sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Siria. Putin: operativi 35 missili nucleari
Pubblicato il 11-12-2015


Missili S-400“Oltre il 95% dei sistemi di lancio delle armi nucleari russe è pronto al combattimento”. Il ministro della Difesa Serghiei Shoighu, dopo le parole pronunciate due giorni fa da Putin, è tornato a far ‘tintinnare le sciabole’.  “Un’attenzione particolare” deve essere prestata – ha aggiunto lo stesso presidente russo al ministero della Difesa – “al rafforzamento del potenziale bellico delle forze strategiche nucleari” e bisogna dotare “tutti i componenti della nostra forza nucleare” – Marina, Aviazione ed Esercito – di “nuovi armamenti”. “Le forze armate – ha aggiunto – hanno ricevuto quest’anno 35 nuovi missili balistici nucleari”.
Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Interfax, il presidente russo parlando ai rappresentanti del ministero della Difesa a poche settimane dall’abbattimento del jet russo da parte della Turchia, a ordinato all’esercito in Siria di rispondere con “estrema fermezza” a qualsiasi minaccia. “Qualsiasi bersaglio che minacci il nostro gruppo o le nostre infrastrutture di terra deve essere distrutto immediatamente”.

I ripetuti annunci di Putin sembrano rivolti innanzitutto al Governo turco e in particolare al suo presidente Recepit Erdogan, ma anche alla coalizione di Paesi che stenta a raccordarsi sul campo di battaglia ma che soprattutto non ha ancora messo a punto una soluzione politica per la Siria.

Missili Iskander, SS-26 Stone nel codice Nato, capaci di trasportare una testata nucleare con un raggio di 500 km

Missili Iskander, SS-26 Stone nel codice Nato, capaci di trasportare una testata nucleare con un raggio di 500 km

Le azioni della Russia in Siria – ha detto Putin – non sono dettate da “aspirazioni geopolitiche” ma per assicurare la “sicurezza della Russia” contro i terroristi e ha anche specificato che Mosca sostiene il Free Syrian Army in collaborazione con l’esercito di Assad e contro i terroristi. Dunque ha voluto confermare il suo sostegno strategico all’antico alleato con una sottolineatura bellica – quella delle armi nucleari – che serve a spiegare che non ha nessuna intenzione di indietreggiare da questa posizione.

Concludendo ha lanciato l’ennesimo avvertimento dopo l’abbattimento del suo Sukhoi SU-24 sul confine turco-siriano da parte di un F-15 di Ankara: “Voglio mettere in guardia chiunque possa volere di nuovo organizzare un qualsiasi tipo di provocazione” contro i militari russi impegnati in Siria e ha sottolineato come siano già state rafforzate la sicurezza degli uomini impegnati in Siria e delle basi da cui operano, comprese le misure di difesa missilistica con le nuove batterie di S-400.

Della situazione siriana e della lotta contro l’Isis ieri ha parlato anche il nostro presidente del consiglio Matteo Renzi intervenendo a Roma all’apertura della Conferenza per il dialogo mediterraneo (Forum Med “Mediterranean Dialogues” o Med 2015): “Daesh (l’Isis nella traduzione araba, ndr) sta tentando di conquistare più spazio in Libia, regione cui siamo più legati, con ferocia e cinismo”, auspicando che la conferenza di domenica sulla Libia sia “punto di svolta” e ribadendo la “disponibilità dell’Italia a guidare una missione di assistenza e formazione a supporto del futuro governo libico”, ma la “distruzione di Daesh è l’assoluta priorità” però “la collaborazione internazionale va ulteriormente sviluppata: Europa e Usa condividono con Mosca l’esigenza di combattere Daesh, ma serve una soluzione di respiro strategico e non last minute”.

Intanto, secondo le ultime notizie, l’Isis starebbe preparando attacchi contro interessi diplomatici, militari e commerciali statunitensi in Turchia. I servizi di intelligence hanno raccolto informazioni su diverse possibili minacce e hanno diramato due avvisi con i nomi di 5 militanti dell’Isis che sarebbero entrati in Turchia per compiere attacchi. Un’altra notizia, forse anche più preoccupante, arriva dagli Stati Uniti, dove terroristi sarebbe entrati grazie a passaporti siriani ‘falsi’, ma in tutto e per tutto autentici perché stampati su supporti e con macchinari regolari di cui si sono impossessati in Siria negli uffici statali dopo aver conquistato la città di Deir ez-Zour.

L’allarme è stato lanciato nell’ultimo rapporto dell’Homeland Security Intelligence, pubblicato la scorsa settimana. A Deir ez-Zour, conquistata l’estate scorsa, hanno rinvenuto scatole di passaporti in bianco e il macchinario per stamparli. Secondo la fonte che ha fornito i dati per stilare il rapporto, la Siria sarebbe invasa da passaporti falsi. “Sono così diffusi nel Paese che le persone non vedono più il loro possesso come illegale. Per ottenerne uno bastano 200-400 dollari, stessa cifra per avere i timbri retroattivi che permettono di datare il documento a un periodo ante Stato Islamico. Se i jihadisti hanno la capacità di produrli in maniera non controllata, le loro operazioni continueranno ad aumentare ed espandersi al di fuori delle aree sotto il loro dominio”. Non a caso, passaporti falsi siriani erano già stati scoperti in Europa, in particolare dopo l’attacco terroristico che ha colpito Parigi il mese scorso.Isis Roma video Colosseo

L’ultima minaccia del terrorismo ci riguarda invece direttamente perché in un nuovo video l’Isis minaccia la conquista di Roma e nelle immagini tre carri armati avanzano verso il Colosseo, poi scorrono altre sequenze che immortalano l’Altare della Patria, Piazza Navona e San Pietro.

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