domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Slovenia, questo matrimonio non s’ha da fare
Pubblicato il 21-12-2015


Affido temporaneo-gayNon solo Spagna. Domenica 20 dicembre infatti si è votato anche in Slovenia per un referendum passato quasi inosservato sui grandi media internazionali. Il popolo della repubblica dell’ex Jugoslavia ha deciso di bocciare la parificazione del matrimonio tra omosessuali a quello tra coppie eterosessuali, compresa l’adozione dei figli.

Lo scorso marzo il parlamento di Lubiana, tramite una convergenza tra la sinistra di opposizione  e due partiti di maggioranza (i socialisti e liberali del premier Miro Cerar), aveva riformato il codice di famiglia, ottenendo sin da subito l’opposizione delle destre e del mondo cattolico. Sulla questione era intervenuto addirittura papa Francesco, che aveva invitato gli sloveni a «preservare la famiglia come unità di base della società». Con il risultato del referendum l’importante conquista ottenuta dalla Slovenia – primo paese dell’area ex comunista ad introdurre il matrimonio gay – è andata persa. Il 63% circa dei votanti si è espresso per il no, a fronte di un 36% di sì, con un’affluenza del 36.18%.

I Socialni Demokrati di Igor Lukšič hanno commentato l’accaduto ringraziando quanti si siano schierati per il sì in questa battaglia di civiltà. Nessun dito puntato, almeno per ora, contro la Corte Costituzionale di Lubiana, considerata da alcuni media e dal mondo LGBT come principale responsabile dell’accaduto. Lo scorso 22 ottobre la Corte, dopo che il Parlamento aveva bloccato la richiesta di referendum delle opposizioni dichiarandone l’incostituzionalità, ne aveva ammesso l’organizzazione mettendo di fatto a rischio il provvedimento.

Rimangono alte le polemiche. I diritti delle coppie omosessuali tendono ad essere man mano considerati sempre più universalmente come inalienabili. Può dunque un referendum (tra l’altro con una partecipazione minima) decidere di eliminarli? Evidentemente sì. E questo dovrebbe far riflettere anche certi solerti giudici costituzionali.

Giuseppe Guarino

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