domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Tariffe con il turbo. Rifiuti +222% in 15 anni
Pubblicato il 02-12-2015


Rifiuti-RomaL’unica cosa che continua a salire costantemente anno dopo anno senza mai rallentare, sono le tariffe. Confartigianato ha calcolato le variazioni del costo per i cittadini della raccolta dei rifiuti da cui risulta che in Italia negli ultimi 5 anni sono aumentate del 22,6%, vale a dire il 14,6% in più rispetto al tasso di inflazione (+8%) e il 12,8% in più rispetto alla crescita media del costo di questo servizio (+9,8%) registrata nell’Eurozona. Non solo: nelle regioni in cui le tariffe crescono di più è peggiore la qualità del servizio. Come nel Lazio, regione dove, a fronte della più alta percezione della sporcizia delle strade, si registra il costo più elevato d’Italia per la loro pulizia. Confartigianato ha calcolato il costo del servizio di igiene urbana per le tasche di famiglie e imprenditori che in media, nel 2014, per tasse e tariffe hanno pagato 168,14 euro pro capite, per un totale di 10,2 miliardi. Ma con una vera e propria impennata negli anni 2012-2015 che si è tradotta in un rincaro del 12,5%, nove volte e mezzo in più della crescita del costo della vita (+1,6%) e con una differenza del 7,4% in più rispetto alla media dei rincari nell’Eurozona fermi al +5,1%.

Ecco alcuni dati: in testa nella classifica delle regioni con le tariffe più alte ci sono il Lazio con 214 euro di costi per abitante, superiore del 27,3% rispetto alla media nazionale. Seguono la Liguria con 211,75 euro/abitante (25,9% in più rispetto alla media nazionale), Toscana con 208,25 euro/abitante (23,9% più della media), Campania con 205,02 euro/abitante (superiore del 21,9% rispetto alla media italiana), Umbria con 190,23 euro pro capite (+13,1%) e Sardegna con 188,90 euro per abitante (+12,3% rispetto alla media nazionale).

All’altro capo della classifica, la regione più virtuosa è il Molise dove i cittadini pagano 123,12 pro capite per il servizio di igiene urbana. Secondo posto per il Trentino Alto Adige con un costo di 128,60 euro pro capite e medaglia di bronzo per il Friuli Venezia Giulia con un costo per abitante di 127,92 euro. Confartigianato ha anche monitorato i conti e i risultati di esercizio delle 376 società partecipate dalle Amministrazioni locali che operano nella gestione dei rifiuti: il 64,3% è in utile, il 17,2% è in pareggio ed il 18,5% è in perdita. Sono tutte in utile le società di gestione rifiuti in Basilicata, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta. Seguono l’Emilia-Romagna (con una quota di società in utile pari all’83,3% del totale), Puglia (80%) e Piemonte (75,0%). Le regioni con la maggiore quota di società in perdita sono la Calabria (66,7% del totale), il Lazio (46,2%) e l’Abruzzo (44,4%).

Fanno eco i Consumatori che commentano i dati di Confartigianato aggiungendo che “anche acqua energia elettrica e gas corrono molto più velocemente dall’inflazione: complessivamente la spesa per tali voci registra un aumento del +65,10% rispetto al 2000”. “I costi delle tariffe, infatti, sono cresciuti in maniera esponenziale, molto più dell’inflazione – spiegano Federconsumatori e Adusbef – Come emerge dalla nostra recente indagine sull’andamento delle tariffe, si tratta di un andamento che accomuna acqua, gas, energia elettrica e rifiuti”.

La Federconsumatori ha rilevato che la spesa complessiva per l’energia elettrica, il gas, l’acqua ed i rifiuti, nel 2015, ammonta a 2.345 euro, il +65,10% rispetto al 2000, il +15% rispetto al 2010. L’aumento rilevato negli ultimi 15 anni è circa il doppio rispetto all’aumento del tasso di inflazione dal 2000 ad oggi, che risulta pari al +33,2%. “La stessa considerazione vale per l’incremento dal 2010 ad oggi, periodo in cui l’aumento del tasso di inflazione è stato del +7,5%”. Rispetto al 2014, proseguono i consumatori, “si registra invece un calo di 35 euro, pari al -1,44%.

Nel dettaglio, la tassa dei rifiuti è aumentata del +21,61% dal 2010 e ben del 222,47% dal 2000. Secondo Federconsumatori per determinare un’inversione di tendenza nel settore dei rifiuti è indispensabile riformare la Tari per il 2016, disponendo tariffe sociali omogenee, detrazioni e piani tributari sostenibili per i bilanci delle famiglie. Inoltre è necessario ed urgente rendere maggiormente efficiente la raccolta differenziata che, dove funziona in maniera ottimale, consente risparmi notevoli per i cittadini”.

Edoardo Gianelli

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