giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Salvataggi di banche
e fuga dalle responsabilità
Pubblicato il 09-12-2015


La vicenda che riguarda il salvataggio delle quattro banche sta assumendo ormai aspetti molto inquietanti. Non solo perché quanto è successo in queste settimane è l’ennesima dimostrazione che in Italia ormai chi fa danni non corre nessun rischio di essere chiamato a risponderne, ma anche perché l’atteggiamento di arroganza sembra avere definitivamente contagiato anche una persona che come il ministro Padoan aveva fatto di tutto per presentarsi non solo come tecnico competente, ma anche come politico serio e rigoroso.

Il salvataggio delle quattro banche ha messo in luce le gravissime responsabilità, non solo di coloro che hanno gestito gli istituti in questione imbrogliando, non si può dire altrimenti, decine di migliaia di risparmiatori. Chi oggi ha l’occasione di verificare quanto sta succedendo in Casentino, nell’Empolese e nelle Marche, potrà prendere atto di una realtà per certi versi decisamente drammatica: migliaia di famiglie alla disperazione che rischiano di perdere i risparmi di una vita. Figli che fidandosi di dirigenti di banca che avevano assicurato loro che tutto era assolutamente tranquillo, sommano al danno anche la beffa, costretti a spiegare ai loro genitori che quei soldi, loro affidati non esisteranno più. Alla disperazione si sommano così anche recriminazioni e rancori, e centinaia di famiglie che subiscono il danno rischiano anche di vedere definitivamente compromessi i rapporti di fiducia che fino a ieri erano esisti al loro interno.

Nessuno potrà convincerci che una situazione tanto grave dal punto di vista dell’equilibrio e della veridicità dei bilanci si sia creata dalla sera alla mattina. Ci domandiamo quindi come mai i componenti della vigilanza di Banca Italia non abbiano mosso un dito e come mai sindaci revisori, organismi di controllo dei vari istituti non abbiano fatto il loro dovere. La domanda che sorge spontanea in questi momenti è molto chiara. Si è trattato di banchieri e controllori incompetenti ed allora come tali debbono essere trattati e chiamati a rispondere dei danni prodotti . O si è trattato invece del risultato di quel intreccio perverso tra affari e politica per cui gente incompetente e anche poco seria ha assunto ruoli di responsabilità in quanto facente parte di uno dei tanti gruppi di potere che si sono stratificati attorno al sistema bancario.

Intanto però dovrebbe essere chiaro che i cittadini danneggiati meritano rispetto. Un rispetto che non viene dimostrato dal governo quando afferma che alla fine lo Stato italiano, e quindi tutti noi, uscirà da questa vicenda a testa alta e senza rimetterci un centesimo. Questa affermazione viene ripetuta senza vergogna proprio in queste ore dal ministro Padoan che ci comunica che il governo assumerà qualche iniziativa per aiutare i cittadini danneggiati. Il ministro, che sembra sfidare il senso del ridicolo, annuncia che gli interventi a sostegno dei cittadini gabbati si inseriranno in un capitolo che non riguarda le operazioni bancarie, ma gli interventi umanitari.

Noi pensavamo che indipendentemente dalla denominazione, dare dei soldi a chi è stato truffato comporti una spesa e riteniamo anche che la denominazione intervento umanitario non si attagli granché a misure di sostegno a chi non è stato vittima di guerre e carestie, ma più semplicemente di imbroglioni. Stiamo sicuri che nei prossimi giorni ci spiegheranno che parlare di intervento umanitario è una necessità per sfuggire al controllo dell’Europa e così il fuggi fuggi sarà generale.

I dirigenti delle banche e gli organismi di controllo fuggono dai loro compiti di trasparenza e vigilanza anche verso la Banca d’Italia e si sentono garantiti da organismi che non chiederanno mai loro di rispettare le leggi. Banca Italia è chiaramente in fuga dalle sue responsabilità mentre il ministro Padoan fugge chiaramente dal dovere di dirci come stanno le cose e di chiamare i soldi con il loro vero nome.

In tutto questo c’è chi non sembra contare niente. A pagare sono i cittadini risparmiatori per i quali tutto quello che si prevede è, al limite, una qualche modesta forma di elemosina e la raccomandazione a non alzare la voce.

Silvano Miniati
Network Sinistra Riformista

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