venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

All’Auditorium Mikhail Pletnev, il primo direttore a vita dell’Orchestra russa
Pubblicato il 13-01-2016


Mikhail Pletnev

Mikhail Pletnev

Una splendida serata quella di ieri all’Auditorium parco della Musica di Roma, dove un virtuosissimo Mikhail Pletnev ha letteralmente incantato il pubblico. Dopo i lunghi impegni alla direzione d’orchestra, Pletnev fa il suo ritorno tanto atteso alla tastiera del pianoforte. Ritenuto uno dei maggiori pianisti russi viventi, in questo suo recital ha proposto due famosissime Sonate di Beethoven (l’op. 14 n. 2 e l’op. 31 n. 2 “La Tempesta”).

Inoltre si è esibito nell’intero ciclo dei funambolici 24 Preludi op. 11 di Skrjabin, ispirati all’analogo ciclo chopiniano, andando a costituire un omaggio anticipato al compositore russo di cui si celebra, nel 2015, il centenario della scomparsa. Pianista e direttore d’orchestra di chiara fama, Pletnëv è nato in una famiglia di musicisti. All’età di diciassette anni, entra al Conservatorio di Mosca dove studia con pianisti del calibro di Jakov Filer e Lev Vlasenko. Appena compiuti ventidue anni, vinse il primo premio alla VI edizione del Concorso internazionale Čajkovskij, che lo porta ad esibirsi a livello internazionale. Invitato ad esibirsi in occasione della conferenza delle superpotenze del 1988 incontra Michail Gorbačëv, con il quale stringe una salda e duratura amicizia. Il debutto scaligero arriverà due anni dopo, nel quale, nelle vesti di pianista, si esibisce in uno straordinario recital su Chopin. Grazie allo stretto rapporto con Gorbačëv riesce a fondare nel 1991 l’Orchestra Nazionale russa, di cui fu primo direttore a vita.

Nonostante un fortissimo attaccamento alle musiche del proprio paese, che in parte lo rendono uno dei grandi valorizzatori della musica classica russa, si ricordano recital ed incisioni di pregio anche di altri compositori. Nota è la collaborazione con la Deutsche Grammophon, con cui ha un contratto di esclusiva dal 1996, con la quale ha recentemente inciso tutte le sinfonie di Beethoven. Dopo un serata passata ad ascoltare le infinite prodezze, questo russo non può che mostrarsi ai nostri occhi come ciò che in realtà è, ovvero pianista acclamato, direttore d’orchestra richiestissimo, compositore raffinato e artista dalla forte personalità.

Alessandro Munelli

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