sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

1992 a La7: cosa avrei detto io
Pubblicato il 09-01-2016


Enrico Mentana ha ripreso il film di Sky sul 1992, concludendolo con un lungo dibattito al quale hanno partecipato Di Pietro, Feltri, Gori e il nostro Bobo Craxi. Se avessi avuto la possibilità di intervenire avrei posto le seguenti questioni, oltre a quelle trattate da Bobo:

1) A Di Pietro avrei obiettato la legittimità dei diversi processi che si sono conclusi dopo indagini svolte con interrogatori affrontati attraverso il ricorso al carcere preventivo degli imputati, negato dalla legge se non in tre esclusivi ed eccezionali casi. E per Craxi utilizzando il teorema del “non poteva non sapere”, negato per gli altri segretari politici, poi comminando al leader del Psi condanne a decine di anni di carcere. Craxi è stato l’unico leader politico italiano condannato al carcere, praticamente all’ergastolo, mentre tutti gli altri leader politici italiani di un sistema dal finanziamento irregolare ed illegale, come anche Di Pietro ha riconosciuto, potevano stare in libertà. Alcuni condannati, altri nemmeno indagati. Potremmo citare Forlani, Andreotti, La Malfa, Altissimo, per non parlare di Occhetto e D’Alema. E’ stato tutto questo equo, equilibrato, obiettivo?

2) Sui processi a Craxi è intervenuta la Corte europea dei diritti dell’uomo che ha sentenziato non esservi stato il crisma del giusto processo. Per di più le tre sentenze sul primo capo di imputazione riferite alla Metropolitana milanese sono state tutte emesse in pochi mesi, caso unico nel sistema giudiziario italiano. Chissà perchè la lenta macchina del sistema giudiziario si è improvvisamente messa a correre…

3) Sulle dichiarazioni di Di Pietro, che ha sostenuto la tesi dell’arricchimento a fini personali del leader del Psi e degli altri uomini politici della Prima Repubblica, avrei rinviato alla lettura di una intervista di Gerardo D’Ambrosio, che era parte attiva del Pool Mani pulite, in cui si sosteneva, almeno per Craxi, esattamente il contrario. E cioè che i finanziamenti erano a scopo politico. Di Pietro e D’Ambrosio avevano notizie differenti? Non sono in grado di dire chi dei due abbia detto la verità. Solo di mettere in contrasto le due opinioni.

4) Mi spiace che non sia mai stato citato il libro di Niccolò Amato, che smantella punto per punto tutte le accuse e le sentenze, che appaiono invero di stampo politico, che hanno coinvolto Craxi. E soprattutto che non sia stata citata la prefazione di Vittorio Feltri che, contrariamente a quello che ha sostenuto in televisione, ha scritto di essere stato ad Hammamet a chiedere scusa a Craxi per i suoi articoli scritti ai tempi dell’Indipendente. Altro che beatificare Di Pietro per le sue “ottime inchieste”, come ha dichiarato egli stesso nel corso del dibattito.

5) Infine avrei insistito sulle tesi sostenute dall’ambasciatore americano Bartholomew, sulle sue preoccupazioni attorno alla legittimità dell’operazione Mani pulite e sulle ammissioni del console Semler che ha ricordato invece i suoi molteplici incontri con Di Pietro che gli avrebbe riferito mesi prima dell’obiettivo di colpire Craxi. Perché questi rapporti tra un magistrato e una potenza straniera?

Dico tutto questo non rinunciando alle mie posizioni di allora. Vedevo (fui all’epoca anche commissario del Psi di Pavia) le distorsioni della politica soprattutto nell’area milanese e compresi le ragioni dell’affermazione della Lega in quelle zone, dovute al progressivo distacco del paese reale, che poi si consumò più drasticamente a seguito delle indagini. Ne fu conseguenza, non causa, come Mentana sostiene. E aggiungo che l’errore fondamentale di Craxi fu quello di non capire il significato di rottura dell’ottantanove. Per questo non seppe anticiparne gli effetti sul sistema italiano. Ma il mio dissenso non si trasformò mai né in indifferenza, né in mancanza di solidarietà, atteggiamenti assunti invece da molti di quelli che avevano silenziosamente accettato tutte le scelte di Craxi. Ci tengo molto a sottolineare il mio comportamento che mi portò, sia pure da posizioni diverse (ero stato all’opposizione nel Psi, con Claudio Martelli) a votare alla Camera contro le autorizzazioni a procedere, firmando così la condanna nel 1994 del tavolo dei progressisti, il tribunale politico della gioiosa macchina da guerra.

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Commenti all'articolo
  1. Caro Mauro, di cose da dire su quel magistrato e chi organizzo quella stagione infausta per la politica italiana, pur con molte ragioni sul sistema ce ne sono tante. Bobo è stato molto bravo e anche molto elegante nei confronti di un magistrato sguattero vendutosi alla politica. Bene, facciamo cosi ok? dividiamo la prima e la seconda repubblica, la prima quasi tutti ladri, e il signor Di pietro era immune da questa, ma la seconda che lui ha partecipato integralmente con partito e logo con il suo nome cosa ha prodotto? . Il suo giornale che era finanziato con soldi pubblici, fallito dove sono finiti i soldi e personale licenziato? e le casettine accumulate negli anni da lui con quali soldi? e il suo partito che predicava la legalità dove molti amministratori sono stati trovati con le mani nella marmellata?
    Una cosa però penso che il signor Di pietro ha capito, che chi la creato e usato come magistrato sceriffo lo abbia anche distrutto politicamente.
    SALUTI
    Pasquale Claps

  2. Rispetto a Craxi, peggio degli avversari esterni furono quelli interni, i quali, nell’intento di disarcionarlo per conquistare la guida del partito, da sempre craxiani, nell’ultima fase, nel suo momento di maggiore debolezza, lo attaccarono da sinistra, per poi, qualche anno dopo, sedersi sulle ginocchia di Berlusconi.
    Dagli amici mi guardi iddio…..
    A buon intenditor poche parole!!!

  3. Quello che io trovo più grave è che nessuno degli ospiti della trasmissione abbia contestato a Di Pietro la baggianata politica sul debito pubblico della prima repubblica quale causa di tutti i mali di oggi del nostro paese. Niente di più falso.
    Nel 1987, quando Craxi lasciò Palazzo Chigi, il debito pubblico era sotto il 90% del PIL ( non il 130% di oggi) ed era tutto nelle mani dei cittadini italiani, era, cioè, la ricchezza privata. Quel debito pubblico è servito a finanziare le infrastrutture, l’occupazione e la modernizzazione industriale del nostro paese. Non a caso l’Italia era allora la 5° potenza mondiale e cresceva al ritmo del 4,5% in regime di piena occupazione.
    Per quanto riguarda gli agitatori di forche e i lanciatori di monetine del 1992, una volta al potere nella cosiddetta 2° repubblica, hanno fatto scempio dei lauti finanziamenti pubblici attribuitisi, di Pietro in testa, e, quel che è peggio, hanno condotto il paese alla catastrofe.

    • concordo. Emerge a livello politico sociale il sottostante conflitto tra economia finanziaria (reazionaria) e economia produttiva (“rivoluzionaria”). La applicazione delle teorie monetariste funzionali agli interessi della prima ha portato in un primo momento alla distruzione del sistema di valori residuato (come il coccige umano è il residuato della coda che avevano i nostri antenati milioni di anni fa) della Rivoluzione del 1789, poi alla affermazione di un sistema di tipo feudale retto da “caste” che tengono luogo delle “classi” della Francia pre rivoluzioanria, dove il merito individuale è tornato ad essere irrilevante rispetto ai privilegi di “nascita” e la sovranità popolare null’altro che un aspetto di mera forma col popolo totalmente ignorato nei suoi bisogni e desideri o a tutto concedere chiamato a ratificare scelte già decise in altri luoghi.
      Non è un caso se la legge Glass-Stegal (approvata sotto la presidenza Roosevel dopo la “grande” depressione del 1929) e che separava le banche d’affari da quelle di investimento, sia stata abolita sotto la presidenza Clinton gettando le fondamenta della crisi del 2008 che è solo l’anticipo di quello che deve ancora accadere.

  4. Caro Mauro,non so se hai potuto vedere quella porcata della prima puntata di1992, condotta dal fazioso Mentana, che tra l’altro fu giovane socialista e fu anche giovane berlusconiano ,nella quale è tornato a farsi vedere l’innominabile e che ha negato tutto quello che gli veniva rimproverato anche se sotto forma di domanda dallo stesso Feltri, pentito giornalista con la ghigliottina a portata di mano e che non ha tenuto conto della correttissima posizione di Bobo il quale ha alzato il tono della “porcata” mentre Mentana cercava di elidere i temi che Bobo Poneva.
    Ma è mai possibile che ancora ci sia che crede che i socialisti sono stati la causa di mani pulite ( tornate più sporche di prima oggi ) e che per colpa nostra è arrivata la fine della prima repubblica!
    Di Pietro ancora ci deve spiegare perchè all’improvviso lascia la toga, ci deve spiegare perchè si fermò sulle scale di Botteghe Oscure e non fece altri passi, ci deve spiegare come mai fu eletto senatore al Mugello, ci deve spiegare chi fu a pilotarlo.Noi sappiamo rispondere a tutte queste domande ma io vorrei che ormai, dopo ventidueanni,sia lui a dire la verità e che la smetta di dire che ha solo il suo dovere di magistrato.

  5. Personalmente l’orazione del “contadino scarpe grosse e cervello fino” non mi ha detto nulla di nuovo. Ho sempre sostenuto che i fatti del 1992 non sono stati una rivoluzione ma un moto reazionario voluto dai magistrati guidati da Violante e Galloni vicepresidenti del CSM con appendici nella Confindustria, che si sentiva vittima dei partiti, principalmente del PSI che foraggiava per “monopolizzare” gli appalti pubblici, del sindacato principalmente della CGIL, che si è sempre dichiarata socialista ma ha sempre portato i voti al PCI. La CGIL, però, è stato l’unico sindacato che ha veramente difeso i lavoratori, specialmente i lavoratori più deboli e indifesi. Ritengo che noi Socialisti dovremmo tornare nell’agone politico denunciando che questo paese è caduto in mano a ex-fascisti e ex-comunisti i quali con la democrazia liberale non hanno niente a che fare e mettere da parte le ingiustizie subite dal PSI in questo paese sin dal 1892. Credo sia più opportuno prepararci alle prossime battaglie politiche cominciando a prendere le distanze dal PD che in questi anni ha fatto troppe schifezze nei confronti del popolo italiano.

  6. Nessuno è esente da errori. Ma rispondo a proposito della contestazione a Craxi da sinistra per poi essere finiti tra le braccia di Berlusconi, che almeno personallmente non ho fatto nè l’uno né l’altro errore. Credo che Craxi abbia sbagliato a non accorgersi di quel che poteva avvenire in Italia dopo l’89 e che dopo il dipietrismo imperante fosse molto difficile per un socialista stare a sinistra. Tutto qui.

  7. Chi in quel momento criticò Craxi per la sua gestione del “dopo 89”, lo attaccò da sinistra, chi reputò difficile stare a sinistra dopo il dipietrismo imperante, finì sulle ginocchia di Berlusconi. Tutto qui.
    P.S.
    a) Quando Craxi iniziò a perpetrare l’errore suddetto era ancora molto forte e nessuno dei profeti successivi, in quel momento, si avventurò a prendere le distanze dall’errore e dal potere.
    b) L’intollerabilità del dipietrismo, successivamente, fu un’autentica manna per chi riuscì a riagguantare il potere a destra con Berlusconi.

  8. La costituente del 2007 ha messo assieme gli uni e gli altri, senza che nessuno pretendesse di avere ragione. Mi sono limitato a osservare il mio comportamento dal 1989 al 1994. Tutto qui. Vorrei precisare che me lo ricordo bene.

  9. Caro Direttore, come fa notare una compagna siciliana su Facebook, forse Bobo Craxi è troppo signore, forse anche tu sei troppo signore per assumere la posizione giusta riguardo personaggi come Mentana, il cui excursus è universalmente noto e non abbisogna di commenti.

    Cito Wikipedia: Cresciuto nel quartiere milanese del Giambellino, ha frequentato il liceo classico “Alessandro Manzoni”, aderendo prima al gruppo anarchico Movimento Socialista Libertario e poi al Partito Socialista Italiano.
    È quindi divenuto direttore della rivista Giovane Sinistra, organo ufficiale della Federazione dei Giovani Socialisti, di cui è stato vicepresidente dal 1977 al 1979 (…)

    Le verità storiche emergono molto più rapidamente nell’epoca del web e dell’informazione digitale e diventano patrimonio di conoscenza se veicolate adeguatamente. Bobo ha perso un’occasione per farlo, ma non ha retto al disgusto ed è comprensibile. La vicenda craxiana è stata disvelata da tempo e alberga nell’alveo dei fatti storici. In ogni caso, solo delle capre sgarbiane (o ipocriti patentati che purtroppo in Italia pascolano in massa dentro e fuori dalla politica) potrebbero ritenere accettabile la pseudo verità propinata da soggetti come quelli invitati alla trasmissione de “La7”, il cui direttore della testata giornalistica in persona – accorto surfista delle onde vincenti – ora ha scelto di strizzare l’occhio ai grillini. Visto che nella scena televisiva manca una voce del “movimento” e visto che a Roma si vota, che i 5 Stelle hanno buone probabilità di prendere il Campidoglio e di una TV a supporto avranno bisogno. Mentana lo sa, il suo editore lo sa, ne sono consapevoli alla sinagoga capitolina – cui il direttore è vicino per forza di cose – che in città hanno più di qualche interesse. Qualcuno diceva che non è la lettera che devi guardare, ma il postino che la recapita. Ci può stare, ma non chiamiamo questi teatrini “informazione” o peggio ancora “politica”.

  10. Gentile Direttore,

    LA PREGO DI PUBBLICARE LA MIA PRESENTE E DI DAR CORSO AD UN DIBATTITO ALL’UOPO.
    LA STORIA DI QUESTO PAESE non può e deve essere mistificata…bensì CAPITA e compresa.
    Ho visto l’altra sera in TV7, la storia di mani pulite ed il confronto tra DI PIETRO e BOBO CRAXI, apprendendo elementi che non conoscevo e che c’è il DOVERE STORICO di approfondire.

    1- Mi ha sconvolto la dichiarazione di DI PIETRO , che in quel quel periodo votava MSI, quindi un partito NEOFASCISTA.
    2- BOBO parla di congiura-più o meno- americana contro l’allora PSI…Per SIGONELLA ?

    Chiariamo tale situazione, perchè i fatti ammessi sono GRAVI ed hanno condizionato POLITICAMENTE QUELLI della mia generazione-che all’epoca erano 30 enni o poco più- IN MODO SBAGLIATO.

    Che poi D’alema abbia candidato uno che votava MSI, nelle liste PD o PDS al Mugello è altra circostanza da chiarire.

    Attenzione che il PASSAGGIO STORICO è FONDAMENTALE…PER L’ITALIA.

  11. L’equiparazione politico-morale tra i socialisti coerenti a sinistra ed i socialisti basculanti tra la destra e la sinistra, è relativismo peloso, funzionale esclusivamente alla difesa delle proprie biografie.

  12. Che Di Pietro fosse un fascista lo ha detto lui stesso. A Bergamo era molto amico di Mirko Tremaglia. Che sia stato manipolato dagli americani è più di un’ipotesi. Ci sono autorevoli dichiarazioni dell’ambasciatore Bartholomew che appoggiava Di Pietro e del console Semler che invece nutriva dubbi e che confessò a Molinari de La Stampa che mesi prima del primo avviso di garanzia a Craxi Di Pietro gli confessò che l’obiettivo era quello.

  13. Direttore, condivido il tuo “Fondo.”
    La storia su Mani Pulite una storia romanzata fuorviante per me, non l’ho seguita.
    Ho seguito invece con interesse il dibattito fra gli ospiti con Mentana.
    Bobo Craxi non poteva fare meglio di quello che ha fatto, non era la persona adatta al confronto, essendo parte in causa.
    Di Pietro non mi è sembrato tanto sicuro come lo era nel passato.
    La testimonianza di Bettino Craxi al processo, deve farci riflettere.
    Consapevole che la sua confessione gli sarebbe potuto costare la condanna, volle essere esplicita e veritiera nell’esposizione dei fatti, per lui era una questione politica, che andava risolta politicamente.
    Non fu così, perché il P.C.I dopo aver superato il trauma per la caduta del Muro di Berlino, aveva riacquistato la centralità politica e con essa la forza di indirizzare l’offensiva della Magistratura nei confronti dei suoi avversari politici e il P.S.I. era il primo nella lista e andava annientato velocemente.
    Solo in questo modo è stato possibile ai comunisti entrare a pieno titolo alla guida del Paese.
    Noi Socialisti dobbiamo uscire da questa psicosi di essere bersaglio di forze maligne, che non perdono occasione per darci addosso.
    Dobbiamo avere l’orgoglio di essere stati interpreti di politiche lungimiranti che negli anni di Governo Craxi, ci avevano portati all’onore del Mondo.
    Detto questo, non dobbiamo far finta di niente, chi ha vissuto quegli anni in prima linea se voleva vedere, si accorgeva che qualcosa o meglio che molto non andava nel senso giusto, che il malcostume, che le ruberie si erano propagate a macchia d’olio e chi non si adeguava a quel sistema inevitabilmente, strano a dirsi, soccombeva, lo dico per esperienza personale.
    Nel novanta dopo cinque anni passati a capo dell’amministrazione del mio comune. affrontai le elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale (non c’era ancora la legge per l’elezione diretta del Sindaco) e ne uscii vincitore a capo della Lista Socialista portando il consenso al 29,70 % undici punti in più superando la d.c. in voti e consiglieri comunali.
    Malgrado tutto ciò il partito pensò di farmi fuori per giochi e giochetti, ma principalmente perché non mi ero mai prestato ad operazioni di dubbia moralità (il nostro comune amico Sauro, direttore ne sa qualcosa)Se ti interessa alla prima occasione ti racconterò tutta la storia,
    Tutto questo per dire che dobbiamo affrontare il periodo degli anni Ottanta, Novanta con spirito diverso, spirito di verità, senza aver paura di ammettere le nostre colpe, che nei confronti dei nostri meriti, sono piccola cosa.
    Tutti questi interventi rancorosi non ci porteranno da nessuna parte, dobbiamo riacquistare la centralità Politica e per farlo serve il contributo di tutti, superando i malintesi e gli attriti che sono stati sempre il male pernicioso del Partito.

  14. Chi aveva paura di Bettino Craxi? Chi aveva paura di un’Italia forte, apprezzata all’estero, benedetta dai campesinos delle Ande per il supporto all’agricoltura? Chi aveva paura di una politica che sapeva coniugare impresa, crescita e progredire della giustizia sociale? I tempi sono mutati, ma la ricchezza della ricerca teorica in politica e la capacità di trasfonderla in pratica del PSI è stata ridotta al quasi silenzio. Non dobbiamo mollare. Avanti!

  15. Bravo Mauro, questa volta sono proprio d’accordo con Te. Ben detto.
    Io mi sono rifiutato di vedere programma e dibattito perché le mie povere “budella” non sopportano più questo branco di infami opportunisti codardi e violenti come tutti i vigliacchi; a cominciare da certi giornalisti …..
    Un abbraccio, Ugo

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