sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Riabilitiamo la prudenza del governo italiano?
Pubblicato il 05-12-2015


Alla luce di tutto quello che è emerso, delle ambiguità di molti paesi nella lotta all’Isis, delle clamorose denunce russe sulle connivenze turche, della comprovata scarsa efficacia dei bombardamenti nelle zone controllate dal Daesh, del conflitto reale tra forze di opposizione ad Assad e dittatore iracheno con molteplici guerre che si combattono in Siria, della reticenza americana anche dopo la strage in California che ormai si attribuisce apertamente all’estremismo islamico, alla luce di questo e di altro ancora come si può non apprezzare la prudenza di Renzi e del governo italiano?

Eppure mi restano domande angosciose a cui chiedo di dare risposta. La prima è relativa alla necessità di sconfiggere il terrorismo, e innanzitutto di espropriarlo di un territorio che oggi si spande dall’Iraq alla Siria, e purtroppo ormai a parte della Libia, con il trasferimento a Sirte, in faccia all’Italia, del suo quartier generale. Con questa babele di linguaggi e di strategie continueremo a rimandare a un futuro non decifrabile quell’invasione di terra che tutti gli strateghi militari ritengono necessaria. Poi con quali forze e composta da quali paesi mi risulta difficile ipotizzarlo.

Davvero la comunità internazionale non riesce a trovare un punto di convergenza per estirpare quello che da tutti viene ritenuto il cancro da cui derivano poi le conseguenti metastasi? E prima ancora, perché ogni paese di questa fantomatica coalizione non si trova in una conferenza internazionale, sul tipo di quella di Yalta, e decide una strategia comune come riuscirono a fare perfino Rooswelt e Stalin con un progetto sul dopo, che convinca e accomuni i diversi contraenti? È davvero possibile che gli Usa continuino a mantenere provvedimenti contro la Russia, e l’Europa anche, mentre si combatte in una guerra che dovrebbe accomunare tutti?

È possibile che tra gli stessi che dovrebbero combattere lo stesso nemico, Russia e Turchia, sia in atto un conflitto di questa portata con gli Usa costretti a difendere l’indifendibile? È possibile che anche tra gli stati arabi, penso ad Arabia Saudita e Quatar, vi sia tale e tanta ambiguità di comportamento? Alla fine o si arriverà a una sintesi oppure giocando col fuoco finirà che ci bruceremo ineluttabilmente. Il rischio non è di combattere invano, ma di non combattere affatto, o di combattere senza vincere o addirittura di combattere tra gli stessi che dovrebbero avere un nemico comune. Quella che rischia di divenire una preveggente virtù, infatti, è frutto della confusione e dell’ambiguità altrui. L’impotenza è il risultato della confusione e questo però favorisce il terrorismo.

Se siamo costretti a lodare la prudenza, che è sempre una virtù, ma anche l’immobilismo, è perché rischiamo di essere prossimi alla catastrofe. Non perché sia una posizione giusta e opportuna. E qui nasce il solito e ormai desueto ritornello sull’Europa che non c’è. Qualcosa c’è nell’Europa, e cioè il nuovo asse franco-britannico-tedesco, che accomuna anche i socialisti dei tre paesi, esclusa la sinistra laburista di Corbyn. La Germania ha scelto di inviare uomini e mezzi di supporto e non per bombardare. Bombardare é oggi non solo inefficace, ma anche assai più brutale che invadere. Non poteva essere questa anche la posizione dell’Italia? Prudenza e moderazione non possono portare all’esaltazione dell’immobilismo solo perché “è alta la confusione sotto il cielo”. Anche l’impotenza può essere fonte di confusione. Inazione e azione scomposta e inefficace rappresentano infatti due facce della stessa medaglia. Da spendere bene per i terroristi.

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Commenti all'articolo
  1. Francia + Inghilterra + Germania + (Italia)? Qui non è questione di prudenza è questione di volere il futuro, cioè l’Europa. Secondo me il disegno di Renzi non è l’Europa è l’Italia dove vuole instaurare una pseudo-(democrazia) dove lui è il factotum. Poi non mi si venga a dire che questo non è il fascismo del XXI secolo.

  2. Quanto ci hai messo, direttore, a passare dalla necessità di annientare i tagliagola – nemici della nostra civiltà – alla riabilitazione della prudenza renziana?
    Non è che per caso hai parlato con qualcuno d’oltreoceano?

  3. E’ giusto focalizzarsi sul terrorismo islamico, è giusto estirparlo, ma se non ci poniamo il quesito di come e perché è nato si rischia di far passare la febbre ma non la malattia.
    La Siria si trova in questa disastrosa situazione perché il Regime di Assad non è più in grado di governarla, non per colpa dell’Isis, ma per questioni interne fra Sciiti e Sunniti. Così è stato per l’Iraq, diversa è stata la questione Libica.
    Dunque dobbiamo capire Daesh da che parte sta, perché non è detto che una parte della popolazione accetta di buon grado l’occupazione dei loro territori.
    Se ormai siamo tutti convinti che non è possibile esportare democrazia con l’occupazione militare dei paesi in crisi, la diplomazia, il dialogo sono le armi più appropriate per risolvere le questioni, senza escludere aiuti materiali e militari a quei paesi o a quelle fazioni che dimostrano di avere a cuore un corretto rapporto con i paesi occidentali.
    Il compito primario dell’Europa degli U.S.A. e dellaRussia deve essere quello di stabilizzare il Medio Oriente, non escludendo anche la forza se necessario.

  4. Il modo con cui dobbiamo fare loro la guerra deve essere congegnale ai nostri valori e alla nostra cultura. Non dobbiamo assolutamente spargere il sangue dei nostri soldati ma usare la tecnologia più sofisticata per fare, attorno a loro, terra bruciata. E ancora, quando possibile, dobbiamo portare via i loro bambini. Insisto sul fatto che, s’è possibile fare la chirurgia telematica al cervello o al cuore a migliaia di chilometri di distanza dal paziente, deve essere possible anche la guerra telecomandata coi droni. Non il sangue dei nostri soldati oppure potenziali ostaggi alla mercé delle loro torture ma banali pezzi di ferraglia sul terreno, dove i nostri potranno entrare solo dopo ch’è stato bonificato.
    Matteo Renzi ha ragione. Il terrorismo si batte con la cultura!
    Mi spiego meglio elencando cosa intendo per cultura contro il terrorismo. Innanzi tutto laicità, rifiuto del fondamentalismo sia esso ideologico, religioso, etico. Consapevolezza che la guerra secondo i canoni del 900 (e dei secoli precedenti) sacrifica la migliore gioventù per regalarla alla barbarie.
    Infine dobbiamo sradicare, con la stessa determinazione con cui si combatte un tumore, la schiavizzazione delle donne. Non tollerare costumi e pratiche contrari al nostro stile di vita.

  5. Terra bruciata intorno a loro? Più facile dirlo che farlo. Ci serve il loro petrolio! Dobbiamo superare questa necessità. Sanzioni forti contro i paesi ambigui. Si può? I musulmani che vivono in Europa dovrebbero almeno ripudiare quelle parti de Corano che sono in contrasto con la nostra cultura, con la nostra concezione di laicità dello stato. Forse sarà necessario far passare il messaggio di un’Europa intollerante anziché flaccida e remissiva. Stiamo mettendo a repentaglio la nostra democrazia. La gente vota a destra dando messaggi chiari. I socialisti europei dove vivono?

  6. Secondo me Renzi non ha ragione DI PIU’, ogni azione di guerra produce inesorabilmente danni “COLLATERALI” e quindi alimenta la spirale di violenza, come un uragano in progress.
    Per spezzare questa evoluzione è necessario stroncare il mercato che c’è dietro a questa violenza, ma credo che la soluzione sarebbe quella di provare a sostituirlo, esportando una parte del nostro benessere, come tenore di vita senza aver paura di restarne senza noi, o altrimenti è fatica sprecata.Dopo tutto è la storia che abbiamo vissuto noi in Europa, dopo la seconda guerra mondiale, con il piano Marshal.l

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