martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Rai, dalla lottizzazione
al monocolore
Pubblicato il 28-12-2015


E’ considerato tutto “normale”.Ormai il conformismo dilagante,anche della grande stampa,è impressionante. E non sorprende (e non scandalizza )che non 5 Stelle,non la sinistra del Pd,non la “Sinistra italiana” e neppure la Lega di Salvini abbiano scelto, sulla cosiddetta “riforma della Rai”, il silenzio o semplicemente il ricorso a generiche critiche. Ha colpito di più Silvio Berlusconi che ha parlato di “regime”. L’anziano cavaliere ( o ex, fate come volete) ha indossato i panni dei radicali di un tempo,ed ha condannato lo scandalo di un servizio pubblico radiotelevisivo gestito da un solo uomo,l’amministratore delegato. In altre parole,il presidente,il Consiglio d’amministrazione (nominato secondo la vecchia regola lottizzatoria: tanto alla maggioranza,un po’ meno all’opposizione,sempre divisa e litigiosa ,e uno agli amici,come Paolo Messa,”patron” di Formiche,un giornale online diretto da uno scudiero fedele che può far comodo al premier). Il nuovo Cda non conterà più nulla ,una sorta di Cnel (ora finalmente abolito) che esprime pareri che nessuno prenderà in considerazione e neppure la Commissione parlamentare di vigilanza avrà più alcun peso,anche perché la maggioranza dei consiglieri verrà eletta direttamente dal parlamento.

Giustamente faceva notare Pierluigi Battista (“Corriere della Sera” di ieri): “E’ bastata una presidenza nella Commissione parlamentare di vigilanza della Rai ,un organismo plumbeo da paese del socialismo reale ai tempi dell’Urss,per invitare i seguaci di Grillo a sedersi sulla tavola imbandita del sottopotere di viale Mazzini”. Come dar torto a Battista ? Ora un uomo solo può decidere sui programmi delle tre reti principali (ma anche delle altre),può firmare contratti con cifre stratosferiche,può nominare ,senza consultare nessuno,i dirigenti di tg e delle reti. Un “grande dittatore” che non deve rispondere a nessuno,tranne che al premier (anche se la legge non lo prevede esplicitamente). Non vi sembra sconcertante tutto questo ? Se qualcosa del genere fosse stato fatto in passato,non dico da Berlusconi,ma anche da Monti e persino da D’Alema vi sarebbero state le manifestazioni di piazza a Saxa Rubra,in via Teulada e in viale Mazzini ,dai sindacati e dall’Usigrai. E,invece,tutto tace. La Rai è stata beneficiata di un incremento delle entrate di ben 420 milioni di euro col canone obbligatorio inserito nella bolletta .E quindi perché lamentarsi ? Nessuno però ci ha ancora spiegato come sarà utilizzata questa gigantesca risorsa. Il silenzio è sovrano sulla qualità dei programmi e sulle finalità del “nuovo” servizio pubblico.In questi giorni la fibrillazione interessa solo la prossima nomina dei direttori. Il “negoziato” è in corso da tempo. Non vi preoccupate questa volta sarà sicuramente più facile,perché i candidati non saranno eletti in base ai meriti ,come tutti auspicano ,ma -come come suggerivano in passato i partiti- in base al tasso di fedeltà “ alla causa” o meglio al premier e ai suoi amici .In altre parole,la lottizzazione di un tempo è ormai un lontano ricordo,anche se certo non mancano i nostalgici,anche perché quella lottizzazione è diventata di fatto un “monocolore”.

Quali dirigenti sono più a rischio ? Quelli della radiofonia ( i più deboli ,anche politicamente),i capi del Tg1 e del Tg3 ,quelli delle tre reti ? Chi ancora persevera nel seguire la vecchia guardia del Pci-Pds ? Chi critica troppo il “nuovo corso” o quei pochi liberali e socialisti che resistono nel rappresentare quella marginale cultura laica nel nostro paese ?

Aldo Forbice

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Commenti all'articolo
  1. Benvenuto Dott. Forbice.
    La seguivo nella bellissima trasmissione serale finche gliel’hanno consentito.
    Lei riusciva a mobilitare le più belle menti del giornalismo di allora ed il rissoltato era ecellente.
    Non e più così, ma cosa c’è in questa presuntamento pomposa II^ Repubblica, che merita di essere condiviso.
    Auguri vivissimi, oltre che per l’anno nuovo anche per quanto vorrà dare dei suoi contribiti.
    Giampaolo Mercanzin.

  2. Carissimo dottor Forbice
    Nella mia Regione, dalla caduta del Fascismo e con l’avvento della Prima Repubblica, la tessera del PCI/DS/PDS ed ora del PD continua ad essere la “Tessera del pane”. L’allergia dimostrata dall’attuale Premier verso le critiche di alcuni giornalisti e la proiezione sullo schermo della Leopolda della classifica delle testate dei quotidiani non graditi, fanno presagire che si siano avviate le Liste di Proscrizione per i giornalisti e per alcune testate dei quotidiani. Ho il timore che alla RAI possa verificarsi la stessa situazione e che la tessera del PD o una professione di fede possano diventare la Tessera del pane per chi desideri esercitare dignitosamente la professione o aspirare a qualche poltrona. Infatti, ho già notato che nella trasmissione l’Arena, il conduttore della RAI Gilletti, così solerte nel porre al dibattito il fatto in primo piano nella cronaca, per due settimane di seguito non ha sfiorato il tema sulla Banca Etruria e consorelle, mentre si è precipitato a organizzare un’intervista al dottor Renzi (con questo titolo, in quanto non eletto, il Premier veniva indicato in TV in un suo intervento in Parlamento). Analogo invito è stato subito riservato al Premier da Vespa su Porta a Porta. Secondo Lei siamo già in un Regime??
    All’Avanti ci salutiamo con “Fraternamente”.
    Mi è particolarmente gradito farlo anche con una “Voce libera” come Lei.
    Je suis socialiste

  3. Benvenuto Dottor Forbice,
    Le segnalo un tema che porto avanti da tempo. Riguarda gli italiani all’estero, che come saprà sono piu’ di 2 milioni in Europa e che continuano ad emigrare ogni anno, circa 70 mila. Ora questa emigrazione nuova è solitamente universitaria o comunque scolarizzata, con costi annessi dello Stato, e costitutisce una perdita secca ed un mancato guadagno per il Paese. Per non menzionare l’aspetto romantico della situazione, legato ai sentimenti ed alla rottura col suolo patrio. Al netto dei dottorandi e scienziati, parte importante ma numericamente non maggioritaria, cio’ che vedo in giro per l’Europa sono migliaia di professionisti intelligenti e di mondo che parlano lingue e masticano Europa o USA e non trovano spazio in Italia, stante l’evidente declino, familismo, provincialismo, nazionalismo e incipiente povertà della classe media. Ora il Governo da anni cerca di attrarre i cosiddetti “cervelli”, che poi sono gente comune come dicevo, con sconti fiscali, di cui in realtà si giovano in pochi. La verità è che non esiste un data base che raccolga tutti i dati dei professionisti all’estero, selezionandone i curricula per specializzazione, e soprattutto non esiste un sistema di “Quote Estero”, come per le quote rosa, che potrebbe per legge garantire un rientro a quelli che sono una risorsa fondamentale per energia e cultura, per un’Italia allo stremo delle forze. Chi scappa dall’Italia, volente o nolente, lascia dietro di se un deserto. Un Governo illuminato dovrebbe porre rimedio a questo dramma. O almeno un Parlamento potrebbe farlo con legge istututrice delle Quote Estero, canali preferenziali per reimmettere gli italiani all’estero nella società italiana, con beneficio di tutti.

  4. Bravo, bello! Ma se nessuno si ribella, sono parole al vento.
    Nessuno spiegherà alcunché e si tornerà ai bei tempi del “tutto va bene madama la marchesa”. Non dimentichiamoci mai che “chi pecora si fa il lupo lo mangia”.

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