mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Bobo Craxi
Il Psi è al bivio,
“rinnovarsi o perire”
Pubblicato il 07-01-2016


“Il Psi è davanti ad un bivio, lo stesso della fine degli anni settanta: ‘Rinnovarsi o perire’, come sostenne Pietro Nenni nel suo ultimo fondo sull’Avanti!”.
È quanto afferma Bobo Craxi, del Partito socialista italiano, in un’intervista rilasciata sul magazine “Periodico Italiano”.
“Il rinnovamento impetuoso degli anni ‘80”, sottolinea l’esponente socialista, “paradossalmente condusse i socialisti alla sconfitta. Ci troviamo di fronte all’ennesimo bivio: la presenza all’interno del Governo Renzi, lo stesso che predica e pratica l’autosufficienza del Pd, conduce i socialisti alla rovina. La guida attuale del Partito, che per di più partecipa all’Esecutivo, non garantisce autonomia e non garantirà ai socialisti una presenza autonoma nelle istituzioni. Occorre rimettere in discussione la legge elettorale, pena il nostro disimpegno dal sostegno al Governo; opporsi alla riforma costituzionale; ripristinare collegialità, legalità e pluralismo all’interno del Partito; predisporre un piano di azione per una futura lista ‘larga’, con un chiaro e limpido riferimento al socialismo italiano. Questo è un programma al quale mi sentirei di aderire e per il quale lavorare. Premesso che questo è un programma di azione ‘minimo’ per chi ha a cuore la più antica delle organizzazioni politiche italiane, che rischia di scomparire”, aggiunge Craxi. “La crisi delle socialdemocrazie sta investendo tutti i nostri Partiti fratelli, ma soltanto l’Italia non ha saputo risollevarsi dopo vent’anni dalla vicenda di Tangentopoli. Penso che sia per primo Nencini, dopo nove anni di segreteria, a dover favorire un ricambio anche generazionale, così come aveva annunciato. Io lavorerei per questa prima ipotesi: se così non fosse, è chiaro che al Partito va data un’alternativa e non mi sottrarrei da un impegno politico e morale”, conclude Craxi.

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Commenti all'articolo
  1. Caro Bobo a volte si richiede un minimo di coerenza per essere credibili in ciò che si dice altrimenti si è portati a pensare che le posizioni che si tengono siano funzionali a soddisfazioni personali ottenute o meno. Leggendoti non posso fare a meno di ricordarmi che sei stato parlamentare con Forza Italia candidato per i DS non eletto e sottosegretario agli Esteri in quota DS con D’Alema ministro nel governo Prodi. Insomma mi pare che la coerenza difetti parecchio!!!

  2. Se “La crisi delle socialdemocrazie sta investendo tutti i nostri Partiti fratelli”, come afferma l’Autore, mi pare non sbagliando, bisognerebbe cercar di capire da questo insieme, pur se ogni Paese ha ovviamente situazioni proprie, che direzione hanno preso i voti fuoriusciti, e se vi è bisogno di un cambio della linea politica e con quale impostazione, ma in ogni caso non mi sembrerebbe un “rinnovamento” bensì un cambio di programma o di strategia.

    Peraltro, da quanto ne so, le socialdemocrazie europee, salvo forse quella tedesca, non hanno il problema delle alleanze, essendo per così dire autosufficienti sul piano numerico, e per loro dovrebbe appunto trattarsi di rivedere, se del caso, l’agenda o piattaforma politica – sul piano economico, sociale, sicurezza, rapporti internazionali, ecc… – per ritrovare l’interesse di quella parte di elettorato che si è allontanata.

    Per il filone socialista italiano c’è una questione, o una complicazione, in più, dal momento che la sua consistenza numerica, quanto a percentuale di consensi, unitamente al meccanismo elettorale se resterà tale, rende oggi opportuna, se non proprio inevitabile, la strada delle alleanze, interne od esterne al movimento, ed è forse l’idea dell’Autore quando parla di “predisporre un piano di azione per una futura lista larga”

    Ciò comporta però che la formulazione dei programmi abbia a fare i conti con altri soggetti, e questo “confronto” dovrebbe essere probabilmente il primo passo da compiere, che è essenzialmente di natura politica, e che mi sembra un argomento da dibattito congressuale, e tale da precedere il problema del ricambio ai vertici del partito, i quali saranno poi l’espressione della linea politica che verrà adottata.

    Mi sembra calzante il richiamo che fa l’Autore circa “l’autosufficienza del Pd”, la quale non giova certo alla causa socialista, e lo sganciarsi dall’impegno governativo consente naturalmente di muoversi con maggiore autonomia, ma occorre poi vedere come utilizzare nel modo politicamente più proficuo una tale “indipendenza”.

    Sul “rimettere in discussione la legge elettorale”, e quanto ad “opporsi alla riforma costituzionale”, il PSI potrà verosimilmente trovare convergenze tra le altre formazioni minori, ma gli elettori si aspettano soprattutto proposte capaci di rispondere alle emergenze e criticità dei giorni nostri, e qui potrebbero sorgere dubbi, distingui e difformità – appunto tra le formazioni minori – che sarebbe bene conoscere ed affrontare per tempo, perché se irrisolti non consentiranno la formazione di una “lista larga” o la renderanno troppo fragile, e poco “attraente” al momento del voto.

    Paolo B. 09.01.2016

  3. Caro Craxi,

    Ho letto l’articolo della tua intervista a Pianet Italia.
    E’ una dichiarazione di guerra a Nencini, uno dei pochi esponenti del PSI, spendibili nel
    Mondo politico sia per la sua cultura che per il suo lavoro politico.
    Quando chiedi ricambio generazionale non penserai mica a bramare al posto di Segretario del PSI?
    Ti ricordo che sei in politica dal 1992, non certo per capacita’ personali, ma solo per il tuo cognome, e che di tue iniziative sia quando eri con Forza Italia che nel Governo Prodi non me ne ricordo neanche una (tranne che la tua incoerenza stile RAZZI).
    Comunque Ti sta a cuore il PSI? Ti sta cuore veramente il suo ricambio generazionale? Allora esci, cercati qualcosa da fare, ma vai fuori dal Partito.

    Distinti saluti.
    Luca Cosmai

  4. Caro compagno BOBO(Vittorio),con il tuo strillo hai creato un vespaio di dissensi.In primis non sei stato collaborativo con Nencini allorchè partecipasti alla mozione minoritaria dello scorso Congresso PSI.In Parlamento i nostri deputati e senatori stanno facendo un ottimo lavoro.Alla partecipazione governativa di Nencini nulla è obiettabile e si spera continui fino al 2018.Bene ha fatto Stefania Craxi ad eclissarsi nel movimento dei Riformisti Itaniani pur difendendo con pregevole impegno il futuro della Fondazione Bettino Craxi.Occorre un tuo ravvedimento per il futuro del PSI.Manfredi Villani.

  5. “”ripristinare collegialità, legalità e pluralismo all’interno del Partito”” una vera dichiarazione di guerra ! passi tutto ma cosa significa ripristinare la legalità?? a cosa allude ? di cosa sta parlando Craxi?? invece di polemizzare per far sapere al mondo della propria esistenza Craxi si dia da fare per portare idee e voti al PSI.

  6. Non ha tutti i torti, Craxi Il sostegno al governo, soprattutto in materia di riforme costituzionali ed elettorali, grida vendetta: sono riforme antidemocratiche (leggere Besostri che se ne intende). Saluti socialisti!

  7. Condivido pienamente quello che ha detto Bobo. Nessuno vuole fare la guerra a nessuno e, solo arrivato il momento dopo 24 anni gestiti in malo modo a tentare un’ alternativa credibile. Cari compagni Cosmai , brienza, aldorepeti, e demenziale ricondurre a quello che tutti noi compreso Bobo, abbiamo fatto in questi anni, anche Nencini in questi anni ha fatto solo l’amministratore a contratto, allora che dire?. Dopo la sconfitta dell’altro amministratore a contratto Boselli con il tir a Ferrara, dove io detti il mio sostegno ci trovammo nella sede di partito a Ferrara dietro la Comet e si parlava di chi potesse essere il nuovo traghettatore, io dissi Nencini lo seguivo da tempo, preparato, alcuni non lo conoscevano nemmeno altri di cui il segretario di allora disse non è capace. Oggi io sono contro questa gestione ma con tranquillità e rispetto, altri sono al capezzale del segretario per raccogliere solo briciole, siamo allo
    0, e ininfluenti sulla scena politica facendoci prendere per i fondelli anche dai nostri alleati che continuano la campagna acquisti nei nostri confronti.
    Se vogliamo portare consensi e avvicinare i giovani bisogna fare politica tra la gente nelle piazze e non nei salotti, dire la nostra e non essere servili al Pd di turno. Nencini che è persona saggia colga tutto questo sia vicino al partito e passi la mano e vedremo se altri riescono in quello che lui a predicato ma risultati sono sotto gli occhi di tutti.
    Saluti a tutti.
    Pasquale Claps

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