sabato, 3 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

UE, GELO AL VERTICE
Pubblicato il 18-12-2015


Renzi Merkel

Un vertice all’insegna della polemica quello della seconda giornata a Bruxelles che ha visto, secondo quanto riferiscono fonti comunitarie, un sapido scambio di battute tra il nostro Presidente del Consiglio e la Cancelliera tedesca. Oggetto del contendere la questione delle garanzie europee per i conti correnti bancari e il raddoppio del gasdotto russo-tedesco North Strem nonostante le sanzioni comunitarie a Putin per la crisi Ucraina e l’invasione della Crimea. Già ieri, alla riunione dei leader del PSE, Matteo Renzi aveva anticipato le critiche che avrebbe oggi rivolto ad Angela Merkel sul tema dell’Unione monetaria e in particolare chiedendo le ragioni della contrarietà della Germania alla garanzia Ue su conti correnti bancari di fronte a un’Europa che in questi anni di crisi ha visto calare crescita e occupazione nei confronti degli Stati Uniti.

“Non potete raccontarci che state donando il sangue all’Europa, cara Angela”, ha detto Renzi rivolto alla Merkel. Lo stesso Presidente del Consiglio italiano ha poi però addolcito il peso delle sue parole spiegando che c’era stato “tutto tranne che un attacco alla Germania.

Il North Stream due

Il North Stream due

North Stream e South Stream
Ho posto delle domande alla cancelliera con la quale ho un legame di amicizia e stima che non mi impedisce di formulare quesiti, dagli aeroporti greci al Northstream”. Una battuta velenosa quella di Renzi che sostanzialmente con quel “donare il sangue” si riferiva all’affare degli aeroporti regionali greci acquistati da Berlino a prezzi di saldo nell’ambito delle misure imposte dal programma di salvataggio finanziario della troika e al raddoppio del gasdotto North Stream, per far arrivare il metano russo in Germania attraverso il Mar Baltico bypassando l’Ucraina, ndr).

South Stream

Il progetto abortito del South Stream

Renzi ha spiegato che non si è trattato di un attacco alla Germania, ma ‘solo domande’ mentre la Merkel ha commentato che “L’Italia è per la comunione dei depositi (bancari, ndr) e vorrebbe partecipare a Southstream; anche la Bulgaria ha obiezioni. Non è la prima volta che abbiamo opinioni diverse, ma alla fine troviamo un accordo”. Southstream è il gasdotto che attraversando Mar Nero, Bulgaria e Grecia, doveva portare il metano russo in Italia, ma la sua costruzione, cui partecipava l’Eni, è stata annullata da Mosca dopo le sanzioni di Usa e Ue.

Gasdotti e sanzioni
“Non abbiamo nessun tipo di problema a corrispondere a questo impegno – ha detto Renzi a proposito delle sanzioni alla Russia – ma ho trovato di dubbio gusto confermare le sanzioni senza aprire prima una discussione su un punto sorprendente: mentre un anno fa si è detto no al South Stream con una scelta che ha creato un contenzioso pazzesco, improvvisamente alla chetichella adesso si fa passare il principio del raddoppio del North Stream”. La questione del gasdotto North Stream ha precisato Renzi “per noi è anche politica e non solo commerciale; sarà la Commissione a decidere” sottolineando che nel corso del vertice la posizione dell’Italia è stata “maggioritaria” e che “solo Germania e Olanda si sono espressi contro”.
Anche il premier slovacco, Robert Fico, avrebbe attaccato la politica tedesca sul Nord Stream e per mettere in evidenza le contraddizioni tedesche rispetto alle sanzioni russe, avrebbe citato al riguardo un proverbio africano: “Non è importante che gli elefanti saltino o facciano l’amore, l’importante è che l’erba venga comunque schiacciata”.

Le garanzie ai conti correnti bancari
Quanto all’altra spinosa questione delle resistenze tedesche alla garanzia europea sui conti bancari, esse derivano anche dalla politica economica del Governo italiano che con l’ultima finanziaria ha puntato tutto su una crescita in deficit rinviando il rientro del colossale debito pubblico a tempi migliori. Inoltre l’Italia sta da tempo cercando di dare vita a una ‘bad bank’ che assorba oltre 200 miliardi di euro di crediti deteriorati generati dalla crisi del 2008 che rendono difficile il credito alle attività produttive, ma si scontra con le resistenze di Bruxelles che non vuole che si diano ‘aiuti di Stato’ sotto nessuna forma. Per questo Renzi si è scontrato con la Merkel e ha definito ‘lunari’ le parole del commissario Ue ai Servizi finanziari, Jonathan Hill: “Abbiamo una sua lettera e abbiamo fatto ciò che ci ha detto la Commissione. L’Italia rispetta tutte le regole europee. Mette in gioco la propria reputazione nel rispettare l’Europa. Purtroppo in passato i governi italiani duravano meno di un gatto in autostrada. Ora invece è diverso, il rispetto delle regole è per noi un punto di onore”. Ma non solo la Merkel e Hill perché anche il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, martedì scorso in un’intervista aveva ribadito la sua contrarietà a una veloce soluzione sulla questione dello schema di assicurazione europea dei depositi, il terzo pilastro dell’unione bancaria.

Renzi comunque era tutt’altro che isolato perché la posizione italiana sarebbe stata sostenuta da altri leader, tra cui il presidente francese François Hollande, il primo ministro portoghese Antonio Costa, il premier greco Alexis Tsipras e il bulgaro Boyko Borissov. “È importante – ha detto – che l’unione bancaria sia completata con la garanzia europea sui depositi”.

Infine il Presidente del Consiglio italiano ha lanciato una stoccata anche sul tema migranti: “Chi è in ritardo è l’Europa non l’Italia”, rispondendo così a quella che ha definito la ‘stravagante’ richiesta di procedura d’infrazione per la mancata identificazione dei nuovi arrivati.

Un vertice straordinario per il Pse
Il commento di Maria Cristina Pisani, portavoce nazionale del Psi: “L’ennesimo esito interlocutorio del vertice dei leader del Pse, svoltosi a Bruxelles prima del Consiglio europeo, segnala il permanere di un preoccupante stato di afasia politica del partito a cui si può porre rimedio soltanto con un profondo ripensamento della mission dei socialisti europei. Il Psi non può che rinnovare la richiesta, già formulata dal segretario Riccardo Nencini, che si celebri in tempi rapidi un congresso straordinario del Pse per definire nuove strategie, affrontare e risolvere i problemi che incombono nel Vecchio Continente, a cominciare dalla revisione dei trattati e dall’immigrazione, questioni – conclude l’esponente del Psi –  che non possono essere risolte senza una nuova prospettiva e una rinnovata agenda”.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento