sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Un’altra perla in Sardegna. Anche il sindaco Pd di Loceri cancella piazza Craxi
Pubblicato il 15-12-2015


Non c’é solo il caso della lombarda Lissone. Anche in Sardegna è accaduta la stessa identica cosa. Il sindaco Pd di Loceri (Nuoro) Roberto Uda e la sua giunta hanno deciso di cancellare piazza Craxi, intitolata al leader socialista dalla giunta precedente il 7 settembre 2013. Un’altra decisione che offende la tradizione dei socialisti, che infanga la memoria di Bettino Craxi, del quale da più parti, ma evidentemente non nel Pd o in una sua parte, si riscoprono oggi meriti politici fondamentali sia nel rinnovamento della sinistra, sia nella capacità di governo, sia nell’azione internazionale, nel socialismo europeo e nel supporto ai movimenti di liberazione dei paesi dell’Est come dell’America latina, nell’aiuto tangibile offerto ai socialisti spagnoli e portoghesi in esilio, nel dialogo con i paesi arabi e col movimento di resistenza palestinese.

L’intitolazione a “Craxi statista” era stata contestata da un documento sottoscritto da 400 firme, evidentemente tutte “spintanee” e subito il nuovo sindaco Pd ha deciso il cambio. La motivazione, formale, sarà dovuta ai provvedimenti giudiziari che hanno colpito il leader del PSI negli anni novanta. Ora, a parte l’ormai riconosciuta parzialità di tali provvedimenti, tutti per finanziamento illecito e reati connessi, improvvisati e condannati dalla Corte europea dei diritti dell’uomo per mancanza di giusto processo, poi così chiaramente descritti nei diversi libri pubblicati, ultimo dei quali quello del suo avvocato difensore, Niccolò Amato, resta l’interrogativo: perché questo deve valere solo per Craxi?

Ho già ricordato Giolitti e Crispi, il primo costretto a espatriare dopo il caso della Banca Romana, il secondo coinvolto anch’esso nello scandalo e per di più cruento repressore dei Fasci siciliani e del movimento democratico e socialista. E che dire delle piazze e delle vie intestate ai re, non ultimo quell’Umberto I che venne ucciso dall’anarchico Bresci per lavare il sangue versato a Milano dalle fucilate di Bava Beccaris? E che dire di Lenin e di Stalin, di Togliatti? Anche a Francesco Moranino, capo partigiano condannato per la strage della missione Strassera, sono state intestate vie e nessuno ha mai chiesto di cancellarle. Ognuno di loro porta responsabilità ben maggiori del reato di finanziamento illecito. Eppure solo verso Bettino Craxi si propone questo assurdo rito della demolizione. Riccardo Nencini scrive un editoriale per condannare questo atteggiamento e sono certo che esso non passerà sotto traccia nel rapporto col Pd perché tocca la nostra memoria storica e il cuore dei nostri militanti.

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Commenti all'articolo
  1. E pensare che anche alcuni dei nostri pensano di militare nelle stesse file del sindaco di Loceri. Una congiura a 360°, da fuori e da dentro, è poi così scandaloso essere socialista? Decisamente NOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!

  2. E’ ora che il PD ponga seriamente all’ordine del giorno la “Questione socialista”. un caro abbraccio agli amici e compagni socialisti. Tommaso Migliaccio Coordinatore Provinciale LiberalPD Bologna

  3. Se i nostri rappresentanti in Parlamento Nencini in testa cominciassero a votare contro le “scempiaggini” di questo governo tutti questi “figuri” ci rispetterebbero di più. Mi sono proprio rotto le scatole di questa “gente”.

  4. Lasciate perdere i nomi delle piazze e delle vie, tanto lo sappiamo che per gli ex comunisti e democristiani ricordare il PSI e Craxi è come il fumo negli occhi da fastidio, e concentriamoci piuttosto sulle cose reali.
    Come mai nel talk show invitano sempre Zanetti, di Scelta Civica, che i sondaggi nelle intenzioni di voto danno allo 0, 2% e mai nessuno del PSI?
    Come mai sempre tornando ai sondaggi, il PSI non viene più rilevato?
    Come mai nessuno ha uno scatto d’orgoglio batte i pugni sul tavolo?

  5. dove ha trovato le tante “via Moranino” l’autore dell’articolo? E sa l’autore che Moranino fu amnistiato (dopo aver rifiutato la Grazia) perche’ quei fatti erano fatti di guerra? Si sorprenda per “via Graziani”, invece. Moranino fu accusato di aver fatto uccidere 7 persone, Graziani, criminale di guerra, ne fece trucidare centinaia di migliaia

  6. Paura, ecco di cosa si tratta, Non tanto livore da parte di chi ha vissuto come lesa maestà la capacità di Craxi e del partito Socialista di incidere in maniera forte, con il governo, la vita stessa della nazione con interventi politici che hanno determinato un fiorire di novità economiche e sociali come raramente prima. La paura che gli elettori si scuotano dal torpore e si chiedano “Craxi, chi era costui? cosa pensava e cosa gli è accaduto e chi furono i suoi detrattori e perchè?.” Cancellare le tracce del misfatto è il sogno di ogni colpevole…..

  7. Ho trovato una via Moranino a Giulianova ma non penso che sia l’unica. Moranino fu graziato da Saragat (era la condizione per ottenere i voti del Pci come presidente della Repubblica) nel 1965, poi beneficiò dell’amnistia del 1968. Prima si rifugiò all’estero per fuggire alla condanna e al carcere. Su Graziani perfettamente d’accordo, Perché i sindaci Pd chiedano di togliere il nome di Craxi e non quello di Graziani chiediglielo tu.

    • Ho cercato personalmente, ma inutilmente, il cartello di via Moranino, a Giulianova, appunto l’unica “via Moranimo” come lei ha potuto constatare su google.maps. Fu sfasciato tanti anni fa, quasi subito. Del fatto che fosse condizione affinche’ Saragat ottenesse i voti del PCI, questa e’ una leggenda. Saragat, inoltre,grazio’ decine di altri ex-partigiani. E, ripeto, ma mi pare ora lo dica anche lei, non uso’ mai quella Grazia. Se vuole, c’e’ un bel libro uscito due anni fa, si chiama “Francesco Moranino, il comandante Gemisto”. Glielo consiglio, li’ puo’ trovare della documentazione seria. Grazie

  8. Bettino Craxi era e rimane storicamente un grande uomo di progresso che si è dovuto misurare e scontrare contro dei grandi blocchi conservatori sia in campo ideologico che su quelli economico e sociale.
    Rappresentando la spinta e l’interprete del cambiamento doveva essere eliminato dal Sistema. Al di fuori di una ristretta cerchia di famigliari e di vecchi compagni, chi ne conosce i meriti non ha però il coraggio di portarli alla luce, e chi potrebbe venirne colpito o privato nei suoi interessi, continua nella sua strategia d’infamia. Non a caso Craxi fu un cultore della Storia e dei cimeli garibaldini. Garibaldi fu definito l’eroe dei due mondi per avere lottato per la libertà e l’indipendenza dei popoli su due Continenti. Altrettanto fece Craxi per denunciare e contrastare le storture del Comunismo, aiutando anche economicamente i rappresentanti delle vittime delle dittature e di quelle popolazioni in lotta per la loro libertà e indipendenza.
    Le Risorse derivanti dai finanziamenti illeciti alla politica, oltre che per le attività di un Partito democratico furono destinate a tante cause per la Libertà.
    Per difendere l’Europa dal Comunismo sovietico e preservare il sacro diritto all’autonomia e indipendenza dell’Italia, non esitò a orientare i missili da Comiso verso l’Urss e a schierare i nostri carabinieri contro i marines americani a Sigonella.
    Sulle targhe a Lui dedicate oltre alla definizione di Statista occorrerebbe aggiungere quelle di patriota e apostolo della libertà.
    Con grande tristezza ho avvertito, anche in ambienti socialisti, atteggiamenti e dichiarazioni di chi in vari modi voleva estraniarsi da un coinvolgimento nella storia e nelle vicende che con Craxi aveva condiviso.
    Craxi li ha chiamati extraterrestri, la Storia li definisce i voltagabbana. Tanti avversari potremmo definirli infami.
    Quanti socialisti a livello parlamentare, regionale, comunale, nelle Federazioni e nella Direzione del Partito s’impegnano o sono disposti a battersi per un riconoscimento tangibile come una piazza o una via intestata a Craxi??
    Carissimo Mauro: se ti fosse possibile come membro della Direzione del PSI proponi che i nostri parlamentari prendano l’iniziativa di far sottoscrivere un’interpellanza di denuncia sui fatti di Lissone e Loceri agli ex socialisti del centro destra e del PD.
    Se si arrivasse a un’interpellanza comune fra Socialisti collocati su sponde diverse, oltre a essere un fatto che avrebbe risonanza nei media e nell’opinione pubblica, potrebbe rappresentare anche un segnale utile a stimolare una ricomposizione della diaspora socialista.
    Fraternamente, Nicola Olanda

  9. Buonasera direttore,
    siamo alle solite con i giornalisti, si commentano fatti accaduti senza avere la cortezza di verificarli,bastava informarsi in quel paesino di 1200 anime per capire che chi ha intitolato la piazza a Bettino Craxi ,giustificandola con 50 firme di cittadini,quello si era un vecchio comunista, di quelli che negli anni 90 andava dicendo che bisognava metterli tutti in galera i Socialisti anche quelli che all’interno di quel partito( ad es. i Lombardiani) coraggiosamente osteggiavano “Lo statista” ,prevedendo che quel comportamento avrebbe portato giorni infausti per il glorioso partito Socialista,
    quel comunista(era il segretario di sezione del PCIdel paese) divenuto sindaco proprio con l’aiuto di qualche berlusco-craxiano ha avuto la brillante idea ,non di intitolare una piazza a Sandro Pertini ben più meritorio di Bettino Craxi ,non di abbellire la via precedentemente dedicata a Pietro Nenni, da amministratori che lo avevano preceduto,
    ma di andar contro la volontà della popolazione che,appena saputo la notizia dell’intitolazione,in poco tempo ha raccolto più di 400 firme non 50 o 70, per far si che quella piazza fosse dedicata ad un emigrato morto in Svizzera in un incidente del lavoro, il quale era oltretutto di fede socialista! Ora la storia ci potrà dire se l’On Craxi sia stato uno “Statista” oppure no, ma una cosa è certa per noi Loceresi la memoria di quel paesano morto per guadagnarsi il pane in terra straniera, vale centomila volte di più delle 50 firme raccolte dall’ex sindaco” berlusco-craxo-comunista”
    con stima,
    Un cittadino Locerese

  10. Buonasera direttore,
    siamo alle solite con i giornalisti, si commentano fatti accaduti senza avere la cortezza di verificarli,bastava informarsi in quel paesino di 1200 anime per capire che chi ha intitolato la piazza a Bettino Craxi ,giustificandola con 50 firme di cittadini,quello si era un vecchio comunista, di quelli che negli anni 90 andava dicendo che bisognava metterli tutti in galera i Socialisti anche quelli che all’interno di quel partito( ad es. i Lombardiani) coraggiosamente osteggiavano “Lo statista” ,prevedendo che quel comportamento avrebbe portato giorni infausti per il glorioso partito Socialista,
    quel comunista(era il segretario di sezione del PCIdel paese) divenuto sindaco proprio con l’aiuto di qualche berlusco-craxiano ha avuto la brillante idea ,non di intitolare una piazza a Sandro Pertini ben più meritorio di Bettino Craxi ,non di abbellire la via precedentemente dedicata a Pietro Nenni, da amministratori che lo avevano preceduto,
    ma di andar contro la volontà della popolazione che,appena saputo la notizia dell’intitolazione,in poco tempo ha raccolto più di 400 firme non 50 o 70, per far si che quella piazza fosse dedicata ad un emigrato morto in Svizzera in un incidente del lavoro, il quale era oltretutto di fede socialista! Ora la storia ci potrà dire se l’On Craxi sia stato uno “Statista” oppure no, ma una cosa è certa per noi Loceresi la memoria di quel paesano morto per guadagnarsi il pane in terra straniera, vale centomila volte di più delle 50 firme raccolte dall’ex sindaco” berlusco-craxo-comunista”
    con stima,
    Un cittadino Locerese

  11. Sarà l’effetto Di Lello… poveri, miseri, inutili idioti pieni di odio. Questi episodi fanno parte di una lunga serie di ostracismi nei nostri confronti. Non sono casi isolati ma di collaudi e antichi vizi da parte di amici e compagni di mafia capitale e d’intorno! Ci sono mille motivi perché i socialisti la smettano di divedersi , di giocare a fare i socialisti in casa di altri (tra l’altro tutti partiti anti socialisti per DNA..); ma se avessero un minimo di dignità, dopo questi ennesimi fatti, non dovrebbero aspettare neppure un secondo e tornare nella casa madre. Casa madre che necessariamente ed indissolubilmente deve cambiare strategia ,politica, basta lagnarsi e poi trovato mille giustificazioni per non andare contro il Renzi e soci. Così facendo passiamo sempre più da alleato ad allegati e bastonati!

  12. Se non ho capito male quel Loceresu che no si firma ritiene giusto che la piazza sia stata sdedicata, uso volutamente questa parola. Gli chiedo solo una cosa. Nel suo paese è mai capitato prima?

  13. “Come mai nessuno ha uno scatto d’orgoglio batte i pugni sul tavolo?” si chiede uno dei commenti, che invita inoltre a lasciar perdere i nomi delle piazze e delle vie, e a concentrarsi piuttosto sulle cose reali

    Ma se non ti invitano mai ai “talk show” per darti modo di esporre il tuo pensiero e le tue proposte sulle cose reali, e se ti trascurano nei sondaggi, molto probabilmente ignoreranno anche i tuoi pugni sul tavolo, e l’unico modo per esprimere uno scatto d’orgoglio rimane dunque quello di “difendere” quantomeno i propri simboli e “vessilli”, a meno di non rompere l’alleanza con quei partiti che non intendono riconoscerli.

    Forse anche di questi segni di fierezza saranno in pochi ad accorgersene, considerati anche gli “oscuramenti” riservati alle voci socialiste, ma potrebbe anche essere un investimento per il futuro, semmai qualcuno arriverà ad apprezzare la coerenza di chi ha cercato di “mantenere la schiena dritta” e pure a domandarsi “Craxi, chi era costui? cosa pensava e cosa gli è accaduto…”.

    Davanti a questi sconsolanti fatti non è certamente fuori luogo l’affermare che “Ci sono mille motivi perché i socialisti la smettano di divedersi”, come scrive un altro commento, ma occorre però sapere, e la dico in sintesi, come ci si deve muovere, una volta rimessi insieme, proprio per fronteggiare questi fatti.

    Paolo B. 19.12.2015

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