venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Ernesto Calluori:
Eur, una città nella città
Pubblicato il 16-12-2015


Era il 1935, quando il Governatore di Roma Giuseppe Bottai propose a Mussolini di presentare la candidatura di Roma per L’Esposizione Universale, per dimostrare al mondo – si disse – il genio della civiltà italica. L’idea venne accolta con molto favore. Per realizzarla fece istituire nel 1936 l’Ente Autonomo Esposizione Universale di Roma (EUR). La parte esecutiva del gigantesco programma iniziò il 26 aprile 1937. Lo stile architettonico da adottare fu affidato all’Arch. Marcello Piacentini, coadiuvato dai migliori architetti dell’epoca: Piccinato, Pagano Vietti, Minnucci, Guerrini, Libera e La Padula. Fu così che l’Eur, in quegli anni, divenne un laboratorio creativo in cui si concentrò l’opera di geniali architetti. Tra le realizzazioni previste si era immaginato di creare un arco monumentale “L’Arco dell’Acqua e della Luce”. Quest’ultimo non fu mai realizzato e il simbolo del quartiere divenne il Palazzo della Civiltà Italiana, meglio noto come Colosseo Quadrato.

Dalla parte opposta, venne costruito, sul progetto dell’Arch. Libera, il Palazzo dei Congressi con uno straordinario teatro all’aperto. Nei progetti di costruzione furono incluse anche le prime strutture residenziali il cui obiettivo era quello di rendere l’Eur, un quartiere modello anche per chi volesse abitarci. Acanto alle opere permanenti, cominciarono a sorgere palazzi, Enti, Uffici e Ministeri. Dagli anni ’60, in poi, si riaccese l’interesse per questo quartiere “moderno” rispetto alla città storica, anche grazie alla candidatura di Roma ai Giochi Olimpici. L’Eur, dopo le Olimpiadi, ebbe un forte rilancio e per molti registi italiani – tra cui Federico Fellini – divenne uno spazio urbano dalle straordinarie potenzialità. L’EUR, un tempo fiore all’occhiello di Roma, con il passare degli anni è divenuto, purtroppo, una realtà piena di problemi e di disagi, in particolar modo per chi vi risiede. Abbandonando la forma giuridica di ENTE, il 15 marzo 2000, viene trasformato in una SpA. Lo Stato detiene il 90% e il Comune appena il 10%. Per contro, i fondi che l’Ente ha a disposizione, provenienti dalle aree e dei locali, potrebbero essere reinvestiti per migliorare il Territorio. I residenti e le Associazioni mormorano: “campa cavallo”! Oggi, l’Eur ha assunto le sembianze di “una terra di mezzo” per la sua vocazione orientata più verso il business che non all’arte. Si riempie di persone e pendolari durante la settimana, per poi cambiare volto la sera e nel weekend. La non oculata gestione della passata amministrazione dell’Eur SpA, per la particolarità urbanistica di strade ed aree costruite oltre mezzo secolo fa, dovevano diventare il centro cittadino di una Esposizione Universale. Mai realizzato. Il IX Municipio, per niente incisivo, avrebbe potuto attivarsi su altre tematiche su cui ha le competenze, richiedendo ad esempio, il ripristino delle aree una volta ultimate le manifestazioni – operazioni non a carico di’Eur SpA che concede la autorizzazioni – ma dei cittadini vista la partecipazione alla società del comune di Roma.

Inoltre, un fenomeno, antico quanto il mondo, cresce a dismisura, occupando circa la metà delle strade dell’intero quadrante da essere catalogate “a luci rosse”. Si è parlato e discusso per anni di Zoning ma alla fine nulla di concreto. Le mamme con i piccoli, non si sentono più sicure a girare per le strade senza essere importunate o affacciarsi alla finestra senza incappare in scene inopportune, sia di giorno che di notte. Ma non è solo il problema della prostituzione il problema dell’Eur. Un’altra battaglia è quella contro le discoteche a cielo aperto che d’estate animano le strade con evidenti disagi. Perché tutto questo? La motivazione risiede nel fatto che l’Eur è gestito da una SpA. Il decoro di un Quartiere, però, comincia dal decoro e dalla qualità della vita dei suoi residenti.

Ernesto Calluori

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