domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Carburanti. Scende
il petrolio ma non la benzina
Pubblicato il 23-12-2015


benzinaSiamo alle solite. Mentre gli automobilisti si rallegrano della lenta diminuzione del prezzo dei carburanti alla pompa degli ultimi mesi, se si fermassero a fare due conti scoprirebbero ben presto che stanno pagando la benzina e il gasolio di più di quanto facevano a parità del prezzo del greggio. A darne notizia è l’Ufficio studi della Cgia che ha individuato anche le ragioni di questo incremento. “Sebbene il prezzo del petrolio – spiega l’associazione di Mestre – sia più basso del valore registrato nel dicembre del 2008 (41 dollari al barile), al distributore, invece, il pieno di benzina costa agli automobilisti italiani il 30% in più”. Se, infatti, 7 anni fa un litro di benzina costava mediamente 1,115 euro al litro, in questi giorni il prezzo alla pompa tocca 1,451 euro al litro (+ 0,337 euro).

“Ancora una volta – sottolinea il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – a spingere all’insù il prezzo del carburante è stata, in particolar modo, la componente fiscale. Se verso la fine del 2008 il peso dell’Iva e delle accise  su un litro di benzina sfiorava i 75 centesimi, attualmente è pari a 0,99 euro al litro. In termini percentuali l’aumento della tassazione è stato del 32%”. Tuttavia l’incremento non ha interessato solo l’Iva (passata dal 20 al 22%) e le accise, ma anche il prezzo industriale. Se verso la fine del 2008 quest’ultima voce era pari a 0,365 euro al litro, in questi giorni il prezzo e’ salito a 0,461 euro (+ 26,4%).

Dai confronti con gli altri paesi europei “emerge puntualmente come sui carburanti paghiamo troppe tasse”, lamenta quindi la Cgia. “Se su un litro di benzina acquistato in Italia il nostro prezzo industriale è pari a 0,461 euro- spiega- solo il 3% in più rispetto alla media dei paesi dell’Area euro, l’Iva e le accise, invece, ci costano 0,99 euro al litro, ben 14,2 punti percentuali sopra la media”. “Tra i paesi che utilizzano la moneta unica- conclude Paolo Zabeo, il coordinatore dell’Ufficio studi Cgiaq- solo i Paesi Bassi, con il 70,3%, hanno un’incidenza percentuale della tassazione sul prezzo alla pompa superiore alla nostra che ha raggiunto il 68,2%. Rispetto ai paesi che confinano con noi, invece, paghiamo la benzina il 14,4% più dei francesi, il 18,9% più degli sloveni e addirittura il 30,7% più degli austriaci”.

La Cgia, infine, chiede al Governo di “intervenire e di eliminare tutta una serie di balzelli che gravano sul costo del carburante che non hanno più ragione di esistere”. Un taglio della componente fiscale, segnala il segretario della Cgia Renato Mason, “oltre agli automobilisti avvantaggerebbe anche i piccoli trasportatori, gli autonoleggiatori, i taxisti, i padroncini e gli agenti di commercio che per l’ esercizio della propria attività il carburante costituisce una delle principali voci di costo”.

Edoardo Gianelli

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