sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Addio a Pierre Boulez, dinamico e controverso maestro dello spartito
Pubblicato il 07-01-2016


pierre_boulezNella notte di sabato si è spento all’età di 90 anni il compositore e direttore d’orchestra Pierre Boulez uno dei più dinamici e controversi musicisti degli ultimi venti anni. Malato ormai da tempo, Boulez è scomparso a Baden Baden in Germania, sua seconda casa dopo l’abbandono della Francia nel ’60 in polemica con un mondo musicale a suo dire troppo conservatore.

Boulez nasce nel 1925 a Montbrison dove inizia gli studi di matematiche che proseguirà a Lione. Dopo poco li abbandonerà per intraprendere quelli musicali presso il Conservatorio di Parigi sotto la direzione di Olivier Messiaen. Successivamente sotto la guida di René Leibowitz apprese la tecnica dodecafonica e la musica atonale. In breve tempo Boulez divenne una vera e propria guida nell’ambiente artistico – musicale del dopoguerra francese.

Nel 1959 arrivano le prime esecuzioni assolute nello Stadttheater di Donaueschingen di sue composizioni. Il debutto europeo arriverà prima Al Royal Opera House di Londra nel 1969 dirigendo ‘’Pelléas et Mélisande’’ e dopo Al Teatro La Fenice di Venezia nel 1973 in cui dirige un concerto con l’Orchestra Sinfonica della BBC di Londra . Al Teatro alla Scala di Milano approda solo nel 1979 dirigendo ‘’Lulu’’ di Berg ed un concerto con l’Orchestre de l’Opéra national de Paris. Tardivo il debutto al Metropolitan Opera House ( 2010) come direttore ospite, dirigendo l’orchestra alla Carnegie Hall di New York.

Le capacità compositive di Boulez, i cui brani sono stati suonati da orchestre di tutto il mondo, è un’eredità tra le più apprezzate della musica contemporanea. Nel corso degli ultimi vent’anni le sue composizioni hanno progressivamente contemperato la sua propensione all’analisi estrema con la riconosciuta estraneità alle correnti neo-dada e la riscoperta ammirazione per la purezza formale e la raffinata tavolozza timbrica di Claude Debussy. Come compositore Boulez torna spesso a revisionare i propri lavori, che restano in molti casi delle “opere aperte”, sia per un maniacale perfezionismo, sia in quanto il legame tra composizione e tecnologie elettroniche in rapidissima evoluzione rendono le opere stesse periodicamente aggiornabili.

Alessandro Munelli

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