lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Celso Vassalini:
Leopolda, un luogo dove si incontrano le speranze
Pubblicato il 16-12-2015


Come mio solito attendo qualche giorno che l’adrenalina passi per analizzare un evento. In questo caso la mia partecipazione in sordina alla Leopolda fiorentina, la numero 6. Tornando a casa molti mi hanno chiesto com’è andata. Io non ho saputo rispondere subito se non dire che è stato molto bello e di attendere una mia riflessione.

Per certi versi si va alla Leopolda come un cellulare scarico che riceve la sua carica che dovrà durare tutto un anno. Ma sarebbe riduttivo spiegare la Leopolda in questo modo. Basterebbe un corso di autostima. No, la Leopolda è altro. È un luogo dove si incontrano le speranze del futuro e la concretezza di quello che in un anno è stato realizzato dal governo e dal parlamento.. concretezza che l’anno prima era solo speranza. Luogo dove si incontrano chi c’è l’ha fatta nel proprio campo di attività e chi vorrebbe farcela partendo da un’ idea. Dove si incontrano giovani tenaci e meno giovani come me pronti a dare il loro contributo.

Luogo dove i diritti dei più deboli non sono alienabili ma certezze da raggiungere. dove il rifugiato o l’immigrato irregolare non è un pacco ma un essere umano, dove una barca piena di individui non è una minaccia ma persone da salvare, dove i diritti civili non solo diritti ma obblighi da raggiungere, dove chi nasce in Italia è un connazionale e non un extracomunitario terrorista.
Luogo dove la scuola e l’università sono posti dove concentrare le forze del governo, dove 500 euro non sono una mancia elettorale ma un modo di spendere bene i soldi dei contribuenti, nelle menti dei giovani e nelle casse di musei, teatri, cinema, eventi musicali e culturali che hanno tanto bisogno sia di fondi che di giovani che hanno voglia di conoscere.

Luogo dove la politica, espressa in modo semplice, è alla portata di tutti e dove i protagonisti nazionali non sono lì’ per fare dei selfie ma tra la gente disponibili a scambi di battute sulla politica nazionale ed internazionale.
Luogo dove la guerra non è l’unica via ma sinonimo di distruzione e morte da evitare finché sia possibile.
Luogo dove un leader, Matteo Renzi, ti fa sentire a casa, ti accoglie, ti esalta, ti spiega e ti redarguisce, ma soprattutto ti rende complice di un progetto che si possiamo chiamare solidarietà, civiltà, benessere, bellezza o semplicemente le nostre piccole grandi città.

E infine luogo dove si incontrano tanti amici conosciuti in questi anni, magari solo sul web, con cui scambiare esperienze, abbracci o una semplice stretta di mano. Persone che stanno facendo un pezzo di strada come te, più coinvolgenti e genuini di mille leader. Tutto questo è la Leopolda, e questo bagaglio lo porto dietro per riversarlo nel mio territorio, nel mio circolo, nella mia piccola grande bella città. Nella certezza che questa mia sicurezza sappia coinvolgere anche chi non è mai andato nella vecchia stazione Fiorentina e comprenda cosa vuol dire essere Renziano: non un adoratore di Renzi ma un modo concreto di fare politica dopo 25 anni di fumo, dove quello che si annuncia si porta a termine e non rimane sulla carta.

Celso Vassalini

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