martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luciano Masolini:
Pertini un autentico socialista
Pubblicato il 22-12-2015


A distanza ormai quasi di un mese dalla mia ultima lettera, “Pertini e l’unità del partito”, che l’Avanti! ha accolto sulle sue pagine a fine novembre, torno nuovamente a parlare (se pur per poco) di Sandro Pertini. Nella sopramenzionata lettera, tra le varie altre cose, volli fare accenno all’irremovibile antifascismo che esso custodirà tenacemente per tutta la sua lunga esistenza. Da una breve missiva – la cui carta portava l’intestazione degli Stabilimenti penali di Pianosa – si comprende molto bene quanto fosse così consistente la sua totale avversione nei confronti del fascismo, ma anche quanto altrettanto fosse la sua infinita coerenza: tratto distintivo di un uomo per bene, amatissimo da tanti. Un autentico socialista, d’altri tempi, il cui ricordo (almeno per quello che mi riguarda) non sbiadirà mai.

Quella concisa missiva – datata 23 febbraio 1933 – che, con tanta premura, Pertini indirizzò a sua Eccellenza il presidente del Tribunale speciale, era così formulata: “La comunicazione, che mia madre ha presentato domanda di grazia in mio favore, mi umilia profondamente. Non mi associo, quindi, a simile domanda, perché sento che macchierei la mia fede politica, che più d’ogni cosa, della mia stessa vita, mi preme”. Firmato, il recluso politico Sandro Pertini. Non accetterà alcun compromesso. Ed infatti, come sappiamo, a causa di quella sua persuasa dissociazione andò pagando il tutto con un costo molto elevato.

Luciamo Masolini

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Commenti all'articolo
  1. Carissimo Luciano
    Hai fatto benissimo a ritornare sul nostro caro amato compagno considerato oltre che per un altissimo esempio di socialista anche come il più amato dei Presidenti della nostra Repubblica.
    L’avanti non trascura la Sua memoria e in due occasioni ho mandato questi due commenti.
    “L’ipocrisia, l’opportunismo e la mancanza di memoria storica impediscono la conoscenza, specialmente ai più giovani, di ciò che ha rappresentato il PSI assieme a Pertini e ad altri grandi Socialisti nelle conquiste democratiche e sociali del nostro Paese. Mi fa piacere che oggi giornali e televisioni diano grande risalto a come Mattarella esercita le sue apparizioni in pubblico. Sarebbe l’occasione per ricordare che a dare il primo esempio di questa semplicità del vivere quotidiano fu proprio il socialista Sandro Pertini del cui ricordo, in occasione del venticinquesimo dalla sua scomparsa, non vi è stata traccia in nessun telegiornale o trasmissione televisiva. Ogni giorno si conferma quanto sia vitale per la Storia socialista la funzione dell’Avanti che dobbiamo impegnarci a rafforzare anche con il nostro sostegno economico.”
    “Mi assale un senso di ribellione nell’assistere all’oblio a cui è stata relegata la Storia socialista e nel contempo vedere innalzare sugli altari gl’idoli del comunismo italiano rappresentati da Togliatti e Berlinguer. E’ possibile che nelle Sedi parlamentari, i nostri deputati e senatori non siano in grado di organizzare degli eventi a ricordo di Pertini, Saragat e Nenni??
    La mostra di tre settimane su Togliatti è stata promossa dalla Fondazione Istituto Gramsci, dall’Archivio centrale dello Stato e dall’Archivio storico della Camera dei deputati.
    Mentre la Fondazione Gramsci è specificatamente patrimonio culturale del PCI, gli altri due Archivi sono Patrimonio culturale di tutti gli italiani; sarebbe quindi sufficiente sostituire alla Fondazione Gramsci una Fondazione Socialista per rivendicare l’esercizio dei nostri diritti di rappresentanza politica nella storia del nostro Paese.
    Penso che nessuno potrebbe negare ai Socialisti di commemorare tre testimoni esemplari, non solo del Socialismo, ma dell’espressione più alta della libertà, alla cui causa questi eroi hanno dedicato la loro vita per affermarne i valori e i diritti democratici contro tutte le forme di dittatura compresa quella sovietica, di cui Togliatti per vari anni è stato un componente nel massimo Organo dei Soviet. Sarebbe anche l’occasione per mettere a confronto due paladini della “ doppia morale ” con tre paladini dell’unica morale della Democrazia riconosciuta universalmente, come quella appunto espressa da questi tre grandi Padri della Patria.
    Se nell’ambito delle Camere Parlamentari non siamo neanche in grado di rivendicare questo riconoscimento che ci è stato assegnato dalla Storia prima ancora che da questo Regime falsamente democratico, come possiamo sperare o pretendere che i Socialisti possano lottare ancora per affermare l’esistenza del PSI ?????
    Vogliamo continuare ad essere dei Don Chisciotte che combattono contro i mulini a vento ?????
    Tanti auguri e un forte abbraccio da Nicola Olanda

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