martedì, 6 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

2015, UN BUON ANNO
Pubblicato il 29-12-2015


Renzi Conf stampa 2015Ha rivendicato l’operato del suo esecutivo, enumerato i successi, bacchettato le opposizioni interne ed esterne. E non poteva essere altrimenti. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi nella tradizionale conferenza stampa di fine anno, ha fatto l’elenco delle cose fatte e confermato qualche appuntamento futuro a cominciare dal referendum sulle riforme costituzionali. Slide alla mano, in due ore e mezzo abbondantanti di domande e risposte, Renzi ha elencato i ‘punti forti’ del suo mandato in un anno, il 2015, che è andato meglio del precedente e delle “nostre previsioni” e “lo dice la realtà dei fatti” perché quest’anno “ha visto in alcune delle principali sfide un segno che torna positivo”.

Riforme costituzionali
“Immaginiamo il referendum a ottobre 2016 e lì saranno i cittadini a dire se quelle riforme sono state imposte dall’alto o se le approveranno”, E “se perdo il referendum allora vuol dire che è fallita la mia politica”, lasciando intendere che considererà il referendum pro o contro renzi, una sua sconfitta personale e la conclusione della sua carriera politica. Un referendum, è bene ricordarlo, è obbligatorio quando l’approvazione delle modifiche costituzionali non avviene con i voti di due terzi delle Camere, e che si terrà nell’ottobre del prossimo anno. Una data slittata dalla primavera prossima dopo che il Governo ha scelto di rinviare l’approvazione dell’articolato nell’anno in corso – l’iter riprende a gennaio – per evitare prudentemente di farlo coincidere, visti i sondaggi, con le amministrative nelle grandi città.

Comunali a Roma
A questo proposito è arrivata un’importante precisazione sulle amministrative a Roma perché non ci sarà nessun rinvio, che pure era stato ventilato da esponenti del Pd, a cominciare dal capogruppo al Senato, Luigi Zanda, che si terranno regolarmente il prossimo anno: “Questo tipo di elucubrazione che esponenti 5 stelle hanno avuto modo di esprimere – ‘hanno talmente paura che rinviano le elezioni’ – è un’allucinazione, una visione allucinogena. A Roma si va a votare nel 2016, intorno al 10 giugno si voterà per il prossimo sindaco”.

Italicum
“Se il 2015 è stato l’anno delle riforme, il 2016 sarà l’anno dei valori” e poi anche un passaggio sull’Italicum la cui approvazione ha definito come “un capolavoro parlamentare”. Quanto ai sondaggi che danno un costante declino del Pd, rispetto alle europee, e della stessa popolarità del Presidente del Consiglio, Renzi ha affernato di non avere nessun timore: “Non mi interessano. ma sono convinto che noi vinceremo alle prossime politico del 2018 al primo turno”. Il riferimento al primo turno serve a stoppare le richieste crescenti di modifiche alla legge, prevedendo il premio alla coalizione anziché alla lista, anche perché in caso di ballottaggio, già oggi, la possibilità che sia il Movimento 5 stelle a vincere le elezioni, è più che concreta. Nessuno ha dimenticato che nelle elezioni del 2013, il premio di maggioranza andò al Pd per una manciata di preferenze e soltanto in virtù del voto degli italiani all’estero. Renzi conf stampa 2015 totale

L’Europa e noi
“L’Italia non dichiara la guerra all’Europa: noi chiediamo solo di far rispettare le regole a tutti. Chiediamo rispetto per l’Italia e chiediamo chiarezza”. “Non c’è provvedimento – ha aggiunto – su cui l’Italia ha chiesto deroghe, non sta attaccando l’Unione europea sta difendendo l’Unione europea”. Quanto alla manovra Renzi ha assicurato di non temere il giudizio della Ue, perché l’Italia ha rispettato “tutte le regole”. “Scontato” dunque a suo parere il via libera dell’Unione alle richieste di flessibilità avanzate dall’Italia. Com’è noto si è accumulato uno spinoso contenzioso che va dalla questione della ‘bad bank’ all’Ilva passando per la flessibilità in una cornice che vede un peggioramento dei rapporti con la Germania, ha tratti indicata – come avvenne prima della caduta del governo Berlusconi – come il Paese che detta le regole europee a suo esclusivo vantaggio. Comunque Renzi ha rivendicato l’ottimo rapporto con la cancelliera tedesca Angela Merkel.

Giornali, giornalisti e riforma della Rai
“Non credo che ci sia schiavitù o barbarie in Italia”. Renzi respinge le accuse dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, che aveva parlato di “schiavitù” da parte di alcuni editori. “La mia posizione sull’ordine dei giornalisti è nota: io sarei per abolirlo”, aggiunge Renzi preferendo evidentemente glissare sulla situazione drammatica che sta attraversando la categoria, e il mondo dell’informazione in generale, con la chiusura a ripetizione di testate, il calo dei lettori, la bulimia delle tv che assorbono praticamente l’intero budget pubblicitario nazionale.
Quanto alle critiche alla riforma della Rai, su cui hanno già scritto in questi giorni Tommaso Del Grillo e Aldo Forbice, e che riporta il nostro Paese indietro di 40 anni affiancandoci in Europa ai due modelli autoritari in vigore in Moldavia e in Ungheria, il Presidente del Consiglio se l’è cavata con qualche battuta: “Riforma Rai? Poche volte ho visto cda così pieni di giornalisti e direttori di testate a guidare l’azienda del servizio pubblico, abbiamo dato la Rai in mano a persone esperte e competeneti”.

La crisi economica
“l’Italia si è rimessa in moto, il Paese è solido e stabile. L’Italia tornerà nei prossimi anni ad avere il ruolo di leadership in Europa”. “Si diceva che l’Italia era in stagnazione perenne: se guardiamo dati vediamo che il segno più torna a crescere: era previsto lo 0,7% e siamo allo 0,8”. Però omette di ricordare che nella nota di aggiornamento del Def di settembre, la previsione della crescita del Pil era stata ritoccata allo 0,9%. Renzi sottolinea poi che la legge di stabilità, che in molti criticano come “mance e mancette”, invece “mette denaro” su settori come “scuola università, cultura, servizio civile”.

Il Mezzogiorno
“Non abbiamo dimenticato il Sud”, ha detto, elencando le misure per lo sviluppo del Mrezzogiorno: “Credito d’imposta, terra dei fuochi, Bagnoli, Ilva, Salerno-Reggio Calabria, Napoli-Bari, tavoli di crisi aperti ovunque – ha sintetizzato – chi ci diceva di aver dimenticato il Sud si è dimenticato delle accuse che ci muoveva”.

La disoccupazione
“Il tasso di disoccupazione è ancora molto alto, troppo alto, ma è all’11,5%. Quando ti capita di essere fermato da un ragazzo che ti dice ‘ti ringrazio perché ho un contratto a tempo indeterminato ti rendi conto che tante polemiche sul jobs act e sulla riforma del mercato del lavoro, hanno visto il 2015 portare un po’ di chiarezza, ci sono più tutele non meno tutele”. Tuttavia “ancora non basta, non sono soddisfatto del risultato”.

Pubblica amministrazione
Sui decreti di attuazione della riforma della Pa “partiremo a gennaio, avremmo preferito a dicembre ma non ci siamo riusciti, e la responsabilità non è del ministro Madia”. “Da gennaio ad agosto chiuderemo tutti i decreti di attuazione”.

Immigrazione
È falsa l’immagine dell’Italia invasa dagli immigrati perché nel 2015 gli sbarchi sono diminuiti rispetto all’anno prima e l’Italia è al minimo “storico” per i dati sull’immigrazione. Nel 2014, ha sottolineato Renzi, “si diceva che l’Italia è invasa ed è colpa del governo. Ma nel 2015 ci sono meno sbarchi e meno immigrati dell’anno scorso: siamo al record storico in assoluto di immigrazione in Italia. E il problema ora è diventato europeo”.

Ambiente e inquinamento
“Siamo passati da piove governo ladro a non piove governo killer”, ma se l’Italia “ha ridotto le emissioni negli ultimi 25 anni, di almeno un quarto rispetto al 1990, non è merito del governo Renzi. Non tutti Paesi europei hanno fatto la stessa cosa”.

Il crak delle banche
“Non c’è rischio sistemico, le banche italiane sono molto più solide” di tante banche europee e “non cambierei il sistema bancario con quello tedesco nemmeno sotto pagamento”. “Chi ha subito danni o è stato truffato”, e queste persone non sono “moltissime”, deve sapere che lo Stato è dalla sua parte e noi faremo di tutto perché possa avere” indietro quello che ha perso. Il premier aggiunge di non voler chiedere “deroghe” a Bruxelles sulle attuali regole. Tuttavia “esiste un grande problema di trasparenza sulle offerte di investimento, chi è stato truffato avrà indietro i suoi soldi”. C’è da dire che grazie alle inefficienze della giustizia, un settore dove serviva davvero una riforma piuttosto che un taglio delle ferie dei magistrati, la prima udienza nel crack della Banca Marche con risarcimenti milionari chiesti ai vertici dell’istituto, ci sarà solo il 16 ottobre prossimo. Figuriamoci per le quattro banche salvate dal Governo dove ancora non sono state neppure formulate le accuse, quando i clienti truffati riavranno, se li riavranno, i loro soldi.

Unioni civili e rimpasto
In vista delle europee cresce il tasso di laicità del Governo Renzi che conferma l’impegno a “portare a casa” nel 2016 il ddl sulle unioni civili, “un tema che va depurato da tensioni di natura politica stretta. È un tema che divide, anche dentro il Pd ci sono molte divisioni, e ce ne sono anche dentro FI. Ma io dico che dobbiamo portarle a casa, e che il 2016 non può che essere l’anno chiave”. E il tutto avverrebbe dunque malgrado i mal di pancia nella maggioranza, soprattutto tra i centristi di Alfano che però in cambio otterrebbero la cancellazione della step child adoption, considerata uno stratagemma per aprire la strada alle adozioni da parte delle coppie gay. Inoltre Alfano avrebbe una compensazione ministeriale per aiutarlo anche a tenere insieme un partito che continua a perdere pezzi giorno dopo giorno. “Se ci sarà bisogno, come è naturale che sia” visto che “manca ancora qualche casella al governo, le copriremo, ma non ci sarà nessun rimpasto”.

Pensioni, tagli in arrivo
“Noi non tocchiamo le pensioni degli italiani”, però “se ci saranno da fare degli interventi sulle pensioni d’oro che non sono da 2.000 euro saranno fatti”. Il taglio avverrebbe però dopo un confronto (sperando che non si limiti a farlo con Boeri, ndr) “dopo un dibattito contraddistinto da una grande trasparenza e ringrazio il presidente dell’Inps Tito Boeri su questo”. Com’è noto da tempo Boeri propone di legalizzare una rapina a danno dei pensionati, già colpiti col blocco delle rivalutazioni e altri tagli, intervendo su quelle medio-alte frutto del calcolo misto contributivo-retributivo. Anche Renzi resta in una nube di ambiguità, affermando che “una cosa sono le pensioni d’oro una le pensione di 2.000-3.000 euro”. Ovviamente senza mai dire se si parla di cifre al lordo o al netto e senza tener conto delle tasse e dei contributi pagati, né tantomeno del rapporto di fiducia che deve esserci tra Stato e cittadino, ma introducendo anzi un criterio di giustizialismo previdenziale che servirà soprattutto a indebolire il sistema della previdenza pubbliuca a favore di quella privata, con gran soddisfazione per la finanza speculativa.

Le slide ‘anti-gufi’Slide sud conf stampa Renzi 2015Ogni slide (qui la sequenza completa) era divisa in due parti: in quella superiore campeggiava il fumetto di un gufo con un messaggio di diffidenza o pessimismo e sempre nella stessa slide, sotto, viene riportato, in corrispondenza all’argomento sollevato dal ‘gufo’, l’obiettivo raggiunto, secondo Renzi, dal suo governo.

Armando Marchio

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento