mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

TRATTATIVA IN CORSO
Pubblicato il 14-12-2015


Consulta palazzoSulla Consulta continua il nulla di fatto. I votanti sono stati 632. In 110 hanno votato per Franco Modugno, in 26 per Gaetano Piepoli e in 16 per Francesco Paolo Sisto. Le schede bianche sono state 444, le nulle 22 mentre 37 voti sono andati dispersi. Una nuova fumata nera quindi: il Partito democratico ha deposto nell’urna una scheda bianca mentre Forza Italia e Movimento 5 Stelle hanno votato il proprio candidato. Si è trattato della 30esima votazione per l’elezione del successore di Luigi Mazzella, in carica sino al giugno 2014; della nona, per chi succederà a Sergio Mattarella, in carica sino al 2 febbraio; e della settima per Paolo Napolitano, in carica sino al 10 luglio scorso. Ad augurarsi che un accordo arrivi quanto prima è la presidente della Camera Laura Boldrini. “L’inconcludenza – ha detto – logora la dignità del Parlamento”. “La scorsa settimana – ha ricordato Boldrini – avevo suggerito ai gruppi di prendere atto dello stallo e di esplorare altre soluzioni per giungere ad un accordo più ampio. Mi auguro che i gruppi giungano presto a questo tipo di accordo. Quanto a noi – ha concluso la presidente della Camera – andremo avanti con delle convocazioni quotidiane”.

Però il voto di oggi nasconde qualche novità. La scheda bianca, come ha spiegato il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio, è una scelta di prudenza. “A condizione, però che serva a rimuovere le pregiudiziali e a consentire una convergenza tra i gruppi parlamentari su candidature indipendenti, qualificate per il ruolo e non bandiere di partiti. Ma voglio essere ottimista: la scheda bianca può essere il segnale di una strada in discesa”. Si potrebbe infatti profilare un accordo tra Pd e M5S. Cosa già successa in passato per il Csm.  Un accordo che può però essere costruito solo dopo la rottura del patto tra Pd e Forza Italia il cui candidato, Paolo Sisto, è sempre stato osteggiato dai grillini che con il deputato Danilo Toninelli hanno ribadito la loro posizione. “Noi abbiamo chiesto che venisse tolto il nome di Sisto, ma il Pd ancora non lo ha fatto ufficialmente; così un accordo con il Pd è impossibile. Noi – ha detto ancora – non poniamo un veto su Barbera. Certo noi abbiamo proposto un nome, quello del professore Modugno, che non è darea, mentre Barbera lo è. Se il Pd propone un nome alto ed autorevole è tutto più semplice”. Toninelli ha ribadito il “no” al candidato di Fi, Francesco Paola Sisto, “lavvocato di Berlusconi”. “Se il Pd vuole un accordo – ha insistito Toninelli – dica chiaramente che Sisto non è candidato, che non lo voterà”.

Per il Pd il candidato resta sempre lo stesso. Il professore Augusto Barbera, appunto. Lo ha detto il capogruppo alla camera Ettore Rosato, ai componenti dell’Ufficio di presidenza del gruppo Dem, riunito prima della seduta per l’elezione di tre giudici costituzionali. Prima dell’inizio della votazione Rosato ha riunito l’ufficio di presidenza del gruppo spiegando che diversamente dalla volte precedenti, quando il Pd votò per Augusto Barbera, in questo scrutinio voterà scheda bianca perché sono in corso trattative con “tutti i gruppi”, ma ciò non significa che il candidato indicato dal Pd sia cambiato. Insomma Barbera resta il candidato che i Dem proporranno nel corso delle trattative agli altri gruppi.

Anche Sinistra Italiana ha votato scheda bianca. “Siamo di fronte all’ennesima fumata nera sui giudici costituzionali. Un fatto grave che denota scarso senso delle istituzioni e totale indifferenza, per l’appello lanciato dai Presidenti delle Camere a sbloccare lo stallo e a porre fine all’interminabile sequenza di votazioni inconcludenti, da parte del governo e della maggioranza. Subito dopo questa ennesima votazione nulla, si riapra una discussione su proposte che garantiscano l’imparzialità della Corte” hanno affermato la capogruppo di Sel a Palazzo Madama Loredana De Petris e il capogruppo di Sinistra Italiana a Montecitorio Arturo Scotto.

Ginevra Matiz

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