domenica, 4 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

“Stanchi del rosa”. Francia contro i giocattoli sessisti
Pubblicato il 04-12-2015


lego oggiAlle bambine vestiti da principessa, bambole e castelli rosa, ai bambini astronavi e supereroi: come ogni anno con l’avvicinarsi del Natale i negozi di giocattoli e le annesse pubblicità sono tutte inneggianti ai giochi di “genere” in un trionfo di stereotipi che si pensava ormai superati.

E mentre nella vita reale le donne presiedono governi, dirigono banche, amministrano imprese e vanno nello spazio, nel mondo dei balocchi sono ancora condannate a essere proiettate nelle attività domestiche o ad apprendere l’arte della seduzione.

monopoliUn andazzo che non è passato inosservato in Francia dove gli stereotipi sessisti veicolati dai giocattoli sono stati oggetto di un rapporto della delegazione dei diritti delle donne del Senato, presentato alla fine dello scorso anno. Invano. Invece di fare passi in avanti l’industria dei giocattoli è tornata addirittura indietro. Basti pensare a giochi trasversali, come il Lego o il Monopoli, che fino a trent’anni fa erano rivolti a tutti e due i generi e che oggi sono ben diversificati: Lego friends tutto in rosa per le bambine e Lego city per i maschietti, o il confettoso Monopoli al femminile dove banche e alberghi hanno lasciato il posto a parrucchieri e gioiellerie.

Tanto basta per mobilitare l’associazione d’Osez le Féminisme che, proprio in vista del Natale ha lanciato la campagna “Marre du rose” (Stanca del rosa), dove invitano i consumatori a ribellarsi agli stereotipi dell’industria dei giocattoli, inviando sui siti e sulle pagine Facebook dei distributori e dei fabbricanti uno dei messaggi disponibili sulla pagina http://marredurose.olf.site/interpellez-industrie-du-jouet/.

La campagna marre du roseInterpellati i produttori di giocattoli si difendono, affermando che sono proprio i genitori a chiedere queste differenziazioni. La realtà è ben diversa e più che di sessismo si tratta di puro business. Creando dei prodotti differenziati, al posto di uno trasversale, di fatto raddoppiano il loro fatturato. La bicicletta rosa regalata alla bambina non potrà mai tra un anno o due passare al fratello più piccolo e difficilmente due bambini di sesso opposto potranno scambiarsi i giocattoli. “Si tratta di una vera e propria regressione – affermano le femministe francesi – con la declinazione dei giocattoli in rosa e in blu si incardinano bambine e bambini a ruoli ben definiti e si limita il loro potenziale”. In Italia ancora non si mosso nulla e la Barbie con la sua spider rosa resta tra i giocattoli più venduti. L’abbiamo avuta o desiderata tutte, ma nessuna di noi è finita a fare la principessa.

Cecilia Sanmarco

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento