sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Unione elettrica europea?
Risparmi da 40 mld l’anno
Pubblicato il 15-12-2015


Rete elettrica elettricitàIntegrare completamente la rete elettrica europea ci farebbe risparmiare 2 euro a MWh e la renderebbe più resistente ad eventuali shock. Su questa strada si è mosso l’europarlamento che martedì ha approvato una risoluzione – non legislativa – che potrebbe farci risparmiare, entro il 2030, fino a 40 miliardi di euro l’anno. È un vantaggio, ma richiederebbe anche un investimento che è stato quantificato in 150 miliardi. Va da sé però che risparmiando 40 miliardi l’anno in meno di quattro anni l’investimento produrrebbe già un attivo senza considerare i benefici ‘tecnici’ come una più alta resilienza della rete.

Per il relatore Peter Eriksson (Verdi/ALE, SE) – informa una nota del PE – “un migliore collegamento della rete elettrica UE è fondamentale sia per avere più rinnovabili, e quindi per raggiungere gli obiettivi sul cambiamento climatico, sia anche per rendere l’Europa più competitiva attraverso prezzi dell’elettricità più economici”.
Nel testo si legge che garantire che almeno il 10% dell’elettricità prodotta dalle centrali elettriche di ogni Stato membro possa essere inviata ai paesi vicini oltre confine dovrebbe creare una rete strategicamente “più resiliente e solida”. Il testo aggiunge che l’obiettivo attuale UE del 10% entro il 2020 è “significativo” ma “non rispecchia sempre la situazione del mercato” poiché “dodici Stati membri non hanno raggiunto l’obiettivo del 10% e sono quindi ampiamente isolati dal mercato interno dell’energia elettrica”.
I 12 paesi che sono sotto il target del 10% sono Italia, Cipro, Estonia, Irlanda, Lituania, Lettonia, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna, Regno Unito.

Cooperazione regionale
·         Stati baltici: i deputati sono preoccupati che “le reti sono ancora sincronizzate con il sistema elettrico russo e dipendono da esso”. Ciò costituisce un “ostacolo a un mercato europeo dell’elettricità che sia veramente integrato e che funzioni correttamente” e richiede “una tempestiva sincronizzazione delle reti elettriche con la rete europea continentale”.

·         Regione del Mar del Nord: per i deputati “il coordinamento della progettazione e della realizzazione di un’infrastruttura di rete offshore regionale, l’accesso al mercato e la condivisione delle riserve in questa regione potrebbero consentire un risparmio sui costi annuali compreso tra 5 e 13 miliardi di euro entro il 2030, grazie a una maggiore integrazione del mercato regionale”, evidenziando che la regione ha il potenziale per fornire oltre l’8% dell’approvvigionamento elettrico europeo entro il 2030.

·         Europa centro-occidentale: i deputati ritengono che “il mercato dell’elettricità condiviso tra l’Austria e la Germania” sia “un modello di successo” e chiedono “che sia ampliata la zona di offerta”.

·         Europa centrale e sud-orientale: in questa regione “la cooperazione e il coordinamento nell’ambito della progettazione e della realizzazione a lungo termine di un’infrastruttura di rete regionale devono spingersi oltre l’UE e includere i paesi dei Balcani occidentali esterni all’UE e la Turchia”.

·         Penisola iberica e Mediterraneo: secondo i deputati “la capacità d’interconnessione esistente tra la Penisola iberica e l’Europa continentale è eccessivamente ridotta e i progetti inclusi nell’attuale elenco dei PIC (progetti d’interesse comune) non sono sufficienti a conseguire l’obiettivo di interconnessione entro il 2020”. Chiedono alla Commissione UE “di condurre uno studio sui vantaggi derivanti dall’interconnessione (…) con la Francia, il Regno Unito, l’Italia e i Paesi della sponda sud del Mediterraneo”.

Obiettivi complementari
I deputati chiedono che, al massimo entro il 2030, dovrebbero essere raggiunti dalle regioni “obiettivi di interconnessione complementari ambiziosi”, basati su diversi parametri, poiché “il libero accesso e la disponibilità degli interconnettori” sono “essenziali” per superare le barriere che ostacolano il funzionamento del mercato europeo dell’elettricità.

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