenti. Ciò è successo e continua a succedere in quanto il sistema dell’Informazione ha fatto il Ventriloquo delle Banche e di alcune clientele politiche. L’Informazione ritorni pertanto ad essere il Terzo potere effettivo a tutela della trasparenza delle informazioni da garantire ai cittadini.
    Alcune azioni da intraprendere:
    1. Innanzitutto l’accertamento delle Responsabilità individuali verso i Dirigenti e relativi collaboratori delle quattro banche, e l’applicazione delle clausole risarcitorie di tipo economico e penale nei loro confronti.
    2. La messa in luce con i relativi provvedimenti nei confronti degli Organismi di controllo quali Bankitalia e Consob e se necessario una Commissione parlamentare d’inchiesta per approfondire gli illeciti sui controlli del passato e misure legislative per rafforzare per il futuro le tutele verso il mondo del Risparmio e delle Imprese.
    3. Azioni del Parlamento in sostegno del Governo nei confronti dell’Europa per revisionare gli attuali meccanismi del Bail In e collegati.
    4. Un Fondo statale accompagnato da un più adeguato fondo del sistema bancario per risarcire i risparmiatori e le imprese effettivamente truffate. L’intervento deve avere dei tempi di realizzazione molto brevi affinchè le sofferenze non diventino oltremodo drammatiche. Tra le misure risarcitorie prendere in esame anche la possibilità di trasformare parte delle sofferenze di questi cittadini ed Imprese in Azioni delle stesse banche risanate a seguito del loro reinserimento nel circuito delle Good Bank.
    5. Potenziare il fondo di mutuo soccorso interno del Sistema bancario italiano. Occorre ricordare alle Banche che sono venute meno ai loro doveri istituzionali quando le decine di miliardi che la Banca europea a guida Draghi ha loro elargito per aiutare le piccole e medie Imprese, sono state in gran parte utilizzate per proteggere i loro titoli in portafoglio o per speculazioni finanziarie fra cui queste” Obbligazioni derivate” che hanno rappresentato la rovina di questi piccoli risparmiatori.
    6. Semplificare e rendere chiare le note informative quando i clienti sottoscrivono la tipologia deilla destinazione dei loro risparmi
    7. Pubblicizzare in modo più efficace gli esiti dei controlli sulle banche da parte degli Organismi di sorveglianza
    8. Differenziare la regolamentazione tra le grandi banche e le piccole che sono strutturate per agire a beneficio dei Territori
    Come PSI oltre a sollecitare le azioni legislative individuate in Parlamento chiediamo all’Associazione “Interessi Comuni” di mettersi a disposizione a nome dei Socialisti per dare assistenza professionale a tutti coloro che abbiano la necessità di una tutela giudiziaria. Valutare se come Associazione esistano le possibilita e l’opportunità per una Class Action da parte dei risparmiatori nei confronti di Bankitalia, Consob ed ABI.
    Questo è il mio modesto contributo di lettore dell’Avanti.
    Je suis socialiste

  3. L’analisi del Direttore ni fa venire in mente una domanda: in nome della trasparenza, si potrebbe avere chiarezza sulla destinazione dei fondi salvabanche? Si potrebbe avere quadro preciso e dettagliato cin l’indicazione dei beneficiari?

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