sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Blatter e Platini “fuori gioco”
Pubblicato il 08-01-2016


La Camera arbitrale del Comitato Etico della “Fédération Internationale de Football Association” (FIFA) ha bandito dal calcio, per otto anni, Sepp Blatter e Michel Platini, rispettivamente, presidente della FIFA, il primo, e presidente dell’”Union of European Football Associations (UEFA), il secondo. Il processo ai due presidenti è nato dall’inchiesta della procura generale svizzera su un pagamento di 2 milioni di euro, a valere sui fondi FIFA, corrisposti da Blatter a Platini, a titolo di ritocco verso l’alto del suo stipendio, senza comunque che la maggiore rimunerazione fosse approvata dagli organi ufficiali della FIFA. Per questo motivo, il Comitato, non condannandoli per corruzione, non li ha radiati, ma li ha riconosciuti colpevoli di aver violato tutte le norme etiche cui si ispirerebbe la massima organizzazione del calcio mondiale.

Il “congelamento”, o quanto meno l’esclusione temporanea dei due presidenti da ogni attività nel settore calcistico, servirà sicuramente ad escluderli dal novero dei candidati a ricoprire la presidenza della FIFA (le elezioni sono previste per il prossimo febbraio), ma resta il fatto che la loro esclusione dalla possibilità di tornare a governare il calcio mondiale ed europeo è l’esito dell’impegno del giornalista d’inchiesta scozzese, Andrew Jennings, il quale di recente ha pubblicato il libro di denuncia “Omertà. La FIFA di Sepp Blatter, una famiglia criminale organizzata”; in esso sono raccontate le malefatte del gruppo dirigente della FIFA, a cominciare da João Havelange, presidente brasiliano della federazione dal 1974 al 1998, succeduto all’inglese Stanley Rous e sostituito, nel 1978, dallo svizzero Sepp Blatter.

È giusto che le denuncie di un giornalista aiutino le istituzioni giudiziarie ad eliminare i centri di corruzione in qualunque settore essi si formano? Certamente sì, ma resta l’amarezza che l’eliminazione del malaffare, sia pure da un settore qual è il calcio sinora considerato marginale, sia avvenuto solo perché le autorità giudiziarie sono intervenute per reprimere reati commessi ai danni di chi viene emotivamente coinvolto dallo “sport più bello del mondo” con decenni di ritardo.
“Le forze di polizia europee – accusa Jennings – hanno sempre chiuso gli occhi di fronte alle prove che venivano loro presentate, ma è bastato che il controllo del mercato dello sport assumesse un’importanza geo-politica perché scendesse in campo l’FBI contro Blatter e contro alcuni componenti del Comitato esecutivo della FIFA (ExCo)”; è bastato, infatti che l’ex procuratore di New York ed ex membro del Comitato etico della FIFA, Michael J. Garcia, diffondesse una relazione nella quale veniva denunciato il “sistema Blatter”, perché il segretario alla giustizia degli USA, Loretta Lynch, disponesse di procedere contro i dirigenti e non contro la FIFA, in quanto istituzione dichiarata invece parte lesa, e neppure contro il suo presidente.

Il motivo della distinzione dei dirigenti dalla istituzione è dovuto, secondo molti commentatori, al fatto che per gli USA il calcio è divenuto uno sport strategico sul piano politico; ovvero uno sport che si è trasformato in una fonte di consenso che non può essere lasciato nelle mani di un corrotto, poco propenso ad essere sensibile alla strategia politica ed economica della potenza a stelle e strisce. Tuttavia, la sensibilità degli USA per il solo consenso che il gioco del calcio è in grado di influenzare è ben poca cosa per giustificare l’offensiva giudiziaria scatenata contro il sistema Blatter. In realtà, sempre secondo molti commentatori, il sistema del “tiranno del calcio” ha finito coll’urtare contro gli interessi delle multinazionali e dei fondi d’investimento che operano nel settore delle compravendita dei diritti televisivi e della gestione di calciatori e di squadre calcistiche di tutto il mondo.

Il coinvolgimento di Sepp Blatter nel mondo degli interessi della multinazionali è da ricondursi al fatto che egli non è estraneo alla dinamica imprenditoriale di un’impresa leader nel campo dell’intermediazione dei diritti televisivi relativi allo sport; è noto che quest’impresa, l’Infront, gestita da Philippe Blatter, figlio di Sepp, è stata acquistata dalla multinazionale cinese Wanda, la quale in tal modo, acquisendo una dimensione tale da alterare gli equilibri geo-politici economici esistenti, ha determinato l’azione della giustizia americana, che ha portato all’arresto a Zurigo, nel maggio del 2015, di sette altissimi dirigenti della FIFA su richiesta delle autorità statunitensi, con l’accusa di associazione a delinquere e corruzione; è stata anche perquisita la sede della Confederazione che governa il calcio in America centrale e settentrionale e nei carabi (CONCACAF), a Miami, in Florida, base del potere del sistema Blatter. Il blitz della giustizia americana è stata motivata dalla necessità, sottolineata da Loretta Linch, di porre fine alle pratiche corruttive con cui la FIFA ha incassato tangenti in cambio di decisioni che hanno assegnato lo svolgimento delle manifestazioni sportive ai paesi che, per scopi prevalentemente extrasportivi, avevano interesse alla loro organizzazione.

Gianfranco Sabattini

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