domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La procedura arbitrale nel DL per le quattro banche
Pubblicato il 18-01-2016


banche-vittima-009Nella bozza del D.L. che fissa i criteri per gli arbitrati, di cui si discuterà nei prossimi giorni, è prevista la gratuità della procedura arbitrale per chiedere l’indennizzo, al massimo entro 120 giorni, da parte di chi ha investito in obbligazioni subordinate delle quattro banche. Quello che è avvenuto nelle quattro banche e che può verificarsi in altre, mette in evidenza gravi contraddizioni nel non aver informato adeguatamente i rischi delle operazioni finanziarie. Vero è che solo oggi si legge nei dispositivi della Banca d’Italia che la vendita di qualsiasi prodotto deve essere accompagnata da una informazione semplice e comprensibile. Rimane il fatto che il fondo di 100 milioni di euro, istituito dal governo come ristoro per gli obbligazionisti non risulterà sufficiente, bisognerà stabilire chi potrà recuperare e chi no. La camera arbitrale per i rimborsi sarà costituita presso l’ANAC guidata da Raffaele Cantone. Al riguardo, ascoltiamo l’Avv. Vittorio Lo Fiego, esperto in Diritto Bancario e dell’intermediazione finanziaria con studio Legale a Milano, autore del testo (84 pagg.) definitivo del commento del D.L. in oggetto. Il saggio affronta tutte le tematiche connesse e collegate al salvataggio delle quattro banche, dedicando particolare attenzione per la tutela dei titolari obbligazionisti truffati.

Avv. Lo Fiego, la stampa continua a comunicare notizie di diversi interventi e iniziative, anche istituzionali,per risolvere il problema del rimborso agli investitori. Secondo il Suo approfondito studio, quali azioni questi creditori possono assumere per la tutela dei loro diritti?
Le leggi definitavamente approvate sono due: la prima risiede nella controversia che può essere decisa dall’arbitrato previste dall’ANAC (Autorita’ Nazionale Anticorruzione); la seconda, aver disposto nella legge di Stabilità lo stanziamento di € 100 milioni. Ergo, l’arbitrato ANAC, se lo si intende come arbitrato rituale, è inammissibile e costituzionalmente illeggittimo (art.113 cost.) Infatti, le quattro banche in risoluzione sono state sottoposte alla procedura pubblicistica della Liquidazione Coatta Amministrativa che, non prevede, nel modo più assoluto,come tutte le altre procedure concorsuali, che le controversie dei propri creditori possano essere risolte in una sede giurisdizionale diversa da quella propria della procedura concorsuale.
Si può ipotizzare, in linea teorica, che questi creditori per essere rappresentati da comitati a tutela di diritti diffusi, potrebbero accedere a questi strumenti di risoluzione di controversie, accettando il rischio di una quantificazione del credito inferiore alle legittime aspettative?
La ringrazio per la domanda. Innanzitutto, in tal caso dovrebbero rilascire, ciascuno singolarmente, la debita procura. Inoltre, nonostante questa possibilità, verrebbe a mancare la controparte che non può essere identificata nè dal Governo nè negli altri enti pubblici (Banca d’Italia-Consob-MEF), che avendo emanato i provvedimenti dovuti, non possono accedere a una decisione equitativa che, comporterebbe una loro revoca parziale o totale, specie se, nelle more, sono diventati, per il trascorrere del tempo (60 giorni) definitivi.
Il Governo ha stanziato, nella legge di stabilità, la somma di 100 milioni di € per il ristoro delle obbligazioni subordinate. Qualora si volesse tralasciare l’indennizzo agli investitori istituzionali che a loro volta hanno riversato sul mercato secondario le obbligazioni subordinate, cosa si otterrebbe?
È del tutto evidente che la predetta somma sarebbe sufficiente a soddisfare i creditori che hanno direttamente sottoscritto presso le banche, sollecitati dai funzionari e impiegati delle stesse, per euro 340 milioni, e obbligazioni subordinate nella percentuale globale del 30%. Detta percentuale, però, non sarebbe attribuita a tutti, in quanto si dovrebbe tenere conto, della percentuale di perdita in relazione al patrimonio finanziario posseduto.
Quali sono le conclusioni cui è pervenuto con il Suo lavoro di legale e studioso in materia?
La somma messa a disposizione è troppo modesta per arginare il malcontento sociale che la crisi delle quattro banche ha provocato e la ripartizione della stessa potrebbe dare adito a iniziative giudiziali che, con la stessa si vorrebbero evitare. Fatto queste premesse, il mezzo da utilizzare, per ottenere il giusto rimborso di quanto dovuto, rimane quello ricavabile dal D.L. 180/2015 che consiste:
1- occorre impugnare, avanti il TAR Lazio, entro il 21 gennaio 2016, il provvedimento della Banca d’Italia che ha svalutato totalmente le obbligazioni subordinate.
2- i commissari speciali delle quattro procedure di Liquidazione Coatta Amministrativa devono redigere lo stato passivo, che non includerà i titolari o possessori delle obbligazioni subordinate. Gli esclusi deono promuovere la prevista opposizione.
3- nelle more, questi creditori devono sollecitare i Commissari speciali a promuovere le eventuali azioni di responsabilità e di recupero.
4- a latere, gli stessi possono assumere iniziative per presentare, ricorrendo i presupposti e requisiti di legge, esposti e denunce a ogni autorità competente, compresa quella giudiziale, civile e penale amministrativa per violazioni delle diverse norme previste dal Testo Unico Bancario (TUB), dal TUF (Testo Unico della Finanza) e dalla legge 231/ 2001. L’iter può apparire complesso e impegnativo, ma si tratta di quello che, legge alla mano si può percorrere. Saranno, in definitiva, le impugnazioni sopra indicate a fare da diga difensiva per decisioni indennitarie che potrebbero portare a risultati non equi.

Ernesto Calluori

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